4.11.12

Il guatemalteco sciaguratamente munito, dalla malasorte collettiva, di azione penale, Ingroia, ha spulciato il numero dei votanti, nei campi di prigionia italiani, tra i detenuti “di tipo mafioso”, ne ha contato 46 su 7500 e ha concluso, tronfio, che è finalmente rientrato, il “voto di scambio”, alle elezioni regionali siciliane, con evidente successo delle stragi, di colpevoli formali – innocenti reali, intentate da lui, dai suoi simili e dai suoi alleati politici di destra e di sinistra (a pari merito)…
Tuttavia, ancora bramoso di sangue e di gloria personale nel versarlo,  mitologa: “ma la mafia c’è”…

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01.11.12

“e onesto, lo vedrei al Quirinale” dice Grillo, di Dipietro colto con le mani nel sacco da una inchiesta televisiva di Report, nel suo più efficace numero di comicità politicante..

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31.10.12

E così l’agrammaticale (non in astuzia volpina o in insidiosità  lupina) dipietro, mentre, da “magistrato”, preparava accuratamente l’avvento del sovversivo Berlusconi (e di sè medesimo al seguito), rovesciando con (non altro che: est modus in rebus ?) l’ “azione penale” il sistema partitico democratico dei primi anni del millenovecento, emulava costui “ricevendo” un miliardo di lire da una fan ottantenne. La precisazione che, alla ricezione, dipietro fosse un magistrato non un politico (come dal televisivo Report), la ha fatta puntigliosamente, “a scopo difensivo”,  il cantore del giustizialismo di marca dipietrista,  Travaglio, che,  nella sua pur orgogliosa ignoranza sociogiuridica, crede sia meglio, per il pubblico ufficiale chiamato (solo socialmente invero, non giudiziariamente, e non per caso fortuito) a risponderne, la concussione di denaro mediante induzione (sia pure a causalità mediata, indiretta), della appropriazione indebita (oggi, dubitabilmente, peculato) del “politico”….

Con tali “credenze”,  è inutile domandargli,  se si  possa ipotizzare che, i giustizialisti alla dipietro, siano, traverso la teoria e la pratica d’esso, giustizieri degli altri per immunizzare sé stessi, (ipotizzare) che, quindi,  siano la specie più disonesta fraudolenta e dannosa  tra le esistite e le esistenti…

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30.10.12

Astenuti siciliani, di pietro, berlusconi.

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23.10.12

Tal “Peluso”  per  tredici mesi avrebbe diretto  il Gruppo Ligresti di Paternò (il paese siciliano donde originò  anche la “famiglia Larussa” ),  oggi ne uscirebbe con una liquidazione da tre milioni e mezzo di euro…

chi si domandasse come un nome così volgare abbia potuto tanto, potrebbe  guardare,  ben più che ad appoggi “politici”, ad appoggi paragiudiziari, di  questure prefetture polizie varie,  o giudiziari, di magistrature, oramai detentrici del potere socioeconomico reale, gestendo  quello di rovinamento individuale,  e, per esso,  di “condizionamento” collettivo….

E, se dubitasse, potrebbe commisurare il  tasso di  “occupazione” lavorativa rilevabile nelle  famiglie o corti o clientele, delle suddette,  rispetto a quello nazionale;

d’altronde “Peluso” parrebbe figlio di “la Cancellieri”, prefetto d’Italia e ministro dell’Interno…

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21.10.12

“Lei cosa direbbe se io chiamerei…”, sproloquia con sprezzo della grammatica un prefetto, all’indirizzo di un prete che aveva rispettosamente appellato “signora” una prefetto. Senza sparire per sempre dalle istituzioni  e dalla vita.

Esonda il fiume a Lourdes, evacuati centomila pellegrini, chiuso il santuario…miracolo…

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17.10.12

La “mafia” alla quale  il consigliere regionale lombardo Z., sarebbe stato “vicino” (ma solo per  altrui conversazioni telefoniche) puntava a spillargli il rinnovo di un contratto di parrucchiere, o la assunzione di un artigiano “pari livello”.

Economia “illegale” per parrucchieri,  dunque, quella risultante, da terroni,  benchè  “di tipo mafioso”, che avrebbero scalato l’Italia fino al nord (divulga enfatico  un “il direttore nazionale antimafia”, offrendo, in proposito, in uno show televisivo, uno Sciascia anni ’70 precedente di ventanni, invero, lui, gli apparati giuridici a sostegno, la loro ascesa al potere giudiziario nazionale).

E, per simmetria, attacco giudiziario “pari livello”, da terroni “di tipo antimafioso”, quello sferrato ad essa, economia da  ambulanti, da immigrazione interna.

D’altronde, lo guida l’attacco un’ambulante della grammatica e della logica, per il quale il femminile plurale dell’aggettivo “brutale”, riferito  al sostantivo “maniere”, suonerebbe “brutale”, o l’aggettivo (“devastante…”) darebbe fondo al sostantivo (la ciarla altrui di cui sopra) o la premessa  (“nel  momento in cui”) non ha un seguito.

Peraltro, non sarebbe inipotizzabile che la “mafia” conversatrice  abbia scambiato impunità con ciarle telefoniche, se di siffatti scambi è composto  l’istituto “giuridico” del pentitismo, ciarlante a comando  quanto occorra alla accusa in un giudizio: quella ciarla ne sarebbe una versione “stragiudiziale”.

Così che non sarebbe inipotizzabile che siano stati i terroni dell’antimafia, a scalare l’Italia, per estendere il proprio dominio, sia alle formazioni sociali microborghesi, appena uscite “imprenditorialmente” dal sottoproletariato (non avendo potuto transitare per il proletariato, nel disastro occupazionale del Paese),  dal quale peraltro contemporaneamente uscirono anch’essi (ma  occupandosi nell’antimafia), sia sopratutto, e con ben maggiore lucro e lustro, alle formazioni politiche locali, dei comuni delle provincie delle regioni, a basamento elettorale, le espressioni del quale, più o meno democratiche, essi puntarono a “disciplinare”, selezionando  giudiziariamente, e penalisticamente, candidature ed eletti.

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14.10.12

Bersani ha purtroppo ricordato di spegnere il sigaro prima di ripartire dal distributore di benzina delle origini..
Anche Fini ebbe la stessa origine (anche se la tace)…e non è una coincidenza…
Si unisce con entusiasmo, per affinità, alle origini di Bersani, la Annunziata che lo intervista: mio padre era ferroviere (ma non andava a benzina ndr)…e non e’ una coincidenza…

Se il “voto di scambio” assumesse la variante verbale di “candidatura di scambio” e di “fuori ruolo di scambio”, il posto delle mafie non sarebbe preso dalle magistrature? Fantastico,  c’è di che meditare..

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13.10.12

La doppiatrice delle voci d’oltre tomba dei cinema dell’ orror, il sostitutoprocuratoresenatriceannnafinnocchiaro, per conto del partito successore di quello fondato da Antonio Gramsci, scavernicola che la tecnica elettorale delle preferenze, la parola che volge in sostantivo il verbo eleggere, dal latino eligere cioè scegliere (necessariamente) preferendo, corromperebbe il voto e favorirebbe le camorre…
cosi, da un lato, vulnerando l’elettorato, come sistema e come popolo deliberante, da altro fomentando segregazionismo socioetnico, infine spacciando per impolitica, dunque non dovuta dal suo partito politico, la decamorrizzazione dell’elettorato proprio attraverso la educazione alla preferenza…
lo scavernicola senza nemmeno divenire la necessaria vittima della sua abiezione, come pure meriterebbe per contrappasso, incarnando la prima specie dell’assolutamente impreferibile, dall’elettorato…
benchè probabilmente lo tema, dacchè intriga sconciamente, per la tecnica della cooptazione, “elettorale” …

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12.10.12

Scandalo universale per il consigliere regionale lombardo Zabetti, indagato per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, poichè di lui, non lui a quanto parebbe, avrebbero parlato al telefono presunti mafiosi, quale politico disponibile a favorirli…
nessuno si scandalizza della sovversione, che quella incriminazione compie, della legge penale, che non prevede quel reato, della sovversione del  principii dello stato di diritto ai quali la magistratura dovrebbe sottostare, della sovversione del dovere di applicazione, del divieto di creazione, da essa, della legge…
si scandalizza dell’assolutismo del potere penale della magistratura, del suo dispotismo sul popolo..

Il presidente della camera dei deputati, il geneticamente oscuro ma funzionalmente chiaro  “gianfrancofini”, mugugna saccente che l’art 117 della Costituzione, che a suo tempo ha votato, inaccettabilmente  direbbe che la repubblica si compone di comuni provincie regioni e di stato, mentre  avrebbe dovuto comporsi anzitutto di  stato, e poi di quelle…
un antistatalista, al momento del voto dell’articolo suddetto, un innovatore della composizione della repubblica, la prima nella storia dell’unità d’Italia, a sua insaputa…
un imbecille politico, ma incredibilmente pericoloso..

Il Comune di Reggio Calabria è stato sciolto perchè il presidente del consiglio comunale avrebbe partecipato al funerale del parente di un boss… non perché fosse un poliziotto infiltrato nella istituzione politica civile…
in fatti e’ stato sciolto con metodo e scelta polizieschi…
che d’altronde avevano portato poco prima allo scioglimento, in forma di confisca, di oltre trenta aziende,  perchè “vicine alla mafia”, la condizione, del tutto immateriale immaginaria e pretestuosa, che oramai permette alla magistratura poliziesca dello “stato liberale” di attuare in Italia la politica sovietica..

Potrebbe l’antimafia non morire senza mafia, la mafia vivere antimafia, potrebbero antimafia e mafia non essere varianti verbali di una stessa realtà solo apparentemente dialettica, non essere l’antimafia  mafia, la mafia antimafia?
di fatti il metodo e’ unico…

“la fornero”, intervistata in una tv, biascica con la consueta affettazione da vischiosità mentale benche’ mimetizzata da evoluzioni manesche da nano circense, che e insostenibile, che dopo l’ esperienza governativa  tornerà alla ricerca….che cosa ha smarrito?

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11.10.12

Riapparendo, “a latere” del Procuratore della Repubblica visibilmente angosciato dall’evolversi raffazzonato e inconcludente del dire massarile , “Ilda la rossa” emette che l’assessore di una giunta regionale è stato arrestato per “concorso esterno in associazione di tipo mafioso”: un reato inesistente nella legge, escogitato dalla associazione di cui la predetta è partecipe, per rettificare a piacere la scelta elettorale generale e particolare, il mandato politico popolare.

Peraltro, un partito politico parlamentare di “lotta e di governo”, poco dopo quella intervista, neppure subodorando la usurpazione della propria funzione legislativa dall’esponente della funzione giudiziaria, la propria soggezione a questo, anzi, accreditandone la “competenza” in materia elettorale, diffonde con orgoglio che i propri assessori in Giunta, dopo quell’arresto per quel “reato”, si dimetteranno.

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7.10.12

A tale Renzi, colui che giocava ai cruciverba nelle trasmissioni di Mike Bongiorno per prepararsi alla politica, che volendo rottamare il potere politico, quello del PD di Bersani,  per età anagrafica, non lo rottamerebbe per età politica, a colui che, quindi, conferma l’età politica del potere piddino, a costui, si alternerebbe Vendola, con lo slogan “oppure Vendola”…
alla sua abilità linguistica, tuttavia, non potrebbe sfuggire che, “oppure”, sostituisce a qualcosa il suo simile o analogo, non il suo altro…
per cui neppure Vendola si propone come altro da Renzi, da Bersani, neppure lui fa una proposta politica alternativa alla precedente…
e dato che, questa, fu quella che non impedì ne’ intaccò la nefasta politica berlusconiana, tanto che insieme a questa, nella sua espressione parlamentare, dette la maggioranza per la sua prosecuzione (in grigio) a quella  di specie  montiana, essa sarà politica berlusconiana…

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Amenità varie

CARCERI:BRACCIALE ELETTRONICO;CORTE CONTI,COSTI SPROPOSITATI 10 MLN ANNUI PER 10 ANNI, ELEVATISSIMI RISPETTO A REALE IMPIEGO (ANSA) – ROMA, 2 OTT – Il braccialetto elettronico ha determinato una “notevole sproporzione tra gli elevati costi (oltre 10 milioni di euro annui) del contratto, stipulato nel 2001 e durato dieci anni, ed il numero veramente esiguo (una quindicina) delle avvenute utilizzazioni dei braccialetti”. A rilevare il costo “elevatissimo”, “tanto pi— in un momento di risparmi”, Š una delibera della Corte dei Conti sulle carceri, che ricorda come il contratto sia stato “rinnovato nel 2012 fino al 2018”. Rinnovo, ricorda la Corte dei Conti, “dichiarato inammissibile dal Tar del Lazio”.(ANSA). BOS 02-OTT-12 16:20

 

DIAZ: CASSAZIONE, REATO TORTURA NON ESISTE IN ITALIA (AGI) – Roma, 2 ott. – Non esiste in Italia il reato di tortura e per questo non si e’ potuta evitare la prescrizione intervenuta per i reati di lesioni gravi contestati agli agenti della scuola Diaz. Lo ricorda la quinta sezione penale della Cassazione, nella sentenza depositata oggi, rilevando che, nel processo per le violenze sui no global avvenute nella scuola genovese, “il ricorrere degli estremi fattuali della gravita’ e gratuita’ dell’uso della forza nel caso di specie e’ stato provato al di la’ di ogni ragionevole dubbio”, ma vi e’ “la mancanza nell’ordinamento interno di una norma incriminatrice che espressamente sanzioni in modo autonomo comportamenti del genere”. Inoltre, aggiungono i supremi giudici, “la pretesa che la Corte costituzionale, con una sua pronuncia, possa espandere l’area dell’imprescrittibilita’ ad ipotesi attualmente non previste”, si pone “al di fuori dei poteri della Corte”, si legge nella sentenza. (AGI) Oll/Chi 021706 OTT 12

 

DIAZ: CASSAZIONE, CI FU CARTA BIANCA PER ‘MACELLERIA MESSICANA’ (AGI) – Roma, 2 ott. – Vi fu “carta bianca” in merito alle violenze da “macelleria messicana” avvenute alla scuola Diaz di Genova nel luglio 2001, a G8 concluso. Lo si evince dalle 186 pagine con le quali la Cassazione spiega perche’, il 5 luglio scorso, confermo’ le condanne agli ex funzionari di polizia (dichiarando prescritti i reati di lesione contestati agli agenti). “Tutta l’operazione si e’ caratterizzata per il sistematico e ingiustificato uso della forza da parte di tutti gli operatori che hanno fatto irruzione nella scuola Diaz e la mancata indicazione, per via gerarchica (da Canterini a Fournier e da questi ai capi squadra, fino agli operatori), di ordini cui attenersi”, si legge nella sentenza depositata oggi. Per la Cassazione vi era stata una sorta di “carta bianca, preventivamente assicurata fin dalla fase genetica dell’operazione che successivamente sul campo, di cui hanno usufruito tutti i capi squadra in assenza appunto di alcuna programmazione”. Vincenzo Canterini, all’epoca capo del primo reparto mobile di Roma, “benché’ presente sul campo e in grado di apprezzare anche l’evolversi degli eventi, si’ da poter intervenire ove avesse voluto per far cessare le violenze – osservano i giudici di Piazza Cavour -, ha invece lasciato liberi tutti gli operatori di usare la forza ad libitum”. (AGI)
DIAZ: CASSAZIONE, COMPORTAMENTO ODIOSO VERTICI COMANDO (ANSA) – ROMA, 2 OTT – La Cassazione, nelle motivazioni del processo ‘Diaz’ evidenzia, come gia’ fatto dalla Corte d’Appello di Genova, ”l’odiosita’ del comportamento” dei vertici di comando. ”Di chi, in posizione di comando a diversi livelli come i funzionari – e’ scritto – una volta preso atto che l’esito della perquisizione si era risolto nell’ingiustificabile massacro dei residenti nella scuola, invece di isolare ed emarginare i violenti denunciandoli, dissociandosi cosi’ da una condotta che aveva gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero e di rimettere in liberta’ gli arrestati, avevano scelto di persistere negli arresti creando una serie di false circostanze”. In pratica, crearono verbali menzogneri ”funzionali a sostenere cosi’ gravi accuse da giustificare un arresto di massa”. Ed avevano formulato le accuse ”in modo logico e coerente, tanto da indurre i pubblici ministeri a chiedere, e ottenere seppure in parte, la convalida degli arresti”. NM/VIT 02-OTT-12

DIAZ: CASSAZIONE, DE GENNARO ESORTO’ AD ESEGUIRE ARRESTI VOLEVA RISCATTARE IMMAGINE POLIZIA DA ACCUSE INERZIA (ANSA) – ROMA, 2 OTT – ”L’esortazione rivolta dal capo della polizia (a seguito dei gravissimi episodi di devastazione e saccheggio cui la citta’ di Genova era stata sottoposta) ad eseguire arresti, anche per riscattare l’immagine della Polizia dalle accuse di inerzia, ha finito con l’avere il sopravvento rispetto alla verifica del buon esito della perquisizione stessa”. Lo sottolinea la Cassazione rilevando che l’irruzione alla Diaz fu condotta con ”caratteristiche denotanti un assetto militare”.(SEGUE) NM/VIT
Proprio la ”militarizzazione” dell’intervento ha prodotto ”la conseguente incongruenza tra le modalita’ organizzative dell’operazione e le ipotesi legittimamente formulabili in riferimento ad una perquisizione” di pubblica sicurezza, ”confinate alla possibile presenza di qualche soggetto violento all’interno della scuola e, quindi, forse di qualche arma”. In realta’ alla Diaz non c’erano armi mentre la polizia agi’ con un ”elevato numero di operatori, circa 500, tra agenti e carabinieri, quest’ultimi incaricati solo della cinturazione degli edifici”. L’unico dirigente della polizia al quale sono state concesse le attenuanti e’ il comandante Michelangelo Fournier che, dopo il pestaggio, aveva espresso a Canterini ”la volonta’ di non lavorare piu’ ‘con questi macellai qui”’. Dopo che ”l’entita’ delle violenze gli era risultata, alla fine, ripugnante”.(ANSA).

G8: CASSAZIONE, DIAZ MASSACRO INGIUSTIFICABILE, DISCREDITO NEL MONDO Roma, 2 ott. – (Adnkronos) – L’irruzione alla scuola Diaz nella notte del 21 luglio 2001 durante il G8 e’ stato un “puro esercizio di violenza”, caratterizzato da un “massacro ingiustificabile da parte degli operatori di polizia” che ha gettato “discredito sulla nazione agli occhi del mondo intero”. Lo mette nero su bianco la V Sezione penale della Cassazione nelle 186 pagine di motivazione (la sentenza e’ la 38085) nelle quali spiega il perche’ lo scorso 5 luglio ha convalidato le condanne per falso aggravato nei confronti degli allora vertici della polizia dichiarando invece prescritto il reato di lesioni per i poliziotti. La Cassazione, parlando dei pestaggi durante il G8, non fa sconti ne’ ai dirigenti ne’ ai poliziotti. In vari passaggi della sentenza i relatori Piero Savani e Stefano Palla parlano di “condotta cinica e sadica degli operatori di polizia”, di “un massacro ingiustificabile”. Piu’ volte nella sentenza ritorna l’espressione di Michelangelo Fournier l’allora capo del settimo nucleo che fece irruzione alla Diaz ‘macelleria messicana’ che la Cassazione definisce quaanto mai “significativa e fotografica”. Particolarmente “odioso” viene definito da piazza Cavour l’atteggiamento degli allora vertici della polizia, tra i quali Gilberto Caldarozzi, Francesco Gratteri, Giovanni Luperi e Vincenzo Canterini sul mancato pentimento o quanto meno sul “ravvedimento” del massacro avvenuto alla Diaz nel quale vennero arrestate e ferite circa 93 persone. La Cassazione inoltre mette in evidenza come l’irruzione nella scuola Diaz sia stata caratterizzata da una “mancata indicazione per via gerarchica di ordini a cui attenersi” tanto che “c’era una sorta di carta bianca nell’uso della forza connaturato all’esecuzione dell’operazione”.
La Cassazione descrive cosi’ l’inusitata violenza all’interno della scuola Diaz durante il G8: “L’assoluta gravita’ sta nel fatto che le violenze, generalizzate in tutti gli ambienti della scuola, si sono scatenate contro persone all’evidenza inermi, alcune dormienti, altre gia’ in atteggiamento di sottomissione con le mani alzate e, spesso, con la loro posizione seduta, in manifesta attesa di disposizioni, cosi’ da potersi dire che si era trattato di violenza non giustificata e punitiva, vendicativa e diretta all’umiliazione e alla sofferenza fisica e mentale delle vittime”. In una parola, la Cassazione dice che alla Diaz gli operatori di polizia hanno dato vita ad un “puro esercizio di violenza”. Secondo la Cassazione e’ pienamente condivisibile il giudizio espresso dalla Corte d’Appello di Genova quando, nel 2010, ha bollato l’attivita’ della polizia come “condotta cinica e sadica, in nulla provocata dagli occupanti la scuola, tanto che il comandante del VII nucleo Fournier ha, con acrobazia verbale tanto spudorata quanto risibile, dapprima parlato di ‘colluttazioni unilaterali’, per poi finire con l’ammettere la reale entita’ dei fatti, per descrivere i quali ha usato la significativa e fotografica espressione ‘macelleria messicana’”. (Dav/Col/Adnkronos)

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20.09.12

La liberazione della produzione e del traffico della droga e la loro sottomissione a prelievo fiscale (che, oltretutto, ne permetterebbe la regolazione e la disciplina), da un lato farebbero la spending rewieu dell’immane spesa pecuniaria e umana della sua repressione da altro darebbero un’immane entrata fiscale…tutto e solo da guadagnare insomma, anzitutto in riumanizzazione e ricivilizzazione della convivenza.
Peraltro, la omissione della liberazione suddetta, quale condizione della entrata fiscale, implica evasione fiscale dell’omittente, il quale d’altronde è l’unico a non perdere anzi a lucrare vergognosamente quale eroico (sedicente) giustiziere.

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8.09.2012

“Vivendo nei luoghi di operazione, le mogli dei poliziotti venivano a conoscenza per esperienza diretta dei loro metodi, alimentavano le ambizioni dei mariti e approfittavano del sistema, partecipavano alla corruzione ed alla concussione che li’ prosperava, derubavano la popolazione nei territori occupati, vivevano nella case espropriate e si impossessavano degli oggetti di arredamento e del vestiario e di ogni avere, quando non prendevano parte personalmente alle operazioni” (parafrasi attualizzatrice di un rilievo sul nazismo, dal  libro di Gudrun Schwarz “Una donna al suo fianco. Le signore delle SS”)

Il militarismo nazifascista, quello di un gruppo sociale di estrazione sottoproletaria o piccolo borghese, e’ inscindibile dal razzismo nazifascista, sono entrambe condizioni  della riallocazione sociale del gruppo, del suo salto di classe…
il militarismo, d’altronde, assicura il “possesso di stato” che, in quanto detentore della forza pubblica, esercita anche come forza privata nella relazione privata (per lo più’  concutendo, quando non  sopraffacendo o non sopprimendo)…
il razzismo, dinamizzando specialisticamente il militarismo, fonda e consolida, nel gruppo, la coscienza della diversità e della superiorità, non solo di classe ma di razza, assumendone a confronto un altro quale altra razza, e per ciò combattendolo e possibilmente sterminandolo…

La amnistia non darebbe oblio alla reità comune, bensì a quella,  infinitamente più’ rea, per il modo e la misura e le ragioni  del metodo, dei persecutori d’essa…
A scanso di tanta  rivelazione la osteggiano..
Se “pisanu” sarebbe un “pezzo di repubblica” (secondo un quotidiano dell’altro ieri) che cosa sarebbe la repubblica?…e se lo sarebbe anche Degasperi che cosa sarebbe (analogamente) costui?… tuttavia  “pisanu” e’ certamente un pezzo di una repubblica che ritiene che possa esserlo.

Sarebbe monarchica la struttura del movimento grillino, priva per cio’ di “democrazia interna”… ma non lo sarebbe un movimento a struttura oligarchica, quella  dei movimenti o partiti politici esistenti (quando non anch’essi monarchici)?
e come potrebbe parlarsi di “democrazia interna”, sia giuridicamente che agiuridicamente, rispetto ad “associazioni non riconosciute”,  quali sono i movimenti o i partiti politici, che perfino formalmente suppongono l’unita’ del comando e della rappresentanza e la associazione dei loro membri ad essa?
D’altro canto non e’ colto, anzi e’ totalmente ignorato, come potrebbe non essere “monarchico”, a guida ferma, un movimento  rivoluzionario dei modelli esistenti, perche’ fondante la decisione sociopolitica diretta,  la “democrazia diretta”,  liberata e liberante non solo dai vincoli spaziali e temporali, perche’ “on line”, ma anche, sopratutto,  dalle  impalcature della “democrazia indiretta”, fino alla sua ultima corruzione,  per legge elettorale,  della condizione minima della scelta popolare dei rappresentanti, della “elettivita’…
le impalcature legislative governative giudiziarie attestate autocraticamente e autoreferenzialmente nella Capitale, che hanno basato e veicolato la sequela trasformistica delle “repubbliche” a fine di conservazione, il disastro della societa’ politica e civile, lo Stato (forse)  “di tipo  mafioso”…

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