“VITTIME DELL’USURA…”


Della vicenda del procuratore della repubblica che avrebbe incitato una collega alla incriminazione indebita di un imprenditore, per reato di usura in danno di altri imprenditori suoi sodali, non interessa il gesto (ipotizzato) quanto il retroterra, prontamente segnalato dal fine:

l’ attribuzione agli “usurati” della qualità-stato di “vittime dell’usura”, condizione “legale” per il godimento di privilegi patrimoniali (finanziati dal pubblico denaro), in cambio di servigi di prova testimoniale nei processi penali (già per ciò, a priori, protesi a dilaniare gli accusati.).

Retroterra nel quale l’attribuzione privilegiante fu programmata (L. n.108 1996) a precisa richiesta della istituzione inquisitoria, specificamente accusatoria, che, organizzando la vittimizzazione dei reati, mirò a trarre da essa, in contraccambio pronto e inderogabile, immediati e immancabili vantaggi nella prova testimoniale a carico (nei commenti alla legge: “le misure di sostegno possono essere richieste soltanto in presenza di un procedimento penale e i benefici previsti sono condizionati dall’andamento del procedimento penale e dall’esito del processo. Ciò si spiega con gli obiettivi di politica criminale perseguiti dal Legislatore…”).

E tuttavia, costituite le “vittime dell’usura”in organismo paragiudiziario (e parapoliziesco) - al pari di altri organismi omofungenti, a cominciare da quello, il più celebre, dei “collaboratori di giustizia”-, mentre i loro successi processuali “infiniti lutti addu(cevan)” alle popolazioni italiche, invano han gridato a queste, e al mondo, l’infamia, per inconsistenza o inesistenza, della prova accusatoria e condannatoria italiana (si sa di processi dove le più inconfutabili perizie contabili –contabili!- escludenti matematicamente l’usura, furon sopraffatte dalla testimonianze “delle vittime”: spesso debitori irriducibili, accortamente camuffanti da interessi non dovuti capitali ultradovuti..).

La mira del suddetto procuratore, in ipotesi, non avrebbe potuto esser più precisa.
pietro diaz

Questa voce è stata pubblicata in frammenti, Prima Pagina. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *