CASALEGGIO A NEW YORK


Casaleggio in scenario ONU, al quale è arrivato offrendo i benefici delle società private (Casaleggio e Associati e Rousseau, delle quali è titolare a vita) che hanno ispirato e che basano il Movimento pubblico Cinquestelle, al suo “capo politico” Di Maio, che ha offerto in cambio i benefici della carica di ministro degli Esteri ( e del Commercio con l’ Estero) italiano, che ha accreditato quella presenza.

Scenario al quale, quindi, è arrivato furbescamente mescolando, d’ intesa col ministro. potere privato e potere pubblico, sebbene siano immescolabili materialmente eticamente giuridicamente ...

Costui dicevasi, quale multiforme e multivalente:

Fan dei Cinquestelle

Procacciatore mediatico del loro elettorato

Mentore regista ed organizzatore dei “portavoce” d’esso in parlamento e al governo

Produttore e profittatore dei loro successi politici, essendo le sue società immedesimate funzionalmente propagandisticamente simbolicamente in essi

Detentore esclusivo del potere di interrogazione dell’elettorato fuori dell’urna ufficlale, nell’urna Rousseau, ove oracolari e misteriosi (geneticamente e contenutisticamente ) responsi hanno l’ultima parola (extraparlamentare extragovernativa extraufficiale extraistituzionale) su cruciali questioni e ragioni di Stato (si pensi al responso Rousseau sulla fattibilità del Governo 5 St PD, lo scorso agosto …)

Sommo affidatario, quindi, delle sorti del Paese, quante volte il “Movimento” ereditato dal padre (“gianroberto”) possa, per primazia politica "democratica)mente" acquisita, condizionarle

Titolare per ciò di potestà eccedente quella di ogni altro sistema politico costituito nel Paese

Potere supremo, per ciò, nel Paese, (per tanta eccedenza) non lontano dal conseguire attributi di maestà

Con ciò e per ciò costui, a New York in aura ONU, ha potuto proferire:

«Come ho detto in passato, l'auspicio è che la forza politica con la quale il Movimento collabora attualmente si riveli più affidabile della precedente».

Dove:

il Movimento sarebbe posto allo snodo dinamico di tutti i movimenti degli schieramenti politici nazionali.

In tale sobria posizione, di volta in volta opterebbe, fra questi, i “collabora(tori)” alla propria attività di governo.

Emetterebbe giudizi sulla loro affidabilità e li sostituirebbe se negativi.

Immune (completamente) dalla loro inaffidabilità, sarebbe lì per giudicarla e mondarla.

Pernio, quindi, della attività politica collettiva e complessiva nazionale, mai contaminato da essa, maestatico la gestirebbe.

D’altronde il Movimento, che non sarebbe “né di destra né di sinistra” – e che quindi, per fatalità geometrica, non potrebbe che stare al centro-, tuttavia non starebbe nemmeno qui.

In virtù della sua trascendenza, starebbe in un altrove mai coercibile, abitato da superiori creature.

Ebbene, ciò ha diramato Casaleggio da New York.

Dove, nella rappresentazione della sovraordinazione del Movimento alle parti politiche terrenamente contendenti, è evidente il furbesco tentativo di ripulirlo dalle impurità delle durature tresche con la Lega, l’aggregato di popolo più genuinamente razzista e fascista, più effettivamente nemico alla società italiana come costituzionalmente delineata.

Ed è quindi evidente la volontà di mentire l’ identità intrinseca del Movimento del quale, dopo quattordici mesi di attività di governo nazionale convintamente razzista e fascista, Casaleggio dà a bere che avrebbe cessato di esserlo...

pietro diaz

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