1.09.2012

Dal palco della festa nazionale del PD, successore politico del PCI del PSI del PSDI del PRI del PLI e della DC, parla il DNA, il “direttorenazionaleantimafia”( lo sterminatore  legale della terroneria meridionale italiana oltre al diritto naturale e positivo della Italia passata), lo fa, per giunta, analfabeticamente (mai venendo dalla sua bocca una parola minimamente giuridica, e nemmeno giudiziaria)… parla, d’altronde, quale metafora epilogica della parabola del potere politico generale reale, quello di magistratura, da “manipulite” a “dna” (direzione nazionale antimafia), che, singolarmente, suona come il  suo  codice genetico…

“La sua esecuzione fu firmata anche dalla politica” ardisce edificare  il figlio del “generale dalla chiesa”, tal “nando”, che ha ottenuto un microfono mediatico perché tale, perché mettente a frutto la  concussione generale ambientale promanata costantemente dai “servitori dello Stato” quale il padre  (lo ha fatto anche  la sorella, tal “rita”,  la sciocca  della televisione italiana)…
ma sarebbe stata “firmata”, la esecuzione fisica del suddetto, dalla “politica”, che, invero,  si astenne, eversivamente  (con la eccezione di Giulio Andreotti che ardi’ negare “pieni poteri”, al “generale”  allorche’ costui pretese di calare al Sud italiano con quelli concessi all’iperfascinazista “prefetto Mori”) dalla sua esecuzione “civile”, giuridica… allorche’ prese a esercitare poteri para giudiziari fuori e contro  le leggi superiori dello Stato,  nella repressione dei movimenti strategicamente denominati “terroristici” (benche’  sorti  a  vendicare il tradimento,  della resistenza antifascista, perpetrato dalle dirigenze  politiche “repubblicane” (o  “repubblichine”)…

La rivolta popolare siriana sarebbe nata dalla cattura, da parte d Assad (salvo errore laureato in pedagogia), di alcuni bimbi che avrebbero detto e scritto  contro il suo regime:
alla richiesta, dalle tribu’ di appartenenza dei bimbi, del loro rilascio, avrebbe  risposto,  Assad,   con sacrilego sarcasmo,  “se vogliono i figli, che se li facciano”….
soprusi “di stato” infinitamente più’  insopportabili ( catture massive di bimbi “ladri di biciclette”, di pacifici “spacciatori” o fumatori di canapa, di ospiti di stranieri, di mercanti di pornografia finanche virtuale, o, sovranamente,  del proprio corpo), non solo non destano rivolte, in Italia,  ma conseguono plauso sociale e gloria “storica”…
eppure il suo sistema politico e sociale, di tipo borghese! sarebbe più evoluto, di quello tribale..

La dirigenza sociopolitica italiana e’ in competizione “paralimpica” (grammaticalmente paraolimpica o parolimpica, “paralimpica” dunque per gli analfabeti, drammaticamente cospargenti la comunicazione istituzionale ufficiale), con quelle europee, che fanno competizione olimpica…
nella incompetibilità con esse, si e’ abbassata furbescamente l’asticella, abbassando ovviamente il valore debito della prestazione…,
e inoltre sconciamente, poiche’ pretende omologazione e “par condicio”

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

30.08.2012

Un commissario di polizia lamenta che ben duecento “mandati di cattura” giacciano inevasi nelle cancellerie dei gip, permettendo ad altrettanti delinquenti di circolare liberamente…
evidenziando, costui, che le pretese di cattura, dei polprocuratori della repubblica, sono ineludibili dai gip,  che ogni pretesa di cattura implica di per se’ un colpevole.. in fine, ma controvoglia, che la delinquenza giuridica e giudiziaria, intesa come sottomissione, dagli addetti, delle regole e dei principi, non e’ eguagliabile, perché eversiva, a quella comune…

Fu Landru (in realta’ Nardu), colui che avrebbe incenerito, nel fornello di una comune cucina-stufa, numerose donne improvvisamente scomparse (ma non fu rinvenuto un resto corporale e la dimensione del fornello rendeva improbabile l’incenerimento), fu lui a ispirare i gloriosi inceneritori di massa del ventennio successivo, i nazifascisti italotedeschi uniti, e i loro leader?
Potrebbero sostenerlo…
tuttavia egli fu degradato, condannato e ghigliottinato, essi furono  scusati anzi glorificati…
Nel landruismo quale metodo dell’additamento esecrativo dell’ingiusto individuale, sta l’alibi del (l’infinitamente maggiore) ingiusto collettivo (istituzionale governativo pubblico), che diviene  invisibile quando sia visto quello…
sta in esso la fraudolenza dei sistemi di ingiustizia pubblica, mentre la demenza delle masse  sta nel credere ad esso..

L’uomo bianco “americano” ritenne gli indiani, viventi nel continente che imprese a invadere da venticinquemila anni, al pari di insetti molesti, al più’ di lupi, e sublimo’ tale crimine, di massima disumanizzazione e di eliminazione, come affermazione della vita (la propria, della specie economica), e anche per lui, come per gli iracheni husseiniti, essi, erano un pericolo, immaginario, ma comunque giustificativo ed esplicativo dell’eccidio…
furono contadini ex salariati vogliosi di diventare piccoli proprietari, popolaccio avido di affermazione e di potere, quelli del massacro ambientale e umano del West vicino al Pacifico…
l’uomo bianco che elimina gli indiani d’America importa dall’Africa e impianta nelle loro terre i neri, per tenerveli e sfruttarli interamente li riduce in schiavitu’ giuridica, poi, affrancatili, li tiene in schiavitu’ materiale, ai margini della societa continuando a sfruttarli profittando della inferiorita’ materiale…

“Dall’umanita’, attraverso la nazionalita’ sino alla bestialità” (Franz Grillparzer)

“Non il possesso della conoscenza fa l’uomo di scienza, ma la ricerca critica persistente e in quieta della verità'” (K Popper)

Le totalita’ nazifasciste e staliniste ebbero al fondo un leader armato di tutto punto, cioe’ dei mezzi della sopraffazione e della soppressione “degli altri”, da esse… quali unico strumento… di una politica mortuaria..

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

“il simbolo è la prova”…

Blitz contro gli anarchici, dieci

Erika Pontini
PERUGIA
LO STESSO simbolo, 5 frecce convergenti di colore nero sovrastate da una stella nera con la A coniato dalla Cospirazione delle Cellule di fuoco della greca Olga Ikonomidou; la matrice ideologica degli Anarchici del Fai/Fri (la nuova sigla usata per le rivendicazioni degli attentati) è la «prova» che «l’accelerazione alla lotta rivoluzionaria si è già tradotto in atto» con l’attentato contro Roberto Adinolfi. L’operazione «Ardire» dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale del generale Giampaolo Ganzer, coordinati dal pm perugino Manuela Comodi, ha portato in carcere dieci anarco-insurrezionalisti sospettati di aver messo a segno cinque attentati tra il 2009 e il 2011 con l’invio di plichi esplosivi, ma soprattutto potrebbe aver aperto la strada all’individuazione dei terroristi anarchici che hanno sparato al dirigente dell’Ansaldo. Episodio sul quale indaga la procura di Genova, ma Ganzer non nasconde che c’è «la stessa matrice organizzativa» e ricorda che Olga, indagata a Perugia e in contatto con gli attuali arrestati, è la terrorista greca alla quale si ispira la rivendicazione-Adinolfi.

ALL’ALBA sono finiti in cella Stefano Gabriele Fosco, argentino di 50 anni bloccato a Pisa insieme alla compagna Elisa Di Bernardo, bresciana di 36 anni; gli umbri Alessandro Settepani, 26 anni, di Orvieto e Sergio Maria Stefani, 30 anni, Francesca Paola Iozzi, marchigiana di 31 anni residente a Perugia ma bloccata nel Senese, la fiorentina Katia Di Stefano, 29 anni, la teramana Giulia Marziale, 34 anni, residente a Terni, Giuseppe Lo Turco, catanese domiciliato a Genova, 23 anni, e gli «ideologi» Gabriel Pombo Da Silva, spagnolo in carcere in Germania, e Marco Camenisch, recluso in Svizzera ma protagonista, durante la latitanza a Montignoso (Massa) di un conflitto a fuoco con i carabinieri.

L’ACCUSA contestata a tutti (tranne Iozzi e Marziale), in concorso con sette greci delle Cellule di fuoco, tra cui appunto Olga, è quella di aver costituito un’associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, denominata «Fai/Fri-Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale», formata da più «cellule» decentralizzate che si relazionano in modo informale anche attraverso l’utilizzo della rete internet (prova ne è il sito Culmine gestito da Fosco-Di Bernardo e Parolearmate, ndr), resasi responsabile dell’esecuzione di attentati e azioni terroristiche sia in Italia sia fuori dal territorio nazionale». Cinque in tutto, al momento, le azioni addebitate al gruppo.
La prima tranche riconducibile alla campagna terroristica «Eat The Rich» con gli attentati del 15 e 16 dicembre 2009 rispettivamente contro il direttore del Cie di Gradisca d’Isonzo (l’invio di una busta esplosiva) e l’esplosione di un ordigno all’interno del tunnel di collegamento tra due strutture della Bocconi di Milano. Atti terroristici pianificati in concomitanza con uno sciopero della fame nelle carceri di tutto il mondo.
UNO degli allegati alle rivendicazioni — sempre stando all’ accusa — proviene dal carcere di Alessandria, dove Stefani (detenuto per il fallito attentato alla linea ferroviaria Orte-Ancona insieme a Settepani) consegna alla fidanzata Di Stefano la bottiglia con un testo che sarà allegato al volantino. La seconda sequenza è del dicembre 2011, in rapida successione, con l’invio di buste esplosive al direttore della Deutsche Bank di Francoforte, a quello di Equitalia di Roma e all’ambasciatore greco a Parigi. Secondo il giudice — e i blitz ne sarebbero la prova — tra i «possibili obiettivi» della Fai/Fri ci sono proprio «le istituzioni economiche ritenute emblemi dello sfruttamento e della distruzione dell’ambiente naturale, come l’Eni e la Finmeccanica», «le istituzioni universitarie», ma anche «le principali istituzioni bancarie come Unicredit». Contestualmente i Ros hanno svolto 40 perquisizioni in tutta Italia e indagato a piede libero 24 fiancheggiatori, sequestrando documenti e materiale per il confezionamento di ordigni. Quella dei carabinieri, per il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, è «un’importante affermazione dello Stato contro la minaccia anarco-insurrezionalista».
(da http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2012/06/14/728658-blitz_contro_anarchici_dieci.shtml  )

Se “il simbolo è la prova”, ecco la prova che basta nulla,  all’esercizio della sovranità polgiudiziaria nazionale, conquistata oramai da  polizie e magistratura unite, e dei suoi campi di incarcerazione e di sterminio, basta null’altro che la scelta, volta a volta, discrezionale quanto passionale,  dell’obbiettivo.

Pubblicato in "Diaz" | Lascia un commento

Diaz, quello che la corte deve ancora chiarire

La Cassazione sta per depositare la sentenza sui fatti del G8 di Genova che metterà la parola fine alla ricostruzione giudiziaria di quei fatti. Fondamentale ricostruire non le singole posizioni ma le responsabilità dei dirigenti.

di Livio Pepino, da il manifesto

Undici anni dopo i fatti, la Cassazione sta mettendo la parola fine – per quanto riguarda il versante giudiziario – all’accertamento dei gravissimi strappi della legalità intervenuti a margine del G8 di Genova del luglio 2001. Sintomo della lentezza del nostro sistema giudiziario ma anche delle difficoltà e degli ostacoli che hanno caratterizzato indagini e dibattimenti. Qualche giorno fa è stata depositata la motivazione della sentenza che, annullando la condanna inflitta dalla Corte d’appello di Genova, ha assolto Giovanni De Gennaro dalla imputazione di concorso in falsa testimonianza in relazione alle violenze nella scuola Diaz e a breve è attesa la decisione sul merito di tali fatti e sui falsi che li hanno seguiti.
Si tratta di processi e sentenze importanti per la stessa tenuta della nostra democrazia.

La prima decisione – va detto senza mezzi termini – è stata assai deludente. Conviene riassumere la vicenda. L’accertamento dei fatti «di inusitata violenza» commessi da operatori di polizia nella scuola Diaz la notte tra il 21 e il 22 luglio si è scontrato con un muro di silenzi istituzionali, di omertà, di falsi che hanno riguardato l’identità degli esecutori, la dinamica degli eventi, il contesto in cui si sono realizzati, la catena di comando che li ha determinati (o, quantomeno, favoriti e coperti). Era questo il vero nodo dei processi: ben più dell’esistenza e dell’entità delle violenze, documentate al di là di ogni dubbio dalle immagini dei corpi insanguinati portati fuori dalla Diaz mentre il responsabile delle relazioni esterne della polizia, Roberto Sgalla, parlava, senza vergogna, di «lesioni pregresse» riscontrate su alcuni estremisti.

Superfluo dire che il portavoce del capo della polizia non era lì per caso e che accertare le ragioni della sua presenza era decisivo: anzitutto perché, se a mandarcelo era stato De Gennaro veniva, a dir poco, avvalorata l’ipotesi di un controllo diretto e continuativo dell’operazione da parte del vertice della polizia. Sul punto, non sono mancate le contraddizioni. In particolare, il questore di Genova, Fabrizio Colucci, dopo avere dichiarato, nell’immediatezza dei fatti, alla Commissione parlamentare di indagine e ai pubblici ministeri procedenti, che Sgalla era sul posto per decisione del capo della polizia, il 3 maggio 2007, sentito dal tribunale, ha modificato versione assumendosi la paternità dell’invio.

Ad apparire singolare ai pubblici ministeri è stata la circostanza che quel radicale mutamento nella deposizione, che è valso a Colucci un processo per falsa testimonianza, sia intervenuto all’esito di un incontro con De Gennaro, da lui riferito e commentato in una serie di telefonate (intercettate) avvenute con Mortola (già capo della Digos di Genova all’epoca dei fatti), ed abbia determinato – sempre secondo quanto riferito da Colucci a Mortola – i «complimenti» del capo della polizia. Di qui la contestazione a De Gennaro di avere indotto Colucci a mentire.

Orbene, l’argomento principe usato dal Supremo Collegio per escludere la responsabilità del capo della polizia è che, in ogni caso, la deposizione di Colucci era «priva di ogni profilo di seria pertinenza con i fatti reato integranti la re giudicanda del processo Diaz». In altri termini, uscendo dal giuridichese: la ragione della presenza all’irruzione nella Diaz del portavoce del capo della polizia non ha alcun interesse (sic!) neppure ai fini della ricostruzione dell’accaduto e della determinazione della responsabilità dei protagonisti. Si tratta, all’evidenza, della (apodittica) riduzione dei fatti a condotte improprie di alcuni agenti, con rimozione di ogni possibile diversa ricostruzione. Non è un bel segnale. E non c’è bisogno di fare delle dietrologie per coglierlo.

Se si tratta di un incidente di percorso o di una scelta generalizzata, tesa a chiudere la stagione del controllo giudiziario sulle devianze dei poteri forti, lo dirà l’imminente sentenza della Cassazione sui fatti della Diaz. Il problema – superfluo dirlo per chi crede nel garantismo – non riguarda la posizione di questo o quel funzionario ma l’impostazione complessiva dell’accertamento. Ciò che la Corte dovrà dire è se la (pacifica) falsa attestazione del rinvenimento di molotov all’interno della Diaz è un insignificante accidente o la chiave di volta per comprendere (anche) come si è arrivati a quelle efferate violenze e quale catena di comando le ha generate o consentite. Superfluo dire che la questione riguarda non solo il passato ma anche il futuro e che su di essa si gioca la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Fiducia a cui non sono estranei i comportamenti degli apparati (e neppure quelli dei supremi giudici).

(12 giugno 2012 – da Micromega http://temi.repubblica.it/micromega-online/diaz-quello-che-la-corte-deve-ancora-chiarire/ )

Pubblicato in "Diaz" | Lascia un commento

circolare DAP

…parrebbe una “circolare” del 2012 avanti cristo, mentre più approfondita verifica “assicura”: dopo cristo..

Circolare DAP (clicca per scaricare)

Pubblicato in "Diaz" | Lascia un commento

“Fango su innocenti, nessuno si scusa”

“Fango su innocenti, nessuno si scusa” di Pierluigi Battista

Puoi scaricare l’articolo qui

Pubblicato in "Diaz" | Lascia un commento

16.06.12

Alla “severino”, che crebbe in avvocatura e in lucri allorche’ il suo socio di Studio divenne ministro della giustizia, e che perpetua l’uso e il lucro succedendo al suo socio in quel ministero, l’emiro del Quatar avrebbe confidato che cosa gli avrebbe sconsigliato di investire in Italia: “corruption”… ha ripetuto in perfetto inglese, la suddetta, certa che non potesse alludere al suo business…

Mentre intona il nulla, più che a Sanremo, “la Fornero” lo accompagna con volute assai abili delle mani, da raccoglitrice di olive…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

14.06.12

Il capo del (gia’) partito comunista italiano, tal “bersani”, parlando il bolognese da tortellino,  ha proposto all’antimafia clericale sorretta belluinamente da “donciotti”, di indicare una candidatura alla guida della rairadiotelevisione italiana
non le bastava la guida di fatto, la vuole anche di diritto…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

09.06.12

“Chi ha paura di Saviano” intitola L’Espresso la sua copertina..
lui, viene da dire, che ad ogni sua immagine fa mozzare la cupola  macroturricefala da ingenue cortine, lui che, dunque, si falsifica fin dalla  immagine (già prima che parli, cioe’…), lui, per ciò, anzitutti, ha paura di se’…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

“L’ultima “sentenza” di Eduardo Mori” (che ha scritto da giurista in materia di armi munizioni esplosivi…)

<< (….) “Potevo rimanere ad esercitare fino al 2014 ma non ce la facevo più a vedere tanta idiozia. Meglio la pensione”.  (….)
Il sistema di polizia, il trattamento dell’imputato e il rapporto fra pubblici ministeri e giudice sono ancora fermi al 1930. Le forze dell’ordine considerano delinquenti tutti gli indagati, i cittadini sono trattati alla stregua di pezze da piedi, spesso gli interrogatori degenerano in violenza. Il pm gioca a fare il commissario e non si preoccupa di garantire i diritti dell’inquisito. E il Gip pensa che sia suo dovere sostenere l’azione del pm. E’ una cosa semplicemente vergognosa”. “Il giudice di primo grado non si sente sicuro? Fa niente  condanna lo stesso, tanto provvederà il collega del secondo grado a metterci una pezza… E non parliamo della Cassazione: mi è capitato di leggere sentenze scritte da veri analfabeti! Ed è poi inconcepibile il fatto che se un giudice sbaglia, non debba pagarne le conseguenze. Nelle istruttorie poi, di solito i pm considerano i periti di parte come veri e propri oracoli, solo perché essendo di parte, danno loro le risposte che voglio sentire. Non tollerano un perito critico, lo vogliono disponibile a sostenere l’accusa a occhi chiusi. E siccome i periti sanno che per lavorare devono far contenti i pm, si adeguano alla situazione” (…) >>.

(da http://www.ogginotizie.it/140668-giustizia-e-pm-superficialita-impreparazione-e-poco-buon-senso/#.T8_F_rB1Dvo )

….prima di questa, formidabilmente epilogale, avrebbe scritto 80000 sentenze… 

Pubblicato in "Diaz" | Lascia un commento

05.06.12

La “allucinazione acustica collettiva”, insieme alla “non impossibilità” che fosse udibile quanto riferito (due enunciati contraddittori, invero, giacche’ la allucinazione implica che qualcosa,  benche’ irreale, sia udito o visto, effettivamente, non potenzialmente) ha elargito impunità, nella omertosa escogitazione di un gip, a “uomini delle istituzioni”, “servitori dello stato”, i quali, nei verbali di ascolto di conversazioni intercettate, avevano trasfuso, in piena  e falsificazione ideologica, quanto mai udito ne’ detto, ne’ udibile ne’ dicibile, ma redditiziamente teatrante, per essi, la incarcerazione dei conversanti, compreso un magistrato  (e senza ispirazione della  nemesi)…

Le mamme dei bambini “violentati” all’asilo di Rignano Flaminio dalle loro maestre,  hanno inveito contro la sentenza che, assolvendo per insussistenza del fatto, ha liberato, i loro figlioli e se stesse, dal marchio a vita  della violenza sessuale, che avevano cercato ad ogni costo, fin dalle prime  denuncie, per amore dei figli, e di se’ stesse…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

03.06.12

Il macrocefalo “di tipo (anti)mafioso”, che ricopiando (anzi, facendo ricopiare, da buon analfabeta d’andata) verbali di morbosità  giudiziarie su “gomorre” casalesi, e imbottendo la propria nientità di imposture spaziali ben mimetizzate da superscorte di Stato, e’ divenuto miliardario, sarebbe “societa’ civile”, secondo il PD, già “partito comunista italiano”, che si accingerebbe a porlo a capo di una lista civica collaterale…
quale successore di Antonio Gramsci  suo fondatore?
o quale successore del proteo occhettod’alemaveltronibersani, suo affondatore?
ebbene, perfino di questa vile mistura, sarebbe indegno…

Berlusconi sarebbe inopportuno come leader perchè “anziano”, dice il “professorgallidellaloggia” (circoscrivendo, complicemente, in vero, il piano della critica), non perche’ mai uscito dalla culla…
come lui, d’altronde, che ha dedicato una vita, nel Corriere della Sera, a non capire neppure cio’…

Il ciclo delle guerre europee sarebbe al suo punto più basso perche’ molti ne ricorderebbero, per averli vissuti, i disastri, ma, quando il ricordo mancasse, il ciclo ripartirebbe…
cioè, le guerre sarebbero decise dai ricordi personali, non dalle condizioni del mondo, e nemmeno dai ricordi impersonali, collettivi,  storici…
enuncia convinto una maschera da ciabattino maturo che leva lo sguardo dalla lesina, “il professorepanebianco”, lo “storico” del Corriere della Sera…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

02.06.12

Al “portiere della nazionale”, Buffon, che aveva eccepito sulla incursione militare di un plotone di polizia giudiziaria nel “ritiro di Coverciano” (alle cinque del mattino con parapoliziesche troupes televisive al seguito, che celebrassero gli incursori),  per prelevare un giocatore indagato nel “calcioscommesse” (che avrebbero potuto civilmente convocare in questura,  o prelevare altrove  discretamente),  e’ stato inviato un messaggio obliquo, un “pizzino” (bene ha detto un giornalista della carta stampata, cioe’ un  atto  “di tipo mafioso”: d’altronde, la mafia non e’ descritta nell’art 416 bis come la associazione che persegue i suoi scopi avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla omerta’ della popolazione?), per  il quale (“pizzino”) risulterebbe,  da ( oramai pestilenziali)  intercettazioni,  che, egli, sarebbe uno scommettitore…

Oggi, all’ascolto della prima intervista radiofonica del premier Monti, il timbro della voce ricorda impressionantemente quello di due “noti politici sardi” di rilievo nazionale…
un timbro vocale da “richiamo”, da captatore d’ascolti che non colgano la cialtroneria retrostante, che li possa sviare e intrappolare…

Il “professorfisichella” declama vacuo che “lo stato non e’ fatto solo di economia” ma anche “di forza armata, che anzi ne costituisce il cuore”…
più’ d’uno, dei Suoi, riferisce che insegnerebbe diritto costituzionale, e che non lo farebbe per mimetizzare fasciodemenza…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

01.06.2012

“Ilpresidentenapolitano” parlando “agli italiani” (dunque non agli stranieri né agli apolidi) della imminente “festa della repubblica” celebra nient’altro che quella del “le forze armate”…ha scambiato le due feste, nella mente, ma non nel cuore, dove, la seconda, per lui “grande dirigente comunista a sua insaputa”, e’ l’unica…

“Il capo della polizia” divulga che “il vero pericolo, in Italia, sono gli anarchici”, una specie estinta, secondo gli antropologhi, che in vece reputano vivente, e prospera, quella degli abutenti, anziché utenti, potere militare sociale politico giuridico giudiziario economico… infestanti ogni frazione del territorio nazionale, devastandolo…
divulga, comunque, il predetto, in doveroso corrispettivo, ai suddetti, di seicentomilioni di euro anno?

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

26.05.2012

L’ossequio che ogni parte del Paese rivolgeva alle polizie ed alle magistrature penali, ogni parte anche “istituzionale” nelle  occasioni importanti, di lutto o di encomio, segnalava univocamente chi e che cosa incarnasse il potere, la maestà, effettivi, era insegna solenne  di essi, eppure nessuno lo notava, nemmeno lo avvertiva, nemmeno “la politica”, che anzi correva,  prima e prona, all’ossequio, pur illusa che la maestà fosse sua, che, l’altra, fosse fuori del suo ordine, un po’ come la maestà delle religioni stabilite, come l’ossequio ad esse, eppure era, quella, la maestà del potere politico massimo, tutta dentro l’ordine della “politica”, di fatti esercitava abitualmente diritto di  vita e di morte secondo il proprio libito e il proprio limite, cosi’ che era l’unica maestà, davanti la quale il popolo era suddito, era  popolo di sudditi.

La Siria di Bashar Al Assad proteso alla  conservazione del suo potere sanguinario bene insegna l’uso strategico del  terrorismo, le bombe scagliate dal suddetto sulla popolazione di Ula e di tante altre città, e che hanno fatto sterminio di umanità inerme, sarebbero state scagliate dai terroristi della opposizione al regime…
il terrorismo quale  strumento del regno  più’ efficace della tradizionale religione…
In cattedra, ovviamente, ad insegnare la strategia, salivano i Servizi di ogni Paese del mondo “politicizzato”, quelli italiani da professori di prima fascia…

La tracciabilita’ dello spostamento di ogni somma sopra  novecentonovantanove  euro tra la popolazione italiana, riguarda anche lo spostamento di milioni di euro dal Governo ai Servizi e dai Servizi ai propri agenti subagenti adepti  affezionati amici  in genere e “fornitori”? O riguarda lo spostamento di altrrettanti mliioni di esuro dal Governo ai Partiti e da questi ai propri agenti subageti adepti affezionati amici in genere e fornitori?
La domanda andrebbe rivolta  a Monti, il caloroso sostenitore della tracciabilita’ del denaro,  degli altri, dai  succitati …

I parlamenti nacquero per moderare le cupidigie fiscali dei monarchi, relativizzarono (costituzionalizzarono)  le monarchie insediandosi a tale scopo..
e’ riconducibile ad essi il presente Parlamento italiano?

Il suffragio elettorale, più o meno esteso, fu escogitato e introdotto per soffocare la democrazia diretta, di fatti la democrazia indiretta (rappresentativa) che istituì e che sarebbe l’unica possibile nelle riflessioni dei suoi teorici (a cominciare da Winston Churchill),  ha fondato autarchie e autoritarismi di ogni risma, dispotismi di ogni crimine contro l’umanità, antidemocrazie, in una parola….

Dalla prima metarmorfosi del comando evangelico “a cesare quel che e’ di dio a dio quel che e di cesare”, che realisticamente mescolava i profitti dell’uno e dell’altro, ben distinti nella prima edizione del comando “a cesare quel che e’ di cesare…” ora si ha la seconda metamorfosi, “cesare a dio,  dio a cesare”, cesare e dio confusi  in una  binità forte quanto la tradizionale trinita’, la binita’ della chiesa cattolica, che accoppia funzione religiosa e funzione di polizia giudiziaria, arrestando il maggiordomo del papa che avrebbe rivelato “segreti di stato” (per lo più’ polizieschi, a conferma)…
tuttavia, a vedere, in una ripresa televisiva a commento della inchiesta Gabrieli in corso, con quanta degnazione il figlio del commissario di polizia del Terzo Reich  si faceva servire a tavola, mescere “sangue di cristo” secondo quantità fissata da un imperioso gesto della augusta mano, dal proprio maggiordomo, c’e’ da credere che, questi, tanta superbia da parvenus in pompa magna, tanta ostentazione dominicale da ex plebeo, tanto flagrante e spudorata contravvenzione alla regola evangelica, abbia voluto fargliele  pagare..

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento