Zuccaro Carmelo

Il tribunale del riesame di Catania ha annullato il decreto di sequestro preventivo della nave Aquarius, armata dall’agente marittimo Gianino, accusato di reato di traffico di rifiuti pericolosi (cenci e garze di poveri migranti scaricati nel porto “sicuro” di arrivo; come peraltro più volte fatto anche dalle navi della Marina Militare italiana soccorritrici d’essi), emesso dal gip di quel tribunale su richiesta del pm presso il medesimo, dr Zuccaro.
Su richiesta di costui, oggi avanguardia giudiziaria della misoxenia (odio per lo straniero) di Stato (dacché questo ha al vertice la Lega neorazzista), dedicatosi a fermare in porto (dunque, “porti chiusi” in entrata ma anche in uscita…) ogni potenziale veicolo del potenziale soccorso del potenziale migrante pericolante nel mediterraneo (o a scacciare da qui ogni ONG soccorritrice, poiché, ha detto, favoreggiatrice dei trafficanti dei soccorsi, benché, ammesso da lui medesimo, in attesa di prove…).
Quello stesso che, della serie di delitti attribuita da suoi colleghi al ministro dell’Interno il paramilitare Salvini (oramai, anche per stabile addobbo, frenetico infiltratore, paragolpistico, del potere militare in quello civile, quale è, o dovrebbe essere, il Governo di cui è membro, ); di delitti, dicevasi di plurimo sequestro di persona semplice e qualificato, all’interno della nave Diciotti territorio italiano, ha chiesto archiviazione.
Perché sarebbero stati “atto politico insindacabile dalla magistratura per il principio di separazione dei poteri”.
Fingendo di non sapere, o forse ben sapendo (ma ciò peggiorerebbe la sua condizione socioeticopolitica), che, il principio, attiene il rapporto genetico e istitutivo, fra poteri, non anche l’interazione successiva ( se no la magistratura non potrebbe processare la politica – eppure Mani Pulite la rase al suolo..- e la politica non potrebbe legiferare sulla magistratura – con le sue leggi le rivolge immancabilmente comandi applicativi-).
E inoltre fingendo di non sapere, o forse ben sapendo (ma ciò peggiorerebbe la sua condizione socioeticopolitica), che archiviando quei delitti perché “atto politico”, tecnicamente ammette scandalosamente che lo furono e siano. Cosi che resterebbe da stabilire soltanto se, dalla evocata loro politicità, essi siano scriminati, resi non punibili.
La risposta la dà pianamente il codice, che ignora totalmente, non sa che arnese sia, quella scriminante, e, addirittura, ritiene “delitto politico” “l’atto politico” delittuoso (art 8 cp).
Ma staremo a vedere che cosa deciderà, in proposito, “il tribunale dei ministri” cui la richiesta di archiviazione è stata rivolta. Ben sapendosi fin d’ora tuttavia, per l’occasione, che Zuccaro è per nulla specie rara, in magistratura . E sapendosi, per la storia, che il razzifascismo (viscerale fino a farsi Olocausto) della monarchia mussoliniana fu lasciato scorrere in armi e insanguinare terra e popolazioni italiane, dalla magistratura che avrebbe (senza meno) potuto-dovuto impedirlo.
Comunque, la notizia dell’azzeramento d’una delle persecuzioni giudiziarie di costui, da suoi colleghi, un lumino di palingenesi lo alimenta.

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