Rosillogica

Bindi avrebbe scoperto, dice, una contraddizione della legge Severino, la quale considera    incandidabili e ineleggibili, ma non anche candidabili non eleggibili... Ma il  candidabile è eleggibile, se ineleggibile è incandidabile ; se candidabile, è ineleggibile solo per cause sopravvenute (alla eleggibilità originaria). Come può girare la testa di un mammasantissima dell’antimafia parlamentare….e del potere che la comunità gli assegna …. P.Diaz
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La liberazione dal Burka..

Sofia non indossa coprivolto, copriocchi, copricapo, ne' sottana fino ai piedi, e va in giro sola, senza accompagnatore maschile. Ed in tale condizione personale, differente da ogni altra del genere femminile, ha conseguito la cittadinanza honoris causa, nel reame più feminofobo del globo, nella Arabia saudita. Ma e' un robot. Pur se potrebbe essere devastantemente, per quella clausura peninsulare dell'umanità, profetico...

P.Diaz

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Mariano el pìcaro (popolano furbo e privo di scrupoli, avventuriero che vive di espedienti) I parte

Che il supertifoso (si dice) del Real Madrid ambisse a sfondare, dopo quella avversaria dei campi da gioco, la rete dei diritti dei poteri delle prerogative delle funzioni delle istituzioni,  dell’avversario politico, oltre che dedursi dalle sue ascendenze culturali (il franchismo monarchico), avrebbe potuto indursi da quanto perpetrò il suo Partido Popular (una sorta di “diccì” fieramente impregnata di politicastri e di politicume) addì 21 gennaio 2015, quando, al riparo delle mura del Parlamento madrileno, a maggioranza fornibile da sé stesso e a spregio della opposizione di ogni altro partito (di centro e di sinistra), reintrodusse nel codigo penal (benchè sedato qualche anno prima da una riforma “postfranchista” ), la "cadena perpetua" (così è detto l’arnese che, nel lontano - e vicino - 1823-1848, fu, per la prima volta, stretto alla caviglia del condannato all’ergastolo, e vi restò  fino al decesso del “Generale Franco” - che,  invero, antecipato di qualche anno dal  “Generale De Rivera”,  all’ergastolo aveva assegnato una “misura alternativa”: la pena di morte), fino al  1975 e all’avvento, poco dopo, della Constitucion (che lo aboliva implicitamente disponendo,  all’art 25.2, reeducatiòn y reinsercion social del condannato).

Reintrodusse, quel Partito diretto dal compulsivo Rajoy, la “prisio permanente”, detta furbescamente “revisable” (correggibile), a scanso di addebiti di incostituzionalità ex art 25.2 de la Constitucion (in effetti, chiunque saprebbe obbiettare che è irrieducabile e irreinseribile in società chi sia murato a vita..), adducendo ad esempio positivo, in Parlamento, l’Italia ed il suo ergastolo “condizionale” (invero tornato incondizionato se “ostativo”), benché il suo codice penale fosse, e forse proprio perché era, il più mediorientale d’ Europa....

D’altronde, la passione per la pena (alias  penofilia) glie la aveva ingrossata, alcuni anni prima (1996-2004) , il similpoliticante Josè Maria Aznar, che aveva innalzato il  massimo detentivo da trenta a quarant’anni.

Insomma, un  Partido  Popular contra el pueblo, a meno che i condannati non fossero  popolo, o che, più veridicamente, ne fossero estraniati.

E per una  pena che sigillasse la politica sociale (carcerando el reo del “robo” – del  furto aggravato- si esonera dal confronto con la economia che lo genera, e dalla responsabilità relativa); e sigillasse la politica politica (vd dopo), che spacciando il dissenso o la disobbedienza o l’opposizione o la ribellione o la rivolta o la sedizione o la insurrezione, popolari, per delitos, si esonera dal confronto  con essi e dalla responsabilità relativa.

Ebbene in tanta miseria politica è completamente immerso el goleador del Partido Popular, del Governo e del Parlamento e del Monarca madrileni; e sono incastrate le sorti dei  loro  avversari. Di fatti.

Nell’anno 1995, il reame rifondato dal “Generale Franco” ammansì (si accennava) el  codigo penal, in rapporto all’avversario comune (economico etico imprenditoriale amministrativo  sociale…). Ma non in rapporto all’avversario politico, a chi ledesse o turbasse o minacciasse (o anche solo pensasse di farlo: in ambito, anche in Italia si processano le intenzioni), la serenità politica del reame. Affinchè intatta e intangibile restasse l’antica maestà, quale contromisura di ogni altra sociopolitica, quale asimmetria di  sovrano a suddito.

Dunque monarchia “assoluta”, tutt’altro che “costituzionale”, “parlamentare”, quella spagnola in questa articolazione (antipopolare) dell’ordinamento giuridico. Neo franchismo, d’altronde pari al neomussolinismo del codice penale, che serba intera, anzi ha scandalosamente ampliato, in quella stessa articolazione, la dotazione della monarchia sabauda, pur fattasi “repubblica”: perché in effetti, all’assoggettamento penale dell’avversario politico si dedica lo  statalismo fascista, sia monarchico che repubblicano….

Vi si dedica,  cominciando  dall’atto primario  (vera  dichiarazione di guerra per il  tempo di pace) dell’affissione, alla condotta avversaria, della reità, della criminosità verso la discriminazione da ogni altra condotta (lecita o non penalmente illecita), quale epigrafe della sua persecuzione fino alla eliminazione militare edulcorata dalla toga. Dove la  democrazia con codici siffatti è superstizione, credenza, propaganda fraudolenta, e massacro di popolo; e dove essa potrebbe rinascere solo espellendoli, insieme ai loro fautori fomentatori autori  operatori manutentori favoreggiatori mallevadori. E dove, se non lo facessero, o prima o poi si abbatterebbero pusch golpe pogrom: il genere di calamità sociopolitica innescata da Mariano Rajoy.

Cui par necessario  ricordare (nessuno tuttavia credendo  possa dimenticarlo), che per l’art 55.3 del  Estatut de autonomia de Catalunya (TÍTOL II, De les institucions, CAPÍTOL I) El Parlament ès inviolable…..; e per l’art.  57.1 (Estatut dels diputats):  1. Els membres del Parlament són inviolables pels vots i les opinions que emetin en l’exercici de llur càrrec : il Parlamento è inviolabile e lo sono anche i suoi membri, per i voti e le opinioni espressi nell’esercizio del loro incarico.

Dunque gli indicenti e deliberanti, a settembre e ottobre scorsi, referendum e indipendentismi, che fossero parlamentari (primo fra tutti  Puigdemont, President de la Generalitat de Catalunya), ciò facenti d’altronde con opinioni e voti ( addirittura con valore di ley, di legge, il sei di settembre scorso: vd dopo) emessi nell’esercizio del loro incarico, erano inviolabili. Intangibili comunque da quell’atto (violento e distruttivo) che è l’accusa penale con arresto ( mentre, ovviamente, non lo erano le deliberazioni, dalla  contestazione  giuridica e giudiziaria extrapenale, ad esempio quella attuata, su richiesta del Gobierno madrileno, dal  Tribunal Constitucional, che ha sospeso e poi annullato quella ley e altro: vd dopo)

Anche perché, e per di più, Durant llur mandat gaudeixen d’immunitat amb l’efecte concret que no poden ésser detinguts si no és en cas de delicte flagrant : …godono di immunità dagli arresti, non possono essere arrestati se non in caso di delitto flagrante ( art 57 cit.): cioè che avvenga al momento dell’arresto (può qui notarsi incidentalmente che se, per art 57.2 :  En les causes contra els diputats, és competent el Tribunal Superior de Justícia de Catalunya. Fora del territori de Catalunya la responsabilitat penal és exigible en els mateixos termes davant la Sala Penal del Tribunal Suprem: nelle cause contro i deputati è competente il tribunale catalano, fuori della Catalogna è competente il tribunale madrileno; se “Fora”, della Catalogna, si riferisse al delitto, in vece lì commesso, la competenza territoriale del processo in corso apparterrebbe al primo, non al secondo, tribunale, che ciò malgrado se l’è presa).

Per cui a sconcerto dell’ordine giuridico sopra delineato potrebbe ritenersi diramato l’ordine di arresto dei parlamentari catalani impartito dal juez Carmen Lamela su richiesta de La Fiscalia madrilena (la quale, peraltro, ha  incriminato anche i membri della “Mesa del Parlamento” che ammisero alla discussione una mozione di Junts pel Sí che trattava di iniziative per la creazione di una Repubblica catalana). Atto di imprigionamento extragiuridico (benchè giudiziario) e politico, diretto a fare “presos politicos” dalla magistratura al servizio del Governo madrileno al servizio del re (dal quale El Fiscal General del Estado será nombrado …, a propuesta del Gobierno, oído el Consejo General del poder judicial, per quattro anni eccezionalmente rinnovabili, oggi assegnati a Josè Manuel Maza: articulo 124. 4 Constitucion,) cui ovviamente mai potrebbero garbare i repubblicani (malattia mortale); né potrebbe bastare la loro destituzione dalle, sostituzione nelle, funzioni conferite a suffragio popolare, che l’art 155 della Constitucion avrebbe rimesso nelle mani (profane) di Rajoy, secondo quanto va raccontando, ma che lì non si legge affatto:

Artículo 155.1. Si una Comunidad Autónoma no cumpliere las obligaciones que la Constitución u otras leyes le impongan, o actuare de forma que atente gravemente al interés general de España, el Gobierno, previo requerimiento al Presidente de la Comunidad Autónoma y, en el caso de no ser atendido, con la aprobación por mayoría absoluta del Senado, podrá adoptar las medidas necesarias para obligar a aquélla al cumplimiento forzoso de dichas obligaciones o para la protección del mencionado interés general. 2. Para la ejecución de las medidas previstas en el apartado anterior, el Gobierno podrá dar instrucciones a todas las autoridades de las Comunidades Autónomas.

Dove si apprende, dal secondo comma, che il Governo, per la esecuzione del las medidas, le misure adottate, potrà dare istruzioni alle autorità delle comunità autonome, non destituirle e sostituirle. E si apprende, dal primo comma, che las medidas saranno proporzionali e funzionali all’adempimento forzoso delle obbligazioni inadempiute dalla Comunità; cioè a far sì che questa adempia,  ma senza la destituzione e la sostituzione degli  obbligati.

E che quindi non vi è traccia, nell’art 155 cit.,  delle misure richieste dal Governo al Senato e da questo  approvate addì  27 di ottobre:

- l’attribuzione al capo del governo madrileno del potere di sciogliere il Parlamento della Generalitat  e di convocare nuove elezioni (entro un massimo di sei mesi).

-l’attribuzione allo stesso del potere di destituire il presidente della Generalitat  Carles Puigdemont e il suo Govern; e di assegnare le funzioni di questa ai ministri del proprio Governo;

- la riduzione della funzione de La Generalitat alla amministrazione ordinaria.

- la sottrazione al Parlament del potere di proporre il candidato alla  presidenza della Generalitat.

E tanto meno vi è traccia della possibilità  dell’arresto degli obbligati.

Insomma, quando si noti che nemmeno la lista, degli obblighi che sarebbero stati inadempiuti, fu predisposta, dal Governo di Rajoy, non solo per la contestazione a Puigdemont, preliminare alla deliberazione del Senato por la aprobation a majoria absoluta, de las medidas, ma neanche per questa,  si comprende  che cosa abbiano fatto,   Governo e  Senato madrileni, dell’art. 155 Constitucion.  

Volendosi comprendere per analogia, basti osservare la Turchia sotto il maglio di Erdogan (“ex calciatore professionista”), dove l’avversario politico anche solo ipotetico, destituito da ogni  funzione,  servizio, stato, è arrestato in massa, espulso dal contesto sociale, disperso.

Segue    

P.Diaz

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Rosato (a pranzo e a cena)

Erutta in un Talk televisivo l'enonimo (che ha  il nome del  vino) suddetto, primo fiduciario del boss (per cio' dubbiamente astemio) del Partito Democratico:
Travaglio ha pubblicato una vignetta "misogena". E non per dire "che genera rifiuto" ,  come letteralmente fa, ma per dire  "che rifiuta la donna", "misogina" appunto, come letteralmente disfa'. .
l'eponimo (colui che da' il nome) della nuova legge elettorale, il motore della mozione parlamentare (eversiva della competenza funzionale) contro il governatore di Banchitalia, il capogruppo del partito alla Camera dei deputati ....
Ora non sapendo costui di quel che dice, potrebbe sapere di quel che concepisce e di quel che da  cio' scaturisce, per di piu' nella  complessita' culturale delle cose  ove  si e' sconciamente accasato?
Rispondono (gia' solo) quelle sue  operette...
P.Diaz
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Tramaglio

Se la Boschi non smentisce quel di lei si dice ( che sia stata l'autrice della mozione contro il governatore di Banchitalia), cio'  e' vero. Se la Boschi lo  smentisce, e' ugualmente  vero.
Vero comunque insomma, pure in casi opposti.
L'Illogismo ricorda  la  regola probatoria dei processi alla  stregoneria, ove sarebbe stata strega chi, immersa nell'acqua, fosse affondata, , ma anche chi  galleggiasse, "perche' assistita dal demonio" (ovviamente, non e' che la regola non avvertisse l'illogismo, ma lo spianava con  logica incondizionatamente condannatoria, insensibile a qualunque limite, intrinseco od estrinseco).
E ricorda anche, l'illogism‎o, la logica  della colpevolezza universale di origine e propaganda  davighiane, per la quale gli innocenti  non sarebbero   altro che  colpevoli da scoprire.
Logica che non ha limite nella funzione del suo autore e del diritto che dovrebbe applicare: per la distinzione di innocenti e colpevoli. Ma non ha limite nemmeno nel coinvolgimento del suo autore, giudice innocente e colpevole non ancora scoperto (si fa per dire.), ovviamente.
 Ma, cio' ricordato, il punto:
chi mai avra' siffattamente dissertato sulla Boschi (benche' reproba)?
Ma il direttore del quotidiano dei condannatori  d'Italia, istituzionale e non...
ma Travaglio‎...
La cui penofilia,  d'altronde, e' in effetti  pseudologia.
P.Diaz
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Haters di Stato

L'hater  devastatore della immagine  della cantante "Emma"*  interpellato sul perche', ha detto che lo avrebbe fatto   per avere consenso, tanto maggiore quanto piu' famoso sia il bersaglio.
Esattamente la risposta che danno o che darebbero o che comunque dovrebbero dare, gli haters  di Stato, ‎ ovvero gli intercettatori degli apparati giudiziari ed i loro divulgatori mediatici: semoventi  per avere il consenso delle folle bramose di sacrifici umani, tanto piu' sazianti quanto piu' famose  siano le vittime.
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Renzi il nazificatore inavvertito

" Corpo a corpo col centrodestra"...l'ultimo proposito, alla celebrazione dei dieci anni del PD,  del piu'  a sproposito dei politicanti del secolo. Peraltro:
 sfida a chi sia piu' nazista? L'irresponsabile fiorentino potrebbe  vincerla, dopo la introduzione,  dal suo governo, della  legislazione penale  piu' nazista d'Europa,  che nemmeno il fascismo mussoliniano si sogno di ipotizzare...
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Che titoli scolastici,  minimamente ‎attinenti il diritto e il processo, il surrubricato aveva allorche' divenne  ministro della giustizia (cioe' della istituzione e conservazione e gestione  dello jus, del diritto)?
Paggetto (peraltro dall'occhio schizzato) della magistratura dettante, a lui ed al suo Partito,  la legge penale piu' antisociale  e turpe di questi ultimi anni, forse nessuno..
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"ora mi occupero' di mio figlio, non di politica.." Come se il familismo non facesse politica, ma  di infima specie retriva. E come se, il suddetto,  non avesse mai avuto la nozione ed il senso della politica di cui si occupava...
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Se Davigo,  giureconsulto per concorso,  fosse  inconsulto per funzione,   Floris, suo editore televisivo fisso,   sarebbe   inconsulto  per   informazione?
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“Gotolonia” (Paese dei Goti, Catalogna) sotto i Borbone

"Vuoi che la Catalogna diventi uno Stato indipendente sotto forma di Repubblica?" Tale il quesito referendario del primo giorno di questo ottobre mite e avvolgente. Quesito che forse non immaginava che già per uno solo dei suoi termini, Repubblica, avrebbe fatto detonare la risposta della Monarchia spagnola (oltre quella del popolo catalano), dinastia dei Borbone di Spagna (1700), alla cui restaurazione dette mano il belluismo (egomane necromane e cleptomane, come ogni altro della specie) del “generale Franco” (omuncolo che tuttavia, in divisa e in armi, potè flagellare la terra, e sopravviverle). E di fatti è detonata, la risposta, contraria e combattiva,  come  si è visto allorchè, nelle sedi industri illustri e nobili della Generalitat catalana,  dedicate ai plebisciti,  alle  consultazioni  del popolo, hanno  fatto irruzione  Polizia e  Procura  di  "Mariano Rajoy" ( barbetta bianca e   capello finto nero, fatui,   sguardo vacuo ma),   borbonicofranchista (già formalmente, quale capo del Governo del Reame). Tale ma anche, per ascendenza,  nazifascista: se “il generale Franco ” potè restaurare   la Monarchia (caduta nel 1931) fiancheggiato  dai nazisti di Hitler e dai fascisti di Mussolini (altri esemplari della sua specie). Fin dal traghettamento, dal vicino Marocco, dell’Esercito Africano da lui (ed altri generali allora), comandato (esercito di soldati ammutinatisi alla repubblica appena succeduta alla monarchia) che prese a calpestare la penisola iberica mentre quelli, dal cielo,  la bombardavano. Riportò Goering (processato quale criminale di guerra a Norimberga nel 1946), rettileo:  "Guernica? è stato un esperimento. Sì, mi dispiace. Ma quale banco di prova migliore per la Luftwaffe si poteva trovare in quell’epoca?”." E, algido: "l'esperimento è perfettamente riuscito". Sul  bombardamento,  padre Alberto Onaindia, testimone oculare:  “Arrivai a Guernica il 26 Aprile alle 4,40 del pomeriggio. Ero appena sceso dalla vettura quando cominciò il bombardamento. La gente era terrorizzata. I contadini fuggirono dal mercato abbandonando i loro animali. Il bombardamento durò fino alle 7,45. Durante quel tempo non passavano cinque minuti senza che il cielo non fosse oscurato dagli aerei tedeschi. Il metodo di attacco fu sempre lo stesso. Prima mitragliavano, dopo lanciavano le bombe esplosive e alla fine quelle incendiarie… Nelle buche delle strade si ammucchiavano insieme stesi al suolo uomini, donne, bambini. Si udivano grida di dolore da tutte le parti e la gente terrorizzata si inginocchiava levando le mani al cielo come se implorasse…” . Le macerie della città seppellirono 1650 abitanti  di  7000.  Così orribilmente che  tedeschi e italiani addussero che le case fossero esplose celando munizioni. Mentre il petulante  “Ciano”, genero di Mussolini (da Muslìm: musulmano), a vanto di tre bombardieri S. Marchetti 79, chiocciò lezioso ed ebbro:    
"Bene in Spagna. Grande vittoria quella odierna. Un colpo duro per la Spagna rossa. L'offensiva continua. Nell'impresa trovo la costante opposizione della marina che fa resistenza passiva. L'esercito, con regolarita'. La Milizia con slancio. Ma é l'aeronautica che va benissimo. Ma io e te Duce ne siamo i responsabili, coloro che ne hanno il merito. Ho dato ordine di bombardare stanotte anche Valenza. Bisogna cogliere il momento per terrorizzare il nemico". 
 Un mese prima, marzo 1937, Mussolini  aveva ordinato  ai piloti italiani il bombardamento di Barcellona, esigendolo sistematico e  a tappeto. Ed il genero:  "i nostri nove S.79 in un minuto e mezzo su Barcellona hanno polverizzato palazzi, ponti, seminato il panico che diveniva follia; 500 morti, 1500 feriti; era tutto così realisticamente terrorizzante. E' una buona lezione per il futuro"  (la capitale catalana era stata  sottoposta ad  attacchi crescenti iniziati a febbraio 1937. I morti accertati, a smentita di Ciano,  furono più di tremila, in gran parte bambini). Ed alla  “guerra civile” scandita da quei bombardamenti, iniziata nel 1936, conclusa nel 1939 con la   vittoria letifera dei nazifascismi d'Europa occidentale,  il Papa appena eletto, Pio XII (al secolo il posatore cinematografico  Eugenio Pacelli),  ricevendo  in visita ufficiale Ciano, plaudì (con lui e poi con un Radiomessaggio alla nazione):  "(in Spagna) ora risplende nuovamente la grande tradizione cattolica", "baluardo inespugnabile della fede". Ebbene, che  cosa aveva radunato e armato e mosso  quelle forze del male assoluto? Un termine e la sua sostanza,  Repubblica. Di fatti: la monarchia spagnola era giunta al 1931 quando  repubblicani e  socialisti, (vinte le elezioni) esiliato  il monarca abdicante,  proclamarono la repubblica di Spagna: il cammino verso la repubblica era iniziato nel 1923, con la resistenza alla dittatura militare del “Generale de Rivera” - voluta dal re Alfonso XIII di Borbone – che, come ogni fascista ingrediente, aveva sospeso i diritti di libertà politica e sociale, abolito i partiti, eliminato gli oppositori politici ( a sostegno della resistenza era accorsa clandestinamente la  Legione Garibaldina - sessanta volontari antifascisti italiani istruttori di combattimento - ma fu tradita da Ricciotti junior Garibaldi, nipote di Giuseppe e spia di Mussolini). Osteggiato Il loro governo e, nel 1933, ripreso dai  proprietari terrieri e dalla Chiesa (raccolti sotto le cupe insegne de La Falange), esso fu riconquistato, nel 1936, dal Fronte Popolare (di democratici borghesi, socialisti, comunisti e anarchici, di masse contadine e operaie, volti a trasformare le strutture sociali ed economiche della penisola). E fu, appunto, allora che i ceti spodestati, armati dei  militari,   partirono all’attacco della repubblica di Spagna e alla fine del percorso ( quello del franchismo), nel 1975 restaurarono, dicevasi, la Monarchia dei Borbone. Peraltro, durante quel decennio, nel 1931 (da Francesc Macià) fu proclamata la  República Catalana com a estat integrant de la Federació Ibèrica (che tuttavia, turbando gravemente il governo provvisorio della  Repubblica spagnola, accettò di trasformarsi in Generalitat de Catalunya. Nel 1934 (da Lluis Companys) fu proclamato lo : Estat Català de la República Federal Espanyola (che tuttavia, inducendo il governo spagnolo all'invio dei militari, subì l’abolizione dello Statuto e della Generalitat e l’arresto dei componenti del governo catalano). Nel 1939, conclusa la Guerra civile spagnola, la Generalitat va in esilio ( la dittatura militare di Franco - che gli Stati Uniti subito riconobbero...- instauratasi come governo nazionale, abrogò le istituzioni catalane). Peraltro, la vocazione repubblicana della Catalogna era assai risalente. La República Catalana (anche come  Estat Català) fu proclamata: nel 1641 dal politico ecclesiastico Pau Claris; nel 1873 da Baldomer Lostau come "Stato Catalano". E’ dunque per ciò, perché rievocante, il quesito referendario, lo spettro della repubblica incubo della Monarchia dei Borbone di Spagna finalmente tornati al trono,   che  l’ultimo d’essa,  Felipe VI  (figlio di Juan Carlos I e, da parte della madre Sofia di Grecia, coagulante anche il fascismo – egomane necromane e cleptomane - della Giunta dei Colonnelli , con i quali Costantino II di Grecia, suo zio, regnò), ha emanato (tuttavia  dozzinale e fatuo,  singolarmente somigliante a Rajoy nella barbetta bianca e il  capello annerito, e nello sguardo vacuo) che fu “irresponsabilità inammissibile, slealtà inaccettabile”, il referendum. Eppure, come s'è visto, qualche ragione, se non ogni ragione, storicamente l'aveva, a proporlo perseguirlo ed organizzarlo, il referendum, la Catalogna. E comunque, avrebbe immaginato resistenza, ad esso, giuridica e giudiziaria, non militare, con cariche perfino sull'attività referendaria minuta, di preparazione distribuzione predisposizione al voto delle schede; cioè esercizio di potere genuinamente borbonicofranchista, neofascista. Che invece ancora una volta si è scatenato, partendo dalla violenza giuridica all'art 155 Costituzione dello Stato, assunto come ammissivo dell'uso di quella militare; e passando poi a questa (la lettura di quella Carta, peraltro, aiuterebbe chi reputa quella italiana “la più bella del mondo”, ad accertare se così effettivamente sia). Art. 155 Ove la Comunità Autonoma non ottemperi agli obblighi imposti dalla Costituzione o dalle altre leggi, o si comporti in modo da attentare gravemente agli interessi generali della Spagna, il Governo, previa richiesta al Presidente della Comunità Autonoma e, ove questa sia disattesa con l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà prendere le misure necessarie por obbligarla all’adempimento forzato di tali obblighi o per la protezione di detti interessi. 2. Il Governo potrà dare istruzioni a tutte le Autorità delle Comunità Autonome per l’esecuzione delle misure previste nel comma precedente. Ebbene, a parte la questione se il referendum catalano non ottemper(asse) agli obblighi imposti dalla Costituzione o dalle altre leggi, o si comport(asse) in modo da attentare gravemente agli interessi generali della Spagna, tutta da discutere e risolvere in punto di fatto e di diritto: che tra le misure necessarie per obbligarla all’adempimento forzato rientrasse la forza militare, è riflesso (interpretativo) da “cane di Pavlov” dei soli poteri politici monarconazifascisti, totalmente privi di capacità giuridica (oltre che civica e diplomatica). P.Diaz  
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L’espianto giudiziario del trapianto

Sull'esito infausto di un trapianto di cuore, che dalla morte trae la vita, grazie al progresso medico, indagherebbe una "procuradellarepubblica", che dalla vita trae la morte ( non solo civile), "grazie" alla stasi millenaria del suo diritto... P.Diaz
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“Lagabanelli”

Quanto evadono in Italia Facebook e Internet? inquisisce per  la consueta vocazione poliziaesca,   su un giornale nazionale,  "lagabanelli" .
E quando valore civile  apportano all'italia i due istituti,  anzitutto disgregando  i monopolii "informativi e formativi" della pubblica opinione? Percio', quanto evade l'Italia dal debito civile verso i due?
"Lagabanelli" tende assai a   raddoppiare la b del nome...
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Parla Dimaio

Per Dimaio "l'unico argine agli estremisti d'Europa" sarebbe il  M5S:
eppur fautore, in Europa,   del piu' mediorientale estremismo giudiziario penale .
D'altronde‎, in Europa non si scorge estremismo sociopolitico se non nella  destra neonazifascirazzista.  La sinistra e' in letargo.
E' dunque esso  l'estremismo che M5S arginerebbe. Interpretandolo, appunto..
P.Diaz
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Pubblico ministero poliziotto e polizia giudiziaria segreta.

“… mi sono fidato dei miei uomini”, avrebbe detto Woodcock difendendosi dall’addebito di falsità ideologica commessa in concorso con un capitano dei carabinieri (subito dopo l’accusa promosso Maggiore…) e con un colonnello della stessa Arma, ma assegnato ai Servizi (“agenzia di informazione per la sicurezza esterna”). Linguaggio “sportivo”, da questurino o carabiniere,  da assimilato a  questi, militaresco  e operativo. Eppure sboccante da  un procuratore della Repubblica (fra i più celebrati), che “dispone direttamente della polizia giudiziaria” (art 109 Cost.) ma che non è polizia giudiziaria, dalla quale anzi è separato organicamente, perché Magistratura (artt. 101 ss Cost. ), non Governo (art 92 ss Cost.), e, quindi, culturalmente. E per ciò, ci si aspetterebbe, linguisticamente. E la immedesimazione   linguistica implica  immedesimazione funzionale;  donde, “l’autorità giudiziaria” di cui all’art 109 cit. è semanticamente,  “autorità di polizia giudiziaria”. Questa ha progressivamente assimilato ”l’autorità giudiziaria”, e le ha trasmesso la funzione. Né potrebbe opporsi che, il connubio di polizia e di pubblico ministero,  sia moderato, se non inibito,  dal giudice (“per le indagini preliminari” (art 328 cpp). Sia perché giudice per, non del, le “indagini” dei predetti (la preposizione per  è,  dunque,  programmatica e rivelativa, e  a trent’anni circa dal suo esordio, diffusamente narrativa della   pressochè completa assimilazione del giudice ad essi). Sia perché, immedesimati polizia e pubblico ministero, immedesimato peraltro  già istituzionalmente questo al  giudice ( per la “unità delle carriere”), egli è immedesimato a quella. Per cui, almeno fino alla fase procedurale  della conclusione delle indagini preliminari, lo “Stato di diritto” mediante quella  magistratura  è in effetti “Stato di polizia”. Già  formalmente,  se,  e perché, ad essa è la polizia che fornisce  materia, dopo tutto. Ma anche sostanzialmente, se in polizia, oltre la commistione funzionale tra quella segreta e quella palese, benchè dal diritto pubblico  drasticamente esclusa (basti notare che è giuridicamente permesso alla prima ciò che alla seconda è vietato),   avviene commistione del vero e del falso (vd.le entrambe nel caso in parola). E se avviene in materia di fatti, si può facilmente  immaginare se accada in materia di diritto. In proposito,  gli  esempi che la dottrina del diritto penale potrebbe dare non avrebbero fine, tanto che solo in base al principio di autorità, abilmente  inoculato  nella opinione pubblica ( “…le sentenze non si discutono…” “…la decisione spetta alla   magistratura…”), essi oramai si accreditano  socialmente. Insomma il  diritto giurisprudenziale, detto “vivente”, è pressochè ignoto, anzi contrario, al diritto vigente, pur parlamentare.  D’altronde, anche linguisticamente il più delle volte è diritto di  polizia.
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