19.02.13

Il procuratore contadino onorevole DiPietro, in uno Studio televisivo che lo ospita “per par condicio”, pubblicamente, farfuglia, che la concussione per induzione sarebbe stata abrogata (vd per contro l’art. 319 quater cp) e che sarebbe stata trasformata in corruzione per induzione (vd per contro gli artt 318, 319 cp)…per siffatto farfugliare contro pur ogni evidenza giuridica, ma con l’effetto speciale del consenso della opinione pubblica inconsapevole di tanta ignoranza e impudenza, con siffatta irresponsabilità sociopoliticogiudiziairia, fu l’eroe di “manipulite”..

Lo sbandato teorico pratico, internazionale, Mario Monti, alla vigilia delle Elezioni, ad evitare fastidiosi equivoci nei club plutocratici sovranazionali cui appartiene, proclama “con questa sinistra non avrò nulla che fare”….ma “con questa sinistra” ha tenuto in piedi il suo esiziale governo per un anno, e da taluno di questa sinistra ha conseguito il seggio senatoriale a vita, oltre che il Governo…con tanta inavvertenza del reale, potrebbe essere, perfino, demente…

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17.02.13

Monti, impostore quale senatore a vita (se, per art 59 Cost, tale potrebbe essere nominato,  dal Presidente della Repubblica, per ciò coimpostore, chi abbia “illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario: estranei per definizione a un membro, quale lui è, della setta Bilderberg), impostore quale presidente del consiglio dei ministri, allorché gabella di avere salvato il Paese dal default (sia perché non lo ha mosso di un millimetro, se l’avesse mosso, ve lo avrebbe avvicinato, se non precipitato), impostore, per giunta demenziale, quando narra che il “rinnovamento” da lui (secondo lui) indotto,  avrebbe levato “il tappo” alla corruzione (di  fatti, se uno dei suoi ministeri detterebbe un terzo del capitale di Finmeccanica, lui, col suo governo, ne sarebbe coautore), impostore  quale candidato incandidabile, alle elezioni politiche, per imposture si mantiene nella vita pubblica…

Monti cavatappi, a suo dire, della corruzione, forse perché selettivo in criminologia, ha tenuto ben fermo il tappo, sui sequestri di persona a scopo di asporto verso l’Estero e di tortura, quello di Abu Omar, sull’obbrobrio esecutivo del  quale, di  fatti, per due volte fin l’altro ieri, ha (re)imposto il segreto di Stato.

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12.02.13

Nel concepire ed emettere giudizi probabilistici, prognostici, sul “pericolo che (l’accusato) commetta delitti …della stessa specie di quello per cui si procede” o di “pericolo per l’acquisizione o la genuinità della prova”, o di “pericolo che (l’accusato) si dia alla fuga” (così si legge, concettualmente, all’art 274 cpp), il gip di Busto Arsizio evoca, sull’accusato, Finmeccanica ed il suo AD, la “tangente” come “filosofia aziendale”…

Eppure, un minimo di sapere prognostico probabilistico,  extragiuridico (ma al quale il diritto immancabilmente rinvia), abbondantissimo, o  giuridico, abbondante quasi altrettanto, e  della  sua lingua, altamente specializzata (nei “giudizi di pericolo astratto o concreto”),  non solo non avrebbe portato, quel  “giudice”,  a locuzioni  per allenatori di calcio o  manager aziendali o poliziotti o baristi, o,  più generalmente, per profanatori sfacciati della parola filosofia (rinvenibili massivamente, tuttavia,  tra coloro che  la abbiano mai, in alcuna sede apposita, frequentata), ma, anzi, avrebbe vietato, che portasse ad essa, dovendo essere un sapere linguisticamente strutturato (anche per non essere  abusabile),  quello giuridico, e, di riflesso,  giudiziario.

La volgarità linguistica del gip di Busto Arsizio, d’altronde,  è solo il  più apparente degli indici della degradazione del diritto, della sua applicazione, a puro fatto, o forza, o accadimento materiale, perpetrata e (oramai) perpetuantesi da siffatta magistratura; è comunque sinergico a quello per cui, attività del tutto discrezionali (come quella della ricognizione e dichiarazione dei  presupposti della incarcerazione del AD di Finmeccanica), cioè variamente  componibili ed  esitabili, mai comparino la misura e la qualità,  degli interessi  che curerebbero (con motivazioni, per lo più, manieristiche a e pretestuose, e sempre enfatiche), con quelli che offendono, spesso,  interessi pubblici infinitamente più estesi, pesanti, pèrevalente, di economia pubblica ad esempio ( la quale,  rispetto a Finmeccanica, dai primi brontolii delle procure della repubblica, avrebbe subito una flessione,  nel valore di Borsa,  oltre la metà).

Così, si  vede emblematicamente quale sia  la funzione sociopolitica  di siffatta magistratura, la sua funzione economica, se non siano  funzioni, piuttosto che della buona sorte, come essa le sue infinite congregazioni e consociazioni e opinioni “pubbliche” falsariamente propagandano,  della malasorte…

Come si vede, al contempo, l’urgenza della destituzione, di siffatta magistratura, dal potere di sopprimere o di limitare la libertà personale (per giunta con  deportazione della vittima in  campi di devastazione o di “suicidio”), per di più, oltre che esercitato, “legalmente” previsto in violazione spudorata della presunzione di non colpevolezza dell’accusato ( fino all’ultima sentenza di condanna), basata nelle Carte nazionali e sovrannazionali dei diritti della persona, e nelle più diffuse  prassi dei Paesi occidentali.

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9.02.13

Nella totale indigenza concettuale, progettuale, conservativa degli apparati istituzionali di ingrasso personale e gruppale, parassitario,  dei candidati a primo ministro, contro e oltre la quale imperversa il “comico” Grillo, chi e’ buffone?

Nella ultima sortita allocutoria presidenziale, Napolitano enuncia che il comunismo sovietico è fallito; ma, nelle politiche di sterminio e di confisca  giudiziarie, in che differì, quel regime, dal “socialismo” nazista o fascista o dal  “liberismo” repubblicano italiano, e non fallirono anche questi regimi? e se tutti  esercitarono quelle politiche, non furono queste la causa del fallimento?

Ha suscitato scandalo che la figlia di Ichino sia divenuta “nepotisticamente” impiegata della Mondadori, ma quando si andrà a censire il nepotismo capillare incessante totalizzante dei magistrati? e a meditare se, esso più di ogni altro, sia prodotto  e profitto di corruzione e concussione strutturali?

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7.02.13

Oggi la illegalità della economia “mafiosa” è data solo dalla etnia (o razza,  nella opinione prevalente?)  dei suoi  attori  (suditalici,  censiti  nel “tipo mafioso”): basti leggere l’art. 416 bis.3  cp, che illegalizza attività economiche pienamente conformi a quelle “legali”, dunque legali, su base etnica (d’altronde, il richiamo, dell’articolo, alla “forza di intimidazione del vincolo associativo…” è oramai stilistico, nella realtà  e nella sua trascrizione giudiziaria).

Ciò accadde anche alla economia degli ebrei, nel novecento nazista e fascista e sovietico (nel sovietico  furono coinvolte  anche  altre economie, quelle kulake ad esempio: dei contadini detentori di  terra e di  manodopera: “nemici del popolo”).

E tutte  furono assoggettate a  pratiche  (giudiziarie  o informali) di  sterminio personale e di confisca patrimoniale.

Anzi, la illegalizzazione formale (secondo la tecnica del “tipo d’autore” collaudata dalla scuola penale nazionalsocialista  di Kiel) fu studiata e anteposta,  quale mezzo,  al  fine  dello sterminio e della confisca.

Basta ciò per delucidare la identità sociopolitica degli agenti dell’ “antimafia”, censibili in (vero e proprio e corrispettivo) “tipo antimafioso”, dei suo “eroi”… Ingroia, ad esempio,  fautore e  coautore dello sterminio e della confisca…per capire chi, realmente, costui sia….

Per ciò,  che, col  frasario incespicante,  confuso (e frassichiano), proponga di agevolare le sue pratiche con la limitazione, finanche, della loro revisione processuale, mediante   abolizione dell’ Appello, pur avverso sentenze di una magistratura che lo annovera tra i suoi membri ( e mentre  la Cassazione, che lui conserva, ma  “per meri aspetti formali”, si nega  oramai da vent’anni, informalmente, senza autorizzazione di sorta, per semplice preposizione  di una sua  Sezione alla eliminazione (inammissione),  de plano,  dei ricorsi, o  per proiezione delle altre Sezioni a logiche, di rigetto, giuridicamente inverosimili, o assurde),  è ovvio…

ovvio è anche, tuttavia, che, l’ avvocatura, rischi di  agire da sonderkommando (gli ebrei che, nei Campi, portavano a morire altri ebrei ), da “giustificatore” procedurale, dello sterminio e della confisca…

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6.02.13

 Berlusconi, che ha sostituito  alla legge il decreto, al Parlamento il Governo, alla democrazia parlamentare l’oligocrazia settaria, nella funzione legislativa (e in tant’altro), per un intero “ventennio” (il secondo, per tragicità sociale, dell’ultimo secolo), intervistato a Ballarò, dice che il limite politico della funzione di (suo) governo fu che non poté legiferare per decreto….

Monti, successore fedele di Berlusconi nella legislazione per decreto (oltre che successore nella riconduzione al potere politico del neofascismo nerobianco finiano e casiniano, altrimenti incespicante: la simmetria per tale aspetto tra l’inizio e la fine del ventennio berlusconiano è totale), nello stesso giorno divulga che, al suo primo (futuro) Consiglio dei ministri, ridurrà il numero dei parlamentari…

palesemente, il primo ignora la differenza tra  un decreto legge ed una legge, il secondo, che occorre una legge, costituzionale peraltro, fatta in Parlamento a maggioranza qualificata,  per ridurre il numero dei parlamentari..

entrambi, tuttavia, sanno perfettamente come si distrugga, funzionalmente e strutturalmente, una democrazia parlamentare; d’altronde, insieme salirono al potere, nazionale ed estranazionale (europeo: ove Monti fu Commissario berlusconiano), per ciò insieme lo protraggono, il  potere neofascista….

Mentre non  sa neppure di non sapere il Bettolaro Bersani, il quale strepita che ripristinerà “il falso in bilancio”, che  fu “cancellato” nel ventennio berlusconiano: non sa che il reato mai fu “cancellato”, che ha continuato ad esistere, oggi addirittura nella doppia veste di contravvenzione e di delitto, di reato di pericolo e di reato di danno etc etc (un’opera legislativa densa di tecnicismo penalistico avanzato, che l’avvinazzato non potrebbe  nemmeno fiutare)…

Uno tra i più grassi stipendiati della Repubblica (tanto che lo stipendio apicale  della sua gerarchia è andato a costituiire il limite stipendiale della funzione  pubblica), il direttore nazionale antimafia (di professione carceratore e confiscatore delle popolazioni meridionali “di tipo mafioso”, colpevoli non d’altro che del “tipo d’autore”, tatertypus di nazistica memoria, lo ricordano anche gli ebrei e compagni di “avventura” ), candidato al parlamento dal partito successore di quello fondato da Antonio Gramsci (che invero immaginò di sfaccendare per altre professionalità), così stipendiato in funzione anticorruttiva (tale la giustificazione ufficiale di tanto lucro), cioè, uno pagato per non farsi corrompere (“atto contrario al dovere di ufficio”: art 319 cp), insomma, un “diversamente corrotto”, corteggia Grillo per incrementare, nel nuovo parlamento, le professioni di carceratore e di confiscatore dei “corrotti”….che,  per quanto male facciano, sarebbe incomparabile a quello dei carceratori e dei confiscatori, dei “tipi d’autore” o dei “corrotti”…

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2.02.13

Il carabiniere “onorevole” Giovanardi accusa la sorella di Cucchi di strumentalizzare  l’assassinio poliziesco del fratello, candidandosi al Parlamento nella lista Ingroia; costui ribatte definendo vergognosa l’accusa, senza curare se egli, sterminatore giudiziario delle popolazione meridionali, ree soltanto di essere nate in area “mafiosa”, purtuttavia, candidando la predetta, strumentalizzi un assassinio del proprio versante, e se, anzi, abbia corrotto la candidata, dandole da credere di contestarlo…

Monti, neofascista intrinseco, dice superstiziosamente che, il PD, discenderebbe dal PCI nato nel 1921, mentre Bersani, che avrebbe da guadagnare, politicamente, a vantare la discendenza, la nega fermamente: di fatti, col suo partito, è neofasciista intrinseco quanto Monti.

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“Servizio Pubblico”, Cav. vs Santoro. La crisi? «Nessuna responsabilità». Poi la rissa nel finale

Di Travaglio, che rinfaccia, ad ogni “prescritto”, che non sarebbe un “assolto” (dando ad intendere, da laureato in Lettere “parlante” diritto, che il “prescritto”, non essendo un “assolto”, sarebbe un condannato), ora si scopre, da Santoro (che ne è fautore) in goffo imbarazzo, che è un “prescritto”.
Si scopre, inoltre, che è un condannato, secondo (non lui ma il) diritto.
E quando replica che, condanna civile e condanna penale, per diffamazione, sarebbero (moralmente) differenti, tralascia che, la differenza, dipende solo dalla volontà del diffamato, di dare querela civile, anzichè penale (la condanna civile, peraltro, suppone l’illecito penale).
E sopratutto tralascia (anche perchè, penalomane qual’è, mai lo riconoscerebbe), che la condanna civile è impartita per volontà di un pari, un cittadino, non di un impari, un procuratore della repubblica.
D’altronde, la sua “equità” ben risalta dall’insofferenza alla puntuale retribuzione berlusconiana.

Articolo di “Il Sole 24Ore” (di Vittorio Nuti)

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A Catania 27 arresti, sospette infiltrazioni mafiose nella gestione del ciclo dei rifiuti

E se, “mafia”, fosse marchiatura di persone di cose di vita loro, destinata dall’ultimo cinquantennio alla loro dissoluzione?
E se, “antimafia”, fosse il marchio della forza di quel destino?
Del destino, dell’aggregato sociale, di distruggersi, mediante la creazione, sincronica, del distruggendo e del distruttore?
E nella inconsapevolezza, storica, di tutti, distruggendo e distruttore compresi, fino che, fatalmente, ne saranno tolti?

Articolo di “Il Sole 24Ore” (di Roberto Galullo)

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Il mattone finisce sempre alla cassa

La prestazione pecuniaria (fiscale: IMU) imposta alla proprietà privata immobiliare, assoggetta questa a servitù pubblica? E se, al servito (Fisco), il godimento della servitù (la prestazione pecuniaria) è provveduto (non da lui, come nella servitù privata) ma dal servente (il proprietario), anche costui è assoggettato a servitù pubblica? La risposta affermativa alle due domande, nei due casi, porterebbe: che la proprietà non è (più) privata, che la servitù non è (più) solo “reale” ma è (anche) “personale”. Porterebbe, inoltre, che proprietà privata e servitù su essa non riflettono (più) diritti soggettivi (“reali”) liberali, che questi devono essere (dalla teoria giuridica ) riscritti. E ciò, a sua volta, porterebbe, che definire tal sistema, “liberale”, potrebbe essere, oggi, ad analisi, incauto. E in effetti, la relazione giuridica del servente all’immobile, ed al servito, somiglia tanto a quella, (preliberale)feudale, della “servitù della gleba”.

Articolo di “Il Sole 24 ore” (di Salvatore Padula)

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6.01.13

A teatro appositamente predisposto, ma convinto di non recitare, l’oftalmologo sterminatore del proprio popolo che rifiuta di sollevare dalla propria tirannide, il siriano Bashar Assad, lo appella terrorista, e proclama che non si dialoga con chi ricorra alla violenza…
e’ chiaro che non parla della violenza propria, che parla di quella altrui, benché suscitata dalla propria, come e’ chiaro che nemmeno si avvede della propria, che vede solo quella altrui,  che dunque e’ cieco e pazzo, benché vedente e lucido nello sterminio..
ora chi, in altro luogo, italiano ad esempio, usi le stesse parole per appellare il popolo che intenda sterminare, le stesse parole per respingerne l’ascolto e sterminarlo, e non avesse ben chiaro quale modello applichi, sappia che applica il modello Assad, del tiranno sterminatore politico, cieco e pazzo.

Pare che il direttore generale delle forze militari antimafia, colui che combatte la mafia, incarcerandola e confiscandola solo applicandole l’etichetta (quale che ne sia l’esistenza reale, legale o illegale), ora reclutato elettoralmente dall’erede del partito fondato da Antonio Gramsci, il PD, abbia inviato una protesta a Giancarlo rappresentante dello sport nazionale, per rimproverargli che non dovrebbe essere omesso il controllo della manifestazioni di razzismo verso stranieri calciatori, negli stadi nazionali…
ora,  a parte che non e’ chiaro quale titolo lo abbia autorizzato a rivolgersi pubblicamente al  predetto, che, a quanto si sappia, non e’ un poliziotto ne’ un magistrato, con i quali solo potrebbe permettersi di interloquire alla pari, ma un alto esponente della società civile, e a parte che tutta la sua esistenza è consistita nella attribuzione di etichette infamanti, anzi incarceranti e confiscanti, e che se avesse avuto ritegno avrebbe dovuto ricordarlo, la inquietante domanda e’: intende indirizzare, oggi, la sua mortale attenzione sul popolo degli stadii, magari nel nome di  Antonio Gramsci ?

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Corporate America aggira la stretta fiscale Usa distribuendo in anticipo dividendi ai manager

Tale operazione, pienamente lecita perchè esercente un diritto legislativamente riconosciuto, oggi, in Italia sarebbe illecita, perchè, con l’ultima escogitazione (solo) giudiziaria su “l’abuso del diritto”, l’esercizio di questo potrebbe equivalere alla inosservanza di un divieto, potrebbe essere, anzichè permesso, vietato, anzichè lecito, illecito, o lecito ed illecito ad un tempo: l’Italia “culla del diritto”, nelle mani dell’ultima magistratura, che ha espulso, dall’esistente sociopoliticogiuridico, la distinzione tra diritto e torto, è divenuta tomba, del primo (ovviamente)…

Articolo di “Il Sole 24Ore” (di Vittorio Da Rold)

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4.01.13

Il Mori della “seconda repubblica”, colui che, alla forma mussolinista, del ventennio del secolo scorso, di  sterminio sanguinario delle popolazioni meridionali “di tipo mafioso”, ha aggiunto la forma stalinista della loro reclusione nei gulag italiani e della confisca di ogni loro bene, e dello schiacciamento di ogni loro espressione economica capitalistica (non più legale o illegale di quella di altre popolazioni), “Grasso”, il capo della antimafia polgiudiziaria ( la quale non durerebbe un minuto senza “mafia”, che per ciò non può non mantenere anche a costo di simularla), uno dal quale aspetti invano che dica o scriva qualcosa di giuridico, o, al meno, qualcosa di minimamente logico, o, al meno, di adialettale se non altro vocalmente,  costui, che, prossimo all’anonimato per pensionamento geme di essersi dimesso dolorosamente dalla magistratura, per porsi a disposizione della politica, ebbene costui, “Bersani”, senza vergogna segretario del partito fondato da Antonio Gramsci, e inoltre organo di potere legislativo da tenere ben distinto dal potere giudiziario, lo candida al  Parlamento….

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1.01.13

Il sindaco di Volpedo avrebbe diffidato l’inquisitore “dei due mondi”, Ingroia, dall’usare a simbolo elettorale immagini del celebre affresco, di Pellizza da Volpedo, “Quarto Stato”…
chissà se lo abbia indispettito che, il più efferato e forsennato sterminatore della materia umana anelante a “Quarto Stato”, quale procuratore del “Primo Stato”, abbia mentito al punto di mescolarsi  furbescamente al “quarto stato”, per la scalata al “primo”…

Il segretario del PD successore del PCI, fondato da Antonio Gramsci, nel patrimonio di  intelligenza individuale e collettiva, mondiale, che ha tessuto filosoficamente il  materialismo storico e la dialettica delle classi sociali, quali condizioni evolutive della umanità, tal “bersani”, spunta dicendo che la sua politica sarà fatta “di moralità e di lavoro”…
cioè (par di capire) di non più che del  monastico “ora et labora”, insomma, di un pensieruccio da devoto padano, nel quale è convinto di racchiudere il mondo…
per giunta, spunta affiancato dal direttore nazionale dello sterminio giudiziario del popolo meridionale “di tipo mafioso’, incolpato di non altro che di essere nato…
affiancato da costui, della genia che incarcerò Gramsci perché “di tipo comunista”, da codesto “uomo di legge” (che, invero,non sa né dice, mai, una parola di diritto) appena candidato, dal partito, alle elezioni nazionali, Bersani, si affretta ad aggiungere, al duo  moralità e lavoro, ovviamente, la “legalità”, della quale, da perfetto cretino padano, ignora politicamente tutto, e anzitutto, che essa, oltre infinite nefandezze, contiene il programma  e la tecnica,  di quello sterminio…

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23.12.12

I ” marò ” italiani, presunti assassini di pescatori freddamente fucilati nelle acque indiane, detenuti in India e, oggi, grazie ad enormi sforzi della diplomazia italiana, autorizzati a visitare la famiglia in Puglia, atterrati all’aeroporto di Ciampino, sono stati accolti da alcune  “autorità” dello Stato, prima d’essere ricevuti dal capo dello stato….
Ciò, mostra che, assassino, e un concetto “di classe”; che, quando sia espresso dalla istituzione militare, si converte in eroe, riverito da ogni altra senza pudore; che, per ciò, l’istituzione, e’ non solo estrinsecamente, ma anche intrinsecamente, assassina.

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