ASTRA ZENECA E LA QUESTIONE CAUSALE

1. Se la somministrazione del vaccino cagionasse trombosi e queste a loro volta cagionassero morte, ciò non implicherebbe, nel discorso specialistico - e, auspicabilmente, in quello comune-, che esso abbia causato i due eventi.
Perché una successione di eventi ( ad un fatto) che abbia frequenza rarissima o rara (come in specie), che non abbia frequenza costante, regolare, non si iscrive nella nozione di causa del discorso specialistico -e, auspicabilmente, comune-.
2. Nella nozione (ovviamente) che nei due discorsi, siccome intenti alla ascrizione (o imputazione) dei fatti ai fattori, mediante il linguaggio degli ordinamenti (giuridico sociale morale..) attributivi dei secondi ai primi etc., illustra che cosa intenda e debba intendersi per causa:
quella sopra esposta, che è causa di un effetto, ed è effetto di una causa, quanto ponga in rapporto costante l’uno e l’altra, quanto faccia regolarmente l’uno dell’altra.
E che il vaccino non fa delle trombosi, né queste del vaccino - né (tanto meno ) l’uno e l’altra delle morti-.
3. E se lo facessero, altro si sarebbe inserito tra essi; altro, quindi, causale degli eventi.
Altro rinvenibile, ad esempio, nella “piastrinopenia” della povera Canepa.
Certo innescata verso gli eventi dal vaccino, che, quindi, parrebbe concausale degli eventi.
Ma, tale, concausale, in effetti non è.
Perché non essendo causale in sé, per quanto detto, non potrebbe essere (con)causale.
E in effetti, fungendo da innesco, è solo condizionale.
E nei discorsi intenti alla ascrizione (o imputazione) dei fatti ai fattori, mediante il linguaggio, e in relazione ai fini, degli ordinamenti (giuridico sociale morale..) attributivi dei secondi ai primi etc, la distinzione terminologica è anche logica (ed epistemologica: che assicura la veridicità dei discorsi):
causa e concausa, sono ascrittivi, imputativi (socialmente o individualmente), non (la) condizione (una etiologicamente aggiornata lettura dell’art 41 cp , lo rivela).
4. Ovviamente, qualsiasi condizione essendo intenzionalmente o inavvertitamente (ma negligentemente) e attuosamente convertibile in concausa o in causa ( zuccheri massivamente somministrati a chi si sappia diabetico; vaccino somministrato a chi si sappia piastrinopenico), convertita, permetterebbe ascrizione, imputazione degli eventi.
Ma, i questi casi, concausalità e/o causalità , degli zuccheri o del vaccino, avrebbero consistenza prevalentemente normativa, non materiale.
E si sconfina in altro campo….

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