31 – 01 – 2009

Il membro di una “direzione distrettuale antimafia”, uno che farebbe il magistrato incitando e guidando alla “guerra alla mafia” (cioè, dopotutto, allo sterminio di moltitudini sostanzialmente inermi, abitanti penosi dei bassifondi sociali), un membro della milizia togata insomma, non pago di successi editoriali e massmediatici a buon mercato, di innumeri gratifiche e privilegi, esibiti anzitutto da elargizioni statali di “scorte armate”, invero a guardia di attentati immaginari; ha ottenuto, costui, di essere nominato, sempre per ben collaudate ragioni di “sicurezza”, giudice in cassazione, benchè, questo, sia “organo supremo” del diritto di pace, nel Paese, non di guerra…

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23 – 01 – 2009

Su un presidente di Regione che offre gli impianti sanitari della sua terra per porre fine allo strazio morale e giuridico della povera Englaro il capo del partito di opposizione: “meglio che la politica c’entri il meno possibile”.
Dove è dubbio se, Egli, abbia nozione sia del caso che della politica… nozione, in definitiva, della sua funzione, di sè medesimo…

Un clerolegoneonazifascistapalese, che per compenso suona uno strumento nei complessini paesani domenicali, in nome di dio ( il suo) vieta riunioni e culti in pubblico dei credenti in altro dio.
Dove lurida non è la “guerra di religione”, ma quella civile, avverso  funzioni costituenti della convivenza sociale,faticosamente rinate nel primo periodo antifascista della Repubblica.

Un clerolegoneonazifascistamimetico, alla direzione (niente meno che) di uno tra i più elevati organi della Repubblica democratica antifascista, sentenzia che gli officianti riti religiosi stranieri andrebbero obbligati ad esprimersi in lingua italiana, perchè non sfugga se istighino contro l’ordine pubblico interno.
Dove impressiona non l’imposizione ai religiosi stranieri della lingua di casa, la estrazione violenta della lingua dei loro riti, delle loro scritture, mentre i religiosi nostrani, secondo le ultime direttive papali, e la tradizione, celebrano in lingua latina; impressiona, bensì, il timore primordiale, beluino, del “diverso”.
D’altronde, contemporaneamente, un altro della combriccola, rilevando scleroticamente la esigenza della prevenzione, della istigazione suddetta, ne motiva con ciò la repressione:
“Se si può prevenire si può reprimere”;con stereotipo da caserma, come se l’alternativa tra le due azioni non potesse appartenere alla storia della politica, e se la prevenzione fosse necessariamente repressione.
I due, per altro, fanno parte del pugno di cospiratori contro la repubblica democratica che nell’anno 2001, conquistato il potere legislativo, tradussero in norma penale il loro atavismo, punendo con pene tremende chi, solamente, nutrisse cattivi pensieri contro l’ordine pubblico interno od esterno (vd. art. 270 bis c.p. ).

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20 – 01 – 2009

Dal presente si controlla il passato ed il futuro, la funzione politica del presente è quella di chiudere il passo, al secondo, del primo,  è quella della conservazione-reazione.
La potenza reazionaria  e propagandistica più schiacciante la possiede  la giustizia penale, che riafferma e riconferma ognora il passato particolare e generale e con la forza mediatica delle quotidiane esecuzioni “di piazza”.
La ha dunque la magistratura penale.

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16 – 01 – 2009

Il falsetto gracidario più risonante d’italia, il falsario logico ideologico e culturale tra i maggiori d’italia, il guastatore del sistema economico politico tra i maggiori d’italia, della previsione nomologicamente (per leggi della realtà) congegnata per cui il pil nazionale calerà di due punti nel futuro prossimo, disturbato nella sua opera autofalsificatoria, smascherato nel suo bluff gigantesco, gutturalizza sprezzante che,  essa, apparterrebbe alla “astrologia”, che un astrologo sarebbe il previsore, un  avvedutissimo funzionario pubblico.

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5 – 01 – 2009

Lo spreco di risorsa sociale, della umanità condannata o solamente accusata, che perpetra ognora il sistema punitivo sotto direzione polgiudiziaria, la eradicazione di essa dalla economia generale, di cui nessuno degli artefici saprebbe dare la benchè minima spiegazione razionale, eccetto quella del loro ingordo profitto, è inestimabile.
Violenza legale e violenza illegale non sono distinguibili nel nucleo genetico ed evolutivo, della violenza appunto; lo sono nella quantità, e nella potenza, rispettive, tanto maggiori nella prima.
Quando poi si osservi che entrambe sono, geneticamente ed evolutivamente, necessariamente “di parte”, non sono distinguibili nemmeno nella consistenza morale.

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3 – 01 – 2009

Se soltanto i papi potevano scomunicarsi, tra Roma ed Avignone, e soltanto i magistrati possono incriminarsi, tra Catanzaro e Salerno, accomunabili per ciò, costoro, debbono esserlo per altro.
Per essere poteri ingovernabili, sembra, solo da pari governabili.
E che dunque gli impari potrebbero governare solo adergendosi, o riducendoli… soltanto la seconda ipotesi, tuttavia, sarebbe quella democratica.

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27 – 12 – 2008

Il sindaco di una città meridionale, portato alla carica dalla maggioranza della sua popolazione, è destituito da una ordinanza di un giudice locale, per volontà di un Pm locale, non per corruzione, abuso di potere, altro reato, consumato o tentato, contro la PA o chicchessia, ma per essersi “associato” ( con chissacchì) al fine di commettere quei delitti. In altre parole, quando non sia ravvisabile alcun delitto consumato o tentato, è delittuso il suo “preludio”, al quale basta che tre persone ciancino del più e del meno, che sia penalmente olente, e che siano immortalate da un intercettatore, per quanto abusivo. Basta, ovviamente, alla prassi giudiziaria italiana, benchè in frode od eversione dei limiti della legge penale, e di quella morale. Fino a quando?Ad un noto musicista contemporaneo, scapestrato ma elegante, che aveva detenuto materiale pornografico “scaricato da internet”, la “suprema corte” ha inflitto un anno e mezzo di reclusione, perché, il consumatore di pornografia sarebbe socialmente “dannoso”, provocandone la fabbricazione. Avesse detto che lo puniva perché peccatore secondo un precetto religioso (singolarmente abitante da qualche tempo, con maggioranze politiche di destra, tra i precetti “civili”) e avesse aggiunto che, Corte dei precetti “civili”, non disdegnava di applicarne di religiosi, e nemmeno di evangelizzarli, sarebbe stato meno empio di dire, che chi stia dalla parte dell’effetto, in una successione causale, ne provocherebbe la causa, e che, essendo effetto, sarebbe responsabile della causa, o che, essendone così responsabile, lo sarebbe per fatto proprio anzichè altrui, per responsabilità personale anzichè collettiva, quella prima del medioevo, con i barbari, o dopo, con i nazisti.

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26 -12- 2008

Verbum caro factum est ( la parola si è fatta carne) :
la lunga marcia della “suprema corte”, iniziata con la repressione maschia della congiunzione ( carnale) completa, poi incompleta, poi iniziale, poi epidermica, è felicemente riuscita: nella repressione del verbo ( della parola), sessuale, dal docente al discente, davanti alla scolaresca se è vero quanto è spuntato in cronaca.
Che potrebbe intitolarsi scherzando ( se mancasse la ennesima vittima, del condannato a quasi due anni di reclusione): “sesso orale” in Cassazione.
La quale si è astenuta dal fulminare la meditazione sessuale di una sentenza “di merito “, perchè “logica”.
Logica della materia o dello spirito, da tribunale civile o religioso, di Roma o di Teheran?
Chissà…..

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22 – 12 – 2008

Che la difesa “politica”, quella viscerale in specie, della magistratura penale e della sua organizzazione in forma di tirannia, celi la difesa pratica di essa, che convenga agli interessi giudiziari, attuali o potenziali, dei difensori, ha una buona conferma, oggi, nel coinvolgimento giudiziario del (l’inguardabile) discendente del più protervo e squallido, tra essi…

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23 – 12 – 2008

Giulivo come un servo al seguito del padrone, o un plebeo alla tavola del signore, taluno, salito dalla pompa stradale a quella della terza carica dello Stato, al tiro del discendente di una compagnia di giro asceso grazie ad uno sterminio ventennale, di avversari politici e di popolazioni inermi, egli, finalmente nella veste militare del mitico fondatore del suo partito, tra militari che si gloriano durante una campagna all’estero, per fortuna dell’umanità è immortalato dal sarcasmo della prima carica dello Stato, in rigorosa veste civile, che non trattiene di essersi domandato “a quale arma appartenesse” l’ufficiale che intravvedeva, gongolante, tra altri, e di avere constatato, sorpreso, che apparteneva “all’arma della Camera dei Deputati…”.
Sorpreso che politicanti ignari di tutto, o quasi, potessero tanto irresponsabilmente militarizzare subdolamente le “cariche” dello Stato civile.

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21 – 12 – 2008

La prova per mancanza di prova (“tanto delinquente, l’acccusato, da riuscire a nasconderlo”), da tempo é un micidiale attrezzo della giustizia penale italiana; il popolo, che dando il nome alle sentenze di condanna, indirettamente lo maneggia, certamente lo ignora, anzi nemmeno lo sospetta.Altrimenti,  lo permetterebbe?
Non mi pare tuttora prevedibile, malgrado la dovizia degli annunci, e dei fatti giustificanti, che il “piduista”, “sceso in campo” alla guida, nel secolo passato, della seconda marcia di conquista del potere politico dalla seconda destra clerolegoliberfascista, vorrà effettivamente demolire il sottopotere più organico e strumentale ad esso, quello di magistratura penale, nel suo elemento più reazionario, la fusione delle funzioni di accusa e di giudizio, affinché la seconda esplichi la prima, la prima precorra la seconda: affinché il giudizio sia invariabilmenrte condannatorio, di una massa sterminata di “innocenti”, quando non “legalmente”, socialmente.Di fatti, se tale seconda destra lo demolisse, farebbe opera “di sinistra”, effettivamente antifascista.”Fuori dal partito coloro che non siano persone per bene”, strepita affannoso e torpido il capo del partito davanti una platea compiacente di neofiti, visibilmente assumendo a modello sé stesso; benchè, nel quasi niente che fa, e nel quasi tutto che non fa, da oppositore politico della seconda destra clerolegoliberfascista niente meno, sia persona assolutamente “per male”…

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16 – 12 – 2008

Hanno incriminato “per corruzione” un parlamentare PD (prima DS prima PDS prima in assoluto, gramscianamente, PCI) marito di un commissario di polizia, a sua volta coinvolto in altre faccende giudiziarie, ed i capi del partito protestano che, comunque, esso, è incorrotto e incorruttore, sano, che le insanie sono eccezioni, che si può e si deve fare pulizia….Ma la questione è:il partito che, secondo in Italia dopo la “estinta” diccì, ha reclutato per i suoi vertici il maggior numero di magistrati poliziotti carabinieri finanzieri, “giudiziari” e “militari” in genere, così impregnandosi della loro (sub)cultura e convertendola in materia della sua azione politica (tanto da divenire il più prono e strumentale al potere polgiudiziario del paese, che pure ogni giorno miete centinaia di vittime), perché, se non per acquisirne i favori, corromperne le funzioni e i servizi e volgerli, ove necessario od opportuno, a proprio uso, lo ha fatto?Le “associazioni di tipo mafioso” (o comunque altrove definite), quelle reti a maglie strette delle catture a strascico giudiziario di intere moltitudini e delle confische dei mezzi di produzione e dei prodotti tutti delle loro misere e tuttavia vitali economie, concepite e partorite dalla illuminata Politica statale per cui i miseri, o vivono di economie “legali” o muoiono, nel fervore antagonistico dei procuratori nazionali della repubblica, quelli che da un punto solo e incontrollabile del territorio nazionale, ininterrottamente le eseguono, oggi sono perseguite sia che esistano, come in passato, sia che tendano ad esistere: un delitto ad immodificabile forma consumata è ridotto mostruosamente alla forma tentata, perchè allo strascico non sfugga anima viva.Che uno sciagurato appena uscito da ventisette anni di carcere, ricarcerato per tale “tendenza”, si sia suicidato, è la punta dell’iceberg di una oppressione generale mortale.

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15 – 12 – 2008

Il capo del partito della opposizione, parlamentare e sociale, alla maggioranza, parlamentare e sociale, della destra contemporanea, accingendosi a parlare di ciò che ignori, dovrebbe tacerne, almeno quando rischi, parlandone, di mettere a repentaglio giuridicamente (e non solo) sé stesso, cadendo nella qualità di eversore della Costituzione, come in specie, allorchè, loquendo sulla quantità di potere,  giudiziario, di intercettazione delle comunicazioni dei cittadini, per Costituzione segrete e libere, che ammetterebbe, ne auspica la massima estensione, investa pure qualunque reato e qualunque persona, rea o no.Ebbene, costui, neppure sospetta di promuovere l’annientamento delle guarentigie personali della costituzione democratica, degli anticorpi dell’assolutismo poliziesco, di trescare con i suoi agenti, criminalizzando le masse, subordinando un autentico disastro umanitario ad un’indagine di Procura…..Chi fu , esattamente, suo elettore?

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14 – 12 – 2008

La legge in articolo 600 quater del codice penale che, per maggioranza parlamentare di centrosinistra nel 1996 e poi di destra nel 2006 (par condicio ?) , proibisce ogni sessualità, di genere maschilefemminileneutro, di ogni specie, benchè non violenta, consentita, a chi abbia meno di quattordici anni (eccezionalmente di tredici, purchè la pratichi con chi ne abbia meno di diciasette), a chi abbia meno di sedici anni, con chi, maggiorenne ma anche coetaneo! sia suo insegnante: di ginnastica, di musica, di danza, di contabilità, di qualunque altra pratica sportiva, artistica, professionale, ma sia anche semplice convivente: un domestico o suo figlio o l’ospite delle vacanze o il condiscepolo del collegio!La proibisce perfino a chi ne abbia meno di diciotto, ripetersi diciotto per i deboli d’udito, con certuni, che, per quanto “strani”, il genitore adottivo, evidentemente non gli dispiacerebbero.Orbene detta legge, italiana, equivale a quella, africana, della mutilazione dei genitali (pur se, lì, prevalentemente femminili….), ovviamente in forma psicochimica, non organica, quella espressa dal terrorismo con minacce di pene fino a diciasette anni di prigione, o con la loro applicazione.Dunque essa, a buon diritto, può denominarsi legge della mutilazione genitale psicochimica, ovviamente del genere maschilefemminileneutro.Insomma, pane al pane…., e gloria alle maggioranze parlamentari sue fattrici…La destruzione degli ergastoli, delle case di reclusione e di arresto, sedi del trattamento distinto, in rapporto e proporzione quantiqualitativi al reato commesso, dei condannati, la lro concentrazione nelle sedi  reclusione per qualunque reato e condannato, la riduzione a reclusione di qualunque trattamento, a reclusione sempre più duratura e imperitura, sempre più dura e imperitura,modo e stato dell’essere umano senza ragione o per qualunque ragione, senza scopo che quello della  sua cristallizazione, costituisce il connotato del diritto penale moderno, nel suo ritorno al passato ancestrale, il penalismo moderno viaggia a ritroso, punta all’origine, a recludere anche la  storia.
Dalla unificazione delle procure “antimafia” alla unificazione del giudici in tribunale (per giunta prevalentemente monocratico), del popolo parlamentare nelle segreterie dei partiti, del maestro elementare, della legislazione nel decreto legge, del potere politico ed economico e sociale in quello massmediatico, della tesi e della antitesi senza sintesi, del potere generale e particolare, dalla totalizzazione di esso, da esse solo esemplificatrici, quanto allo stato totalitario, immodamente, oscenamente, disgustosamente totalitario?
Quando il potere legislativo fa una legge penale che porta immancabilmente il potere giudiziario ad applicarla e il potere esecutivo ad eseguirne la applicazione, dove sarebbe  la separazione dei poteri o che cosa dovrebbe intendersi, di  essa?
Come è pensabile  che a scelte individuali sia rimessa interamente la sorte della collettività?
Se il dominio clericale  è irrazionale,  nei mezzi e nei fini, terreni, essendo altrettanto  irrazionale il dominio  penale  ( si provi a razionalizzare, con qualsiasi criterio immanente, che si punisca e perché lo si faccia), essi sono simili,  simili d’altronde sono i  mezzi e i fini, loro, ultraterreni.
La norma “blocca processi” sarebbe incostituzionale perche violerebbe il “principio della ragionevole durata del processo”: a parte che il principio non esiste come tale, semmai esiste una norma (non di principio ma) particolare indicante la modalita temporale del processo, una legge, che non e principio se non nella incompetenza di chi lo afferma, ma è legge, pur  costituzionale, particolare del processo; a parte cio, la durata del processo postula che esso cammini, e ciò manca quando, come da quella norma, sia sospeso.
Sarebbe fascista, o, al meno, autoritaria, secondo uno dei capi della associazione nazionale dei magistrati, l’idea di riforma dell’ordinamento giudiziario mediante separazione delle carriere del pubblico ministero e del giudice.
Dunque la monarconazifascista, non solo  cronologicamente parlando, congiunzione delle carriere, concepita e costituita dal più autoritario, forse, regime europeo del secolo scorso, rappresenterebbe il suo contrario!Se detta associazione, per parola del suo capo, vede e pensa al contrario, se storce la realtà storica fino a rovesciarla el suo opposto, essa non potrebbe essere piu autoritaria, integrare il regime più autoritario,e se autoritario è il regime non democratico, separato dalla volontà del popolo, per ciò contro il popolo, nemico del popolo, se non democratico in tal modo è ogni regime fascista, quella associazione è non democratica, nemica del popolo, fascista;D’altronde essa congiunge le carriere, anzi, in vero, immedesima in una sola carriera, il magistrato del pubblico ministero e quello del giudice.

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6 – 12 – 2008

Oggi, Floris di “Ballarò”, celebrando l’anniversario dei morti proletari di Thyssenkrupp, martiri del capitalismo sacrificale, crede opportuno mettere, sulla scena televisiva di familiari dolenti, il solito magistrato, “che ha rischiato più volte la vita”.Senza neppure sospettare la dubitabilità, se non la falsità, storica, dell’attributo, elargito ad un intoccabile per ceto censo e protezione sociale; o l’indecenza del suo accostamento al martirio massivo e perenne dei proletari; o, tanto meno, di avere accanto l’esponente di un subcapitalismo sacrificale, di specie giudiziaria, che ogni giorno in ogni luogo, per errore o di proposito, per nulla o per poco, fa martirio di tanta umanità.Per spiegare la questione giuridica dei morti di Thyssenkrupp, industria accusata di omicidio volontario, Floris del televisivo Ballarò, nel giorno anniversario dell’eccidio, interroga un magistrato, nientemeno che “procuratoregeneraleonorariodellacassazione” il quale, con professorale sussiego, così esemplifica: se sparo per uccidere e uccido, “questo (sic) è “dolo diretto”; se sparo al buio per ferire e uccido, “questo” (sic) è “dolo eventuale” ; per cui fu omicidio volontario alla Thyssenkrupp.Ora, a parte che nella omissione di apparati di prevenzione di infortuni, quella di Thyssenkrupp, non si ravviserebbe dolo di ferire ma, semmai, colpa di non prevenire ferimenti, tutt’altra cosa, e che, quindi, l’esempio è sballato, nemmeno sa, Costui, che, se sballato non fosse, sarebbe esempio, scolastico, di omicidio preterintenzionale, che si ha quando, con dolo di ferire appunto, si uccida (ciò almeno fino che la magistratura, abolito l’omicidio colposo, non abbia abolito anche quello preterintenzionale, dando l’esclusiva a quello volontario).Che informazione ha fatto Floris con costui?E dato che, costui, sarebbe al vertice della “ suprema corte” quale giustizia, in generale, ci si può attendere? E ancora: la trasandatezza tecnica di Costui, moltiplicata per la quantità, sterminata, di affari penali annui amministrata dai suoi simili, che potrebbe esserne toccata, è meno catastrofica di quella di Thyssenkrupp?  Nel leggendario Paese detto Iran, i suoi giudici, forti della sua legge, hanno inflitto 14 anni di prigione ad un maschio che avrebbe, per “libidine”, annusato l’ascella di una femmina.Nel non meno leggendario Paese detto Italia, vari “media” hanno gridato allo scandalo.Hanno abolito, qui, il reato di “violenza sessuale”, che, a stare agli “ insegnamenti” della magistratura, dovrebbe aversi ( anche) per atti simili, e perfino più casti?O hanno abolito le sue pene, che potrebbero salire a 17 anni di prigione?Se no: che demagogia fanno i “media”, occultano la immondizia legale del suolo

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