TOTI(IM)POTENTE… e gli “anziani” «non indispensabili allo sforzo produttivo del paese»

CONTENUTISTICAMENTE UN VANILOQUIO.
Difatti
1. Ogni elemento della frase surriportata è generico, evoca un genere (di cose di fatti di atti di persone di stati…).
Il genere raccoglie i tratti comuni ad ognuna delle specie cui si riferisca (e che lo esprimono), ma disperde (tace de) i tratti particolari di queste.
E, quindi, se permette alla sintesi di discorrere, non lo permette alla analisi. Rispetto a questa il discorso è “(im)produttivo”.
Ed in effetti è generico l’elemento “anziani” (anziani come, quanto, quando, fino a quando, perché, rispetto a che??)
Altrettanto generici gli elementi:“non indispensabili” “sforzo” “produttivo”. Anche rispetto ad essi le domande sui tratti specificativi (in parentesi) non hanno risposte.
Elementi, perciò, che, non contestualizzati, sono concretamente incomunicabili e intrasmissibili.
1.1 Quindi, per quanto “sforzo produttivo (il) paese” compia, nell' interpretare la frase del presidente di Regione, esso è vano.
La frase è vaniloquio (caratteristico, invero, della comunicazione politicante).
E SEMANTICAMENTE UN TURPILOQUIO
Difatti
2. Che la superfluità o la inadeguatezza ( “non indispensabili” non chiarisce) di un genere di persone “allo sforzo produttivo del paese” ne autorizzino la clausura, è turpe in sé.
E lo è assai più fuori di sé, in proiezione.
Giacchè implica che ogni altro genere di persone che, rispetto allo "sforzo produttivo" , fosse nella condizione degli “anziani”, sarebbe chiudibile! Anzi, ancor più, dato uno “sforzo produttivo” specifico, la quantità dei superflui o degli inadeguati ad esso potrebbe crescere enormemente, e rendere possibile una clausura di massa.
2.1 E paradossalmente, rispetto allo “sforzo produttivo”, di informazione e di conoscenza che solo gli “anziani” potrebbero compiere (quali istruttori e relatori del loro passato e, per estensione, del passato della loro comunità); paradossalmente, dicevasi , superfluo o inadeguato (con innumerevoli altri) sarebbe il cinquantaduenne (non anziano?) Toti.
Conseguentemente, chiudibile per sua stessa logica.
E comunque.
3. Oltre lo “sforzo produttivo”, è ravvisabile una produzione senza “sforzo”! Rispetto alla quale non solo sarebbero superflui o inadeguati tutti coloro che fossero capaci soltanto del primo.
Con seguente chiudibilità d’essi.
Ma quando la “produzione senza sforzo” fosse degli “anziani”, sarebbero inadeguati e superflui, inoltre, tutti coloro che non lo fossero (secondo un criterio dato).
Si allude alla produzione degli “anziani” storiografi d'essi stessi, attestatori “documentali", con corpo mente e sfera personale, del segmento evolutivo dell’essere umano che hanno attraversato.
4. Anziani insostituibili nella produzione di ciò.
Di un sapere storico evidentemente inafferrabile, anzi inimmaginabile, dall’avanzo di “seconda repubblica” che è il presidente di Regione Liguria.
pietro diaz

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EPIFANI A “IL RIFORMISTA”

"E questo va detto con grande chiarezza, perché altrimenti scambiamo le cause con gli effetti e non ci rendiamo conto che il vero problema che abbiamo di fronte è ricostruire un’offerta politica fatta da partiti che abbiano queste caratteristiche."

Dunque non dispone di una "offerta politica" nè di "partiti (con date) caratteristiche", e propone la ricosruzione dell'una e degli altri..

Ma non gli passa per la mente che la politica (non ideologica) è fatta di domanda, non di offerta, e che i partiti sono mezzo a quella non a questa?

E, d'altronde, che domanda e partito non si "ricostrui(scono)" mentalmente, perchè scaturiscono ( e quindi si formano e si intercettano ) materialmente, nella realtà che essi perforano?

E perciò, uno che non lo colga, a Sinistra è stato o si è pensato?

pietro diaz

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DAVIGO: IO NON CI STO…

"Il tempo è democratico" , dice a Formigli che gli ricorda il pensionamento.
Ma, smorzando l'effetto del pensionamento per abbarbicarsi al CSM, ha voluto un tempo aristocratico?
E di fatti insiste:la "decadenza" (dalla funzione in CSM) è "tassativa" (dice vantando, con Formigli ed il suo pubblico, nozionismo giuridico), deve essere prevista e la previsione non c'e'.
Ah si?
Il pensionamento quale (tacita ma indubitabile) causa di "decadenza" dalla funzione non la prevede a sufficienza?

Mi sono tolto il peso di 40 anni di servizio:Il peso della personale revisione sistematica del diritto, e della sua compulsiva propaganda?
Dissi al CSM :guardate che io vado in pensione, ditemi cosa succede...
Non sapeva che cosa sarebbe successo?
O si aspettava che, il Consiglio, la cosa la eccettuasse, si aspettava un'eccezione per sé, "democratica" quanto il tempo aristocratico di cui sopra?

Se il CSM o il Presidente della repubblica mi avessero detto di andare, l"avrei fatto...
Dunque non voleva andarsene malgrado il pensionamento?
E si aspettava da quelli l'eccezione?

Sul caso Palamara:I magistrati rispondono, i politici no...
Ma a parte che proprio a lui risposero caterve di politici della "prima repubblica" e a lui o a suoi pari han continuato a rispondere..
a parte che, se il magistrato Palamara ha risposto, è probabile che sia stato affinché nessun altro rispondesse :
dimentica le leggi dello Stato sulla irresponsabilità civile (assoluta! ) dei magistrati?
O la "giustizia domestica" , perché da e fra pari, sulla responsabilità penale?

Lei è un simbolo della magistratura...
e sullo sfondo appare la copertina di un suo libro dicente "io non ci sto " (evocativo della riottosa esclamazione di altro magistrato - "prestato " alla Presidenza della Repubblica!- , diretta a chi gli attribuisse mensili donazioni dai Servizi...)..
Io?
Io trascendente, centripeto, maiestatico?

Meno rimproverabile, tuttavia, delle masse che lo hanno eretto, o permesso...

pietro diaz

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ORLANDO E LA (IM)PROPRIETA’ COMMUTATIVA……

In un recente articolo sulla Stampa, che sciorina estesi periodi con frasi complesse, proposizioni principali incidentali subordinate di vario grado intramate da verbi congiuntivi condizionali etc...
Insomma in un discorso da pensiero complesso, che, di solito, educatamente evita di ostentare quante volte parli o twitti in pubblco, verosimilmente attenendosi ad antico voto di sobrietà intellettuale e linguistica....

Ebbene riferendo di un interpello rivoltogli sul rapporto tra la maggioranza al governo ed il capo del goiverno:

....mi è stato detto che questa maggioranza non ci sarebbe senza Conte....

....ho replicato che Conte non ci sarebbe senza questa maggioranza...

Evidentemente convinto che invertendo, in una operazione logica, l'ordine degli elementi che la attuino (degli addendi o dei fattori nella addizione o nella moltiplicazione, di cui alla ben nota "proprietà commutativa") il risultato muti....

pietro diaz

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LA “COSTITUZIONALISTA” CALVANO…

... l'unico diritto "inviolabile" , in Costituzione, è la salute...

Senonche' sono "inviolabili" la libertà personale (art 13), il domicilio (art 14), la libertà e la segretezza della corrispondenza ... (art 15), la difesa giudiziaria (art 24).E non lo è proprio la salute (art 32)!

Levatasi l'obiezione anche da una radio, la suddetta ha replicato che per mero errore, "inviolabile" aveva preso il posto di "fondamentale", in art 32.

Per errore o per confusione concettuale?

E comunque, "fondamentale" sarebbe più che "inviolabile"?
In una disposizione che ad alcuno impone la salute se non "per disposizione di legge" (non certo per "dpcm" contiani! ) ?

QuindiIntellettuale vago (anche perché negante la inviolabilita dei diritti suddetti! ) ?

O manutengolo dei giocatori e degli scommettitori (politici) con la salute pubblica?

pietro diaz

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ORLANDO E LA (IM)PROPRIETA’ COMMUTATIVA……


In un recente articolo sulla Stampa, che sciorina estesi periodi con frasi complesse, proposizioni principali incidentali subordinate di vario grado intramate da verbi congiuntivi condizionali etc...
Insomma in un discorso da pensiero complesso, che, di solito, educatamente evita di ostentare quante volte parli o twitti in pubblco, verosimilmente attenendosi ad antico voto di sobrietà intellettuale e linguistica....
Ebbene riferendo di un interpello rivoltogli sul rapporto tra la maggioranza al governo ed il capo del goiverno:
....mi è stato detto che questa maggioranza non ci sarebbe senza Conte....
....ho replicato che Conte non ci sarebbe senza questa maggioranza...
Evidentemente convinto che invertendo, in una operazione logica, l'ordine degli elementi che la attuino (degli addendi o dei fattori nella addizione o nella moltiplicazione, di cui alla ben nota "proprietà commutativa") il risultato muti....
pietro diaz

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ROSATO ! EPPUR GENITORE DELLA LEGGE ELETTORALE DELLA REPUBBLICA…


“….i colleghi parlamentari dei Cinquestelle…. hanno avuto Camilla, auguri da tutti noi…”

È presentabile, alla massima istituzione della repubblica, da un membro del parlamento lì solo per “rappresenta(re) la Nazione" (art 67 cost), per di più nell’occasione presidente di una Camera, tanta minuzia fattuale, routine sociale, inconsistenza politica, insussistenza pubblica, irrilevanza nazionale, particolarità neonatologica privata?

Anzi, non sarebbe del tutto impresentabile?

Per l’indecenza del vanto della colleganza, da rappresentanti del Popolo, ingagliardita da “tutti noi” ben distinti dal Popolo?

Per l’impudenza della “partecipazione del lieto evento” dai genitori, che a differenza (e alla faccia) della maggiore parte del Popolo, si sono ingegnati di metter su casa e famiglia a spese del Popolo (50.000 mensili tra moneta beni servizi ed esenzioni!), ed in cambio di nient’altro, al postutto, che “ammuine” (simulazioni di esistenza funzionale e di attività pubblica)?

Ed allora

Non basterà tanta pochezza stilistica, estetica, etica, culturale, civica, per negare definitivamewnte il consenso elettorale a siffatta subumanità politicante?
pietro diaz

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BONAFEDE BLANDISCE..

Alle ultime note di un sordo brontolio eruttante spazzacorrotti spazzavvocati spazzinnocenti spazzindulgenti clementi prescritti (e via terrorizzando) ...
accomiatandosi dalla Gruber,
umile come un questuante,
smanioso di sembrare contemporaneo,
voglioso di compiacere una conduttrice,
bisbiglia se possa indossare una mascherina "prodotta nelle nostre carceri" ( nostre dei grillini? Si, in effetti...per abominio),
dicente : "no alla violenza contro le donne"...

Anche quelle incriminate arrestate condannate incarcerate ( inseparabili dai bimbi) , afflitte umiliate sfigurate offese vilipese, ripudiate?

Inconsulto...

pietro diaz

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TRAVAGLIO SBRACA…

Sfoggiando simildiritto da Gruber, dopo avere spiegato, saccente, ad un leghista ( credulo quanto ignaro) che il dpcm (decreto del presidente del consiglio ministri) è un dm (decreto di un ministro)! non pago e crescente, sentenzia che sulla nave Gregoretti non avvenne sequestro di persona. Perché essa, inibita all'approdo, avrebbe potuto, comunque, andare altrove.
Ma avrebbero potuto discenderne i migranti?
E chiaro che ha confuso sequestro di persona e sequestro di nave.
Peraltro, colpisce che la penofilia conclamata che l'affligge non lo abbia instradato.
Ma è ipotizzabile che la prospettiva della pena su un razzista fascista (e all'occorrenza nazista) come Salvini lo abbia reso casto..
pietro diaz

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ABORTIENTI CROCIFISSE!

Le sepolture, in un'area cimiteriale romana, dei feti abortiti, sormontate da croci esponenti i nomI delle abortienti - feti, pare, tra ventesima e ventottesima settimana (sepolture istigate da DPR Cossiga 1990, che raccomando' anche quelle dei feti anteventesima! Mentre RD Mussolini 1939 le ammetteva, realisticamente, dei soli feti oltre la ventottesima, dei "nati-morti") -, personificando simbolicamente i sepolti :Deplorano l'aborto quale infanticidio (che tuttavia suppone il "nato-vivo"! )? Ed inoltreSimbolicamente crocifiggendo le abortienti, ne augurano la morte ed eccitano ad indurla? La Cinquestelle Raggi, responsabile giuridico e sociale dell'area ove la macabra magia, di simulazione del feto persona, della abortiente infanticida, della sua morte cruenta: ripetutamente interrogata, tuttora non ha risposto...

pietro diaz

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COMMENTO, SU IL RIFORMISTA, AD UN SUO ARTICOLO SULLA DISSIPAZIONE DALLO STATO DEI PATRIMONI CONFISCATI AI MAFIOSI E SULLA DISTRUZIONE CIVICA ( E FISICA) DEI CONFISCATI (SOVENTE GIUDIZIALMENTE INACCERTATI COME MAFIOSI)

L'istituto delle misure "antedelictum" risale all'ottocento, regola misure personali, di polizia, e ha ad oggetto "oziosi e
vagabondi".
E' quindi un istituto classista, impersonato dall'Esecutivo (Polizia) che non rinuncia ad avere potere di coercizione personale stabile, pari a quello che ha il Giudiziario, ma "postdelictum".
L'istituto lo sostiene lo Statuto Albertino (1848-1946) e la Costituzione, anticlassista, parrebbe implicitamente abolirlo.
Ma esso è ripreso nel 1956, in periodo democristiano, evidentemente insensibile al suo classismo quanto sensibile alle pretese dell''Esecutivo, voglioso delle sue precedenti prerogative.
Sopravvive davanti la Corte Costituzionale alle eccezioni di illegittimità, si dilata soggettivamente (1965, 1982) fino ad investire i sospettati di mafia.
E quando si avvede che, questi, hanno capacità patrimoniale (a differenza dei soggetti tradizionali), nel 2011 ( e prima nel 1982) organicamente, alle misure personali affianca misure patrimoniali, la confisca.

Ebbene, è ipotizzabile che questo passaggio ne marchi (culturalmente) un altro:
dal classismo a fondamento personale, al classismo (discriminazione su base etnica) a fondamento patrimoniale.
Perchè non dissimile, essenzialmente, da quello agente sui "ricchi" ebrei durante la persecuzione fascista: mediante la confisca dei beni.
D'altro canto, anche nel postdelictum, il trattamento penale della mafia, oggi, non pare avere molto differente matrice culturale:
il reato di associazione mafiosa persegue esclusivamente uno stile di vita, il "tipo mafioso" d'essa (una etnia, in sostanza). Persegue rei senza reato (che non sia quello di associazione).
pietro diaz

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OMICIDIO MEDIANTE SUICIDIO (e viceversa)?



1. Da qualche tempo, una prassi giudiziaria esaltata  dalla “Suprema Corte”   impone all’operatore di  raccapezzarsi  con  l’ antilogia nel titolo. Tale,   perchè:

l’omicidio, cagionativo della morte dell’altro da sé,   comportamento letifero transitivo e irriflessivo,  è all’opposto del suicidio, cagionativo della morte di sé, a comportamento  intransitivo e riflessivo!

Dunque la fusione (strumentale)  di entrambi,  è antilogica.

1.1. Ed  impone, quella prassi,  di raccapezzarsi con l’ antinomia nel titolo. Tale perchè:

l’omicidio (di cui  agli artt 575 584 589 cp, oltre altri, e oltre tutti in casi di evento morte quale conseguenza di altro delitto..), è  fatto e fattispecie,  giuridici,  altro dal suicidio  (di cui all’art 580 cp..). 

Dunque la fusione (giuridica) di entrambi è antinomica. 

1.2 E la fattispecie (giudiziaria o dottrinale)  che richiamasse uno d’essi non potrebbe fonderlo  giuridicamente con l’altro. Anche perché, rispetto ad essa, essi ne sarebbero “elementi normativi”, solo richiamabili, immodificabili e tanto meno sopprimibili in quanto tali. Da evocare ed esporre pedissequamente, cosi come siano (anche per il principio di “stretta legalità”, per cui,  quando in qualsiasi  contesto linguistico -comunque orientato finalisticamente-  sia evocato una fatto giuridico, questo  si trae intero dall’involucro della relativa  fattispecie).


2. Pertanto,  la suddetta prassi, esaltata dalla “Suprema Corte” ,  impone all’operatore di dar vita all’assurdo. Come se niente fosse, e, anzi, come  se gli fosse concesso dI violare logica e diritto, di sguazzare nella dileggio del  principio di non contraddizione.


2.1 E così, particolarmente  in ambito medico o infermieristico, quando taluno,  sfuggendo  repentino al controllo, si suicidi, ai sanitari è rivolta l’accusa di “omicidio colposo”. Ex  art. 589 cp, talvolta adornato dall’art 40.2 cp ( “non impedire un evento,  che si ha l’obbligo giuridico di impedire,  equivale a cagionarlo”).
Che, tuttavia,  non distoglie l’accusatore  dall’usare il verbo  “cagionare” (“ha cagionato”) in senso proprio, materiale; mentre dovrebbe usarlo in senso improprio,  quale equivalente normativo. Perché, altrimenti, egli raffigura, in sostanza,  una fattispecie commissiva, in luogo della debita  fattispecie “commissiva mediante omissione”!.

Ed è rivolta, si diceva,   l’accusa di omicidio colposo, tout court, senza aggiunta, ovviamente. Bene attenta ad essere reticente,   a non esporre il fatto nella sua interezza: omicidio mediante suicidio. Perché ciò  tradirebbe l’antilogia e l’antinomia.  Cioè che  l’omicidio sarebbe commesso  mediante suicidio ( e viceversa)!

2.2 Mentre è certo che non si dia morte ad un altro suicidandolo, come è certo che non si dia morte a sé  omicidandosi.

Ripetesi, ci si suicida mediante  omicidio tanto quanto ci si omicida mediante suicidio! Neppure mentalmente.
 Altrimenti,  si apporterebbe  non solo il suddetto tradimento, ma l’autofagia stessa dell’accusa. Giacchè - fatalmente risultando, in processo, che la morte è derivata da suicidio, non sussisterebbe  omicidio!

Ma incidentalmente:

2.3 Eventualità, questa, che tuttavia, estranea,  come detto.  alla prassi esaltata  dalla “Suprema Corte” (che più volte ha condannato per omicidio chi abbia avuto a che fare con un suicidio;  e non una volta, che qui  si sappia,  ha assolto adducendo l’assurdo sopra visto)-, invero,  tacitamente appartiene ad una  prassi ignorata dalla “Suprema Corte”.
Quella che mai ha accusato chi abbia avuto a che fare con  i suicidii in carcere (settanta ad anno in media!). A che fare con essi, mediante comportamenti in nulla (se non in maggiore induttività) differenti  da quelli dell’altra prassi.  

Ebbene
Tanta  (con)fusione antilogica,   antinomica,  di fatti e fattispecie; e della mente giudicante, perché  è sorta?

3. La  prassi (in parola) annovera comportamenti (per lo più omissivi: di sedazione di controllo di contenzione; ma anche commissivi, di  erroneo trattamento terapeutico) riconducibili tutti, oggettivamente,  ad agevolazione (art 580.1 cp) del   suicidio. Cioè  ad atti di “aiuto” (art. 580.2)  materiale - differenti ovviamente da quelli,  morali (di determinazione del suicidio o di rafforzamento del suo proposito), che necessariamente presuppongono il loro indirizzamento alla induzione del suicidio- .

Onde,  quando  essi rinvenisse, l’accusa non potrebbe che orientarsi a contestare l’agevolazione al suicidio.
Tutt’altro che l’omicidio (!),  perché,  quelli, sono comportamenti esclusivamente interni alla fattispecie (oggettiva e soggettiva) del suicidio.
E d’altronde,  come si diceva, non si ha omicidio mediante suicidio.

Ma se l’accusa così (come dovuto) si orientasse, quando  i comportamenti non risultassero dolosi ( e negli ambiti operativi sopra indicati non risultano),  essendo imputabili, ex art 42.2 cp esclusivamente a titolo di dolo,  non potrebbe incalzare l’accusato.
Si dovrebbe fermare, e dirigersi verso la propria archiviazione: perché il fatto non è preveduto dalla legge come reato.  

3.1 Assolutamente. Irrefragabilmente.

Pertanto

4. Appare in chiara luce di che cosa sia capace taluna  prassi,  condannatoria a qualunque costo.

Al costo di antilogie e antinomie non timorate dell’assurdo più eclatante.  

E perfino al costo di creare fattispecie colpose, di illecito doloso, inesistenti.


Pietro Diaz



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UN RISPARMIO SUL PARLAMENTO CHE NON RISPARMIA IL PARLAMENTO…

Come se, potendosi ridurre i costi del godimento di un bene inestimabile, si riducesse questo anziché quelli.
Comportamento visibilmente antieconomico se non aprassico.
1. Eppure è stato disegnato e attuato dai tagliatori del parlamento, benchè potessero tagliare i costi del suo esercizio (anzi dovessero. invero, se la Costituzione, all’art. 69, assicurò ai parlamentari l’indennità dalle spese funzonali, non l’attuale arricchimento individuale).
Comportamento assurdo (in sede logica)?Certo, nei suespressi termini.
Ma in altri termini tutt’altro che privo di logica. E di logica stringente! Di fatti.
2. Chi taglia il parlamento anziché i suo costi, punta a quello non a questi.E adducendo un pretesto (il risparmio dei costi, d’altronde dimostrato irrisorio, se non inesistente), punta a tagliare anatomicamente il parlamento.
D’altronde, che sia esso il bersaglio, dai tagliatori è detto implicitamente ma chiaramente.
2.1 Se lo tagliano perché “casta” (così, per tutti, Di Maio), esso è il bersaglio, non il suo costo.Se lo tagliano perché establishment (ancora, per tutti, Di Maio ) proprio esso è il bersaglio.Se lo tagliano perché manica di assenteisti o di incompetenti (valutazioni diffuse ), i parlamentari, assolutamente esso è il bersaglio.
2.2. E che lo sia irrefragabilmente, si trae inoltre dalla pretestuosità dei motivi.
Perché ognuno di quei vizii è direttamente impresso da coloro che li ascrivono. Impresso predisponendo le liste elettorali dei “candidati” affinchè non altri siano (eventuialmente) “eleggibili”. Coloro che, quindi, (al postutto) nominano gli “eletti” attraverso l’elettore (solo apparentemente eligente: da “eligere”: scegliere)!
2.3 E se li nominano, ovviamente, li fan casta o establishment o assenteisti o incompetenti ...
E poiché potrebbero farli all’inverso ( o altrimenti). Poiché, cioè, (verosimilmente) avvertono la colpa del risultato, la scaricano su questo (con l’antica tecnica traslativa, di discolpazione di sé mediante incolpazione di un altro…. ).
2.4 D’altronde, tagliati i parlamentari, divengono più liquidi e meno contenziosi:
gli apparati e i riti delle loro nomine;
l’accaparramento della formazione, ad essi spettante, delle leggi, mediante sostituzione (oramai sistemica) con “decreti legge” dell'Esecutivo (ove i tagliatori hanno insediato la loro maggiore potenza);
il loro asservimento a ratifica (non più che) fiduciaria della decretazione.
2.5 Insomma, l'obbiettivo vagheggiato e ostinatamente perseguito (da un cinquantennio almeno):
l'acquisizione governativa del potere legislativo, la più bersagliante il parlamento.
Secondo la prassi (ad esempio) del nazionalsocialismo tedesco e del fascismo italiano del secolo passato., di acquisizione totale di quel potere, che pervenne all'azzeramento della istituzione.
Prassi tuttavia moderata da quella qui in corso, di acquisizione parziale (il parlamento a sua discrezione -!- convertirebbe in legge la decretazione governativa: art 77 cost). Ma a scopo politicamente propiziatorio, conciliatorio, palliatorio ( e illusionistico).
3. Dunque i tagliatori (di un terzo) del parlamento son protesi in effetti a colpirlo al centro.
pietro diaz.

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SI? No!


Le popolazioni politiche che, da un lato, covano e qui e là espellono neofascismi neorazzismi polizismi militarismi autoritarismi abusivismi giustizierismi, (comunque) retrivismi;da un'altro lato, massimamente solerti nella cura degli interessi privati o clientelari, sfoggiano la maggiore imperizia o la più astuta malizia nella amministrazione degli interessi pubblici:
paiono compattamente schierate per il Si alla castrazione del Parlamento.

Altre popolazioni politiche, sebbene difformantisi da quelle per sigle insegne riti parole d'ordine tattiche e perfino ideologie (talune, le più ipocrite, han sbandierato di esordire "a sinistra della sinistra".. .! ), convivendo nei medesimi ismi (stati) culturali, paiono ugualmente schierate per il Si.

Ebbene tale unanimità del Si delle popolazioni, indotta e guidata dai loro organi politici, mentre denota ostilità alla democraticità reale della Repubblica, alla titolarità della sovranità entro essa e alla forma del suo esercizio; e (denota) volontà di modificarne termini ed estremi (pur ingannevolmente serban do la denominazione di Repubblica democratica):
ad un tempo svela cospirazione mediante consociazione (mimetico "partito unico" ...), avviata a colpire e distruggere il nucleo più effettualmente antifascista della Costituzione ( art 1), sul quale questa, col Paese riconnotato, prese a ruotare. . .

Non a caso, alla sua testa è posto il Movimento dei Cinquestelle, che all'esordio divulgo' d'essersi dato alla politica per stemperare l'avvento di una formazione iperfascista stile Alba Dorata....
pietro diaz

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REFERENDUM SUL “ TAGLIO DEI PARLAMENTARI” IN “ STATO DI EMERGENZA”?

1. E' noto che il referendum popolare confermativo (art 138 cost.) della legge costituzionale (8 ottobre 2019, con avvio del procedimento bicamerale nel luglio 2019; governanti dunque gialloverdi e giallorossi!), previsto per il giorno 29 marzo, fu “ sospeso", causa Covid 19 e Stato di emergenza (dichiarato dal Governo in forza d’essa: 31 gennaio 2020), e poi differito a tempo successivo alla scadenza del questo (31 luglio 2020).

Ora, stando alla cronaca (il Dubbio 29 luglio ’ 20), se lo stato d’emergenza non venisse prorogato, avrebbe detto Conte, «decadrebbero 38 ordinanze e alcuni provvedimenti perderebbero immediatamente di efficacia, come la possibilità di reperire navi per la quarantena dei migranti o la facoltà di gestione delle strutture di pronta accoglienza per le persone positive»….

L’inquilino di palazzo Chigi (prosegue il giornale) si è poi focalizzato sulle polemiche degli ultimi giorni dettate dal sospetto che il governo volesse «governare con i dpcm» e dunque voler prolungare soltanto i poteri straordinari del presidente del Consiglio.

Nessun allarmismo, né la volontà di alimentare paure. Piuttosto l’obiettivo di “garantire la ripartenza più sicura possibile” attraverso un “apparato” che consenta di prendere “decisioni repentine” e mantenere in vita le misure eccezionali che ci hanno sin qui consentito di arrivare “a un tollerabile grado di normalità”. Giuseppe Conte si presenta nell’aula del Senato e spiega a maggioranza e opposizione perché la proroga dello stato d’emergenza “è una scelta inevitabile, per certi aspetti obbligata”. Il premier accoglie la data fornita dalla risoluzione presentata da M5S, Pd, Iv e Leu: il regime speciale arriverà al massimo fino al 15 ottobre 2020. "

E così è stato.

Ebbene.

2. Messa subito da parte la discutibilità del teorie di diritto di intertemporale e transitorio propinate al Popolo dal suo (stesso) Avvocato (tale, come è noto, autonominatosi il fatidico giugno 2018), è tuttavia agevole notare che la proroga dello Stato di emergenza ad evitare "decadenze di ordinanze" e "perdita di efficacia" di vari “provvedimenti”; a permettere il “mantenimento in vita di misure eccezionali”:

non si preoccupa affatto della sospensione e del differimento (al postemergenza) del referendum suddetto (e, invero, nemmeno delle elezioni rinnovative di numerosi Giunte e Consigli regionali!).

Eppure ai due provvedimenti ( di sospensione e differimento) fu assegnato il compito di assettare il referendum oltre lo Stato di emergenza.

Dunque, oggi si è voluto collocarlo entro questo?

Entro questo il "taglio dei parlamentari”, menomazione del potere politico del Popolo, della sua sovranità?

Entro esso affinchè ne contraesse (già fisicamente) la partecipazione (disponendo distanziamenti, limitazioni di assembramenti…)?

E, ad un tempo, ne strangolasse l’ informazione delle sue ragioni, sotto il ginocchio di quella sul Covid 19 o (ancor prima : chi, de populo, ne ha saputo qualcosa?) impedendole di nascere ?

O simulando il referendum come emergenza costituzionale allo specchio di quella sanitaria?

3. Ora è palese.

Al (l'incontrovertibile) neofascismo intrinseco del taglio dei parlamentari è accostato il neofascismo estrinseco della cornice: l’emergenza.

Tutt’intorno, i poteri partitici che la hanno callidamente gestita...

pietro diaz

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