11.07.16

Sir poliziotto..

Sir, appella il poliziotto, che le uccide a freddo il compagno che si accingeva a mostrare la licenza di guida, la donna che ne filma l’esecuzione a testimonianza (l’ennesima) del Terrore poliziesco che da troppo tempo invade le popolazioni statunitensi (prevalentemente nere o ispaniche)…
Il suddito Sir sulla bocca del popolo, d’altronde, definisce la signoria conseguita dalla polizia mediante l’uso sistematico d’esso…e questo, ad un tempo, definisce la condizione culturale alla base della ascesa della polizia a cotale altezza sociopolitica : infima…

Grasso sempre

Il procuratore nazionale antimafia presidente del Senato della Repubblica, ha raggiunto Lampedusa per esortare pubblicamente ad “andare a vedere” i volti degli immigranti, per capire quanto debbano essere accolti…
lui, che non ha mai guardato i volti dei popolani meridionali che espulse dal consorzio civile, essi le famiglie le loro comunità, che sterminò e disperse, per un “tipo”, per un “odore” “di mafia”, perché in vita con quel tipo e quell’odore (peraltro, ad esclusivo ed incontestabile giudizio dell’organismo da lui diretto)…
Che non ha mai guardato quei volti, per capire se potesse farlo…

Gratteri erutta, e attesta..‎

Se per il procuratore della repubblica calabrese (con la repubblica dei procuratori ogni circondario tribunalizio ha un suo presidente), i dipendenti pubblici sono come i mafiosi:
le attribuzioni giudiziarie hanno ad oggetto categorie di operatori;‎
nulla è attribuito a questi se non l’appartenenza alla categoria, categorie Davigo lavoratori o di operatori;
Davigo i politici benpensanti non dovrebbero sedere accanto ai corrotti

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

7.07.16

Le Famiglie legittime… 

Il figlio di Esposito Antonio, il giudice di Cassazione che condannò, in sessione feriale repentinamente allestita, Silvio Berlusconi per evasione fiscale, e che antecipò alla stampa in dialetto napoletano la motivazione della sentenza prima che fosse depositata nella apposita Cancelleria (in lingua italiana); il nipote di Esposito Vitaliano, procuratore generale della Corte di  Cassazione ove, e mentre,  il fratello Antonio era giudice:
tale Ferdinando, procuratore della Repubblica da qualche parte, che recentemente è stato condannato per induzione indebita di un commercialista, e poi di tal’altro, allo scopo di ottenere piccoli favori…;
ebbene costui, prima della emissione della suddetta condanna di Berlusconi, sarebbe andato ad Arcore, a trovare l’imputato, per chiedergli se potesse essergli assegnato, dal potente capo di Forza Italia, un incarico politico o ministeriale …

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

3.07.16

Cannabis indicat…

La commissione parlamentare deputata alla elaborazione della depenalizzazione delle attività sulla cannabis ha chiesto e ottenuto, in proposito, il parere “ufficiale” della Direzione Nazionale Antimafia;
parere positivo, come da tempo annunciato, perché, vi si dice, decongestionerebbe i tribunali e libererebbe magistrati e cancellieri dai relativi  incombenti…
Nessun cenno al disastro socioeconomicoetico politico cagionato dall’opera dei predetti, quali forze civili “di giustizia”, unite alle forze militari di polizia di sicurezza e giudiziaria e penitenziaria; e ovviamente alle forze politiche governative e parlamentari legittimatrici d’essa.
Nessun cenno, cioè, al disastro antiumanitario disegnato deliberato attuato, ‎in forma essenzialmente bellica, da un potere (uno e trino: parlamento magistratura polizia) essenzialmente belligerante, recante guerra a popolazioni civili essenzialmente inermi, assalite aggredite catturate imprigionate umiliate disperse annientate…In tempo di pace…
perché non ancora congestionato l’apparato….

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

2.07.16

Il male effettivo della droga

Il male della droga è l’indotto penitenziario, e i suoi gestori; tanto più quando essa sia salutare, addirittura sanitaria, e chi la coltivi non potendosela comprare, per curarsi e guarire, sia incarcerato.
Ma quell’indotto ‎non scaturisce naturalmente dalla droga in sé, bensì, esclusivamente, dall’opera proterva dei suoi repressori (la polmagistratura unita).

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

30.06.16

L’ammonimento dell’amatriciano  

Il nanerottolo pigolante dalla strozza rincagnata, “orfini”, dove il mistero dell’origine e dell’essere e del consistere è già nella radice del nome, e dove il partito di cui sarebbe divenuto presidente trascrive fedelmente la propria cifra sociopolitica, ha intimato pubblicamente a D’Alema, un tempo suo ostetrico mediante cesareo, ‎il quale avrebbe annunciato che voterà, alle Comunali e alle Costituzionali, contro il PD, di ritrattare…
E se ne è tornato a casa felice …

Sradicali

Una loro componente, candidatasi sotto le insegne del partito, benchè fosse vietato dal suo Statuto, alle sindacature comunali di Milano, dichiara ai ballottaggi  che appoggerà, sia a Milano che a Torino, il candidato renziano. Punta al rinnovo della concessione governativa rilasciata, con relativo finanziamento, alla loro (peraltro culturalmente assai rigogliosa) Emittente? Dato che il tribalismo subculturale del Renzismo, non potrebbe che apparirle manifesto, e’ probabile…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

29.06.16

La corruzione dei Antinarcos-Narcos‎

La permanenza del potere socioeconomicomilitare dei Narcos, assicura a sua volta la permanenza del potere socioeconomicomilitare degli antinarcos. Se questo potere liberasse l’economia dei Narcos, se non la vietasse, cadrebbe simultaneamente da quello.
Giuridicamente potrebbe dirsi che i due poteri colludano, che il primo induca il secondo a mantenere il divieto, che, cioè, corrompa il secondo affinché ometta l’atto di rimozione del divieto. Il quale in effetti sarebbe “atto dovuto”, se la sua omissione mantiene due poteri socialmente, se affiggono in vario modo le popolazioni viventi nel loro campo di azione e di interazione. Il secondo potere, Antinarcos, più del primo, fruendo di un sistema giudiziario, funzionalmente seriale, di afflizione delle popolazione contro cui si rivolga. Per giunta, dando assai meno assistenza civile rispetto a quella dei Narcos, alle popolazioni retrostanti.

Renzi ‎il cieco

“Grazie a giudici e alle forze dell’ordine”, diffonde tempestivo, sulla cresta della ondata dei massmedia, il presidente del Consiglio dei Ministri, dopo “la cattura” di un latitante siciliano condannato vent’anni or sono alla pena dell’ergastolo, per reati commessi da ventiseienne.
E’ chiaro che no ha il senso delle proporzioni, della gerarchia sociopolitica e culturale degli accadimenti, dell’oggetto della sociopolitica, della funzione del potere esecutivo, che dovrebbe amministrarlo. Anzi, peggio, ha il senso dei celebratori massmediatici dell’accadimento: delle forze dell’ordine e della magistratura, dei loro evangelisti mediatici, delle popolazione succubi, deculturate, credule. Di coloro che hanno disperso il senso sociale del nulla, rispetto al tutto, al programmato fine di  giganteggiare su esso.

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

19.06.16

Lo spersonaggio…

“Da Brexit non ci sono rischi”‎. E’ questa la sintassi linguistica del ministro della Economia “padoan”, colui che ha avuto incarico di esibire la faccia più spiegazzata e vizza, e impotente e scalognata, del governo renzino, insieme alla voce più effimera e sfuggente e  più tacente funzionalmente…
Ciò posto, quali saranno mai la sua sintassi ed espressività socioeconomiche?

Dasvenire

Paventa il totalitarismo della scienza e dello scientismo il giornale Avvenire, organo ufficiale. della chiesa cattolica, che per millecinquecento anni (circa) istituì e mantenne il totalitarismo dell’uso e abuso della credulità della superstiziosità dell’ebetismo intellettuale, del monoteismo e del teocratismo, subito dopo avere sterminato, col ferro col fuoco, le grandiose culture naturalistiche realistiche umanistiche filosofiche, repubblicane democratiche, dei popoli mediterranei…da allora quotidiane vittime sacrificali del suo dio…

JoCox: filava  come il proiettile che la ha uccisa..

Britain fest, sarebbe stato il grido di guerra del combattente in proprio per l’uscita dalla UE dell’Inghilterra, del sicario di una parlamentare che la contrastava, ma avvalendosi degli strumenti della democrazia inglese…
Ebbene se, il suddetto, non differisce da ogni altro praticante l’assassinio politico, ovunque ciò accada (oggi, ad esempio, dal Nordamerica alla Russia al Medioriente all’Africa…):
in che, o quanto, differiscono sociopoliticamente i luoghi ove ciò accada o potrebbe accadere, nella  essenza, nella struttura?

Trumputi‎nrenzi: il “bus’ in neoServizio..

Trump sarebbe “un uomo in gamba”, Renzi sarebbe “un grande oratore”, secondo Putin (al quale, quindi, si domanda quanto valgano gli uomini e gli oratori con cui ha che fare…). Che, quindi, analogicamente, potrebbe, essere un uomo in gamba per Trump e un grande oratore per Renzi. Che, quindi, potrebbe essere un grande oratore per Trump. Che, quindi, potrebbe essere un uomo in gamba per Renzi. Che, quindi, potrebbe essere un uomo in gamba per Putin. Che, quindi, potrebbe essere un uomo in gamba per Renzi….
Ma se Trump fosse un clown terrifico e malefico, analogicamente, cosa sarebbe Putin? E cosa sarebbe Renzi?
E se Putin fosse un capo di stato terrifico e malefico (fra i maggiori al mondo, dacché ‘I Servizi” si sono posti a capeggiare le loro “repubbliche”), analogicamente, cosa sarebbe Trump e cosa sarebbe Renzi?
E quando i tre, come iniziano a fare, si mettessero insieme, la loro politica andrebbe a rafforzare la Trilateral?
Mai smettere d’essere curiosi, ci si potrebbe lasciare le penne…‎

Grasso il “presidente del senato”

Non ha concesso l’aula del Senato, per la presentazione del libro “lettere dal carcere”, rivolte da Enzo Tortora alla compagna Francesca Scopelliti “perché scollegato dai fini istituzionali”, il  presidente del Senato‎.
Come se lui, “gia” procuratore nazionale antimafia , che alla  presa della carica depositò per la approvazione (promessa agli “ex”colleghi), il DDL “anticorruzione” (l’ennesimo di una lunga serie di leggi per la rinascita, oramai avvenuta, del Terrore giacobino sul popolo italiano), mescolando platealmente attività giudiziaria e legislativa, i relativi inconciliabili interessi; come se lui, dicevasi, proprio lui  in quella carica, non fosse del tutto “scollegato dai fini istituzionali” dell’organo.
Talmente scollegato, da negare che potesse appartenere, ad essi, il compito della riprensione solenne, in nome del popolo, del massacro civile in forma giudiziaria,  progettato deliberato voluto attuato, da taluni suoi “ex”colleghi, dell’innocente Tortora, nelle cui bara, ove presto lo cacciarono, fu deposta, ad equiparazione, “Storia della colonna infame”, il libello del nipote di C. Beccaria (A. Manzoni), narrante sdegnosamente il massacro civile, in forma giudiziaria, di Gian Giacomo Mora (e di Cesare Piazza e di altri cinque) che una subumanità inquisitoria e giudicante e (per interposta persona come d’uso) testimoniante a carico (esattamente corrispondente a quella napoletana addosso a Tortora), condannò a morte per avere, “strusciando l’indice sui muri delle case strade di Milano”, ungendoli, sparso la peste…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

18.06.16

Raggi non raggierebbe

Secondo tale Lillo, giornalista dei Il Fatto… che costruirebbe i propri giudizi, dice, come in Tribunale (alla cui fonte si abbevera ogni giorno, come se fosse l’unica a togliere, e lui lo crede ciecamente): “prima il fatto è poi il diritto (e ad una mente siffatta non par vero di cogliere una distinzione sicura, e ad un tempo altisonante).
E secondo tal Sabella, elevato all’ “assessorato alla legalità” (niente meno che) dal cardiochirurgo “prof. Marino” sindaco di Roma, egli, di cui si dice abbia coperto, da magistrato, gli autori de “la macelleria messicana” a “la Diaz”  nei fastosi  giorni del governo bifascista Berlusconi Fini dell’alba infausta di questo secolo.
Secondo costoro, dicevasi, emittenti i loro suoni alla vigilia della possibile vittoria dei “cinquestelle” alle “comunali” di Roma, l’avvocato Raggi, candidato sindaco, tacendo o non dichiarando apertamente che avrebbe avuto incarico dal Comune di Civitavecchia di riscuotere coattivamente due crediti dell’Ente (uno di ottomila l’altro di cinquemila euro…) e ricevuto un fondo spese di euro milleottocento (“iva e cpa compresi”), avrebbe “commesso reato”.
E sono convinti di diffonderlo autorevolmente, il primo, della scuola giuridica di Travaglio…, il secondo, di quella di Di Pietro o di Davigo (a mo’ di esempio). ..

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

NO, Si, Ni (di P. Sansonetti)

Giorni addietro, il  direttore (P. Sansonetti) del Quotidiano  Il Dubbio (recente iniziativa editoriale  di una  parte della avvocatura nazionale), panoramicamente, rilevava che dalla  legge ordinaria (quella che esce da un procedimento normale di deliberazione parlamentare: art 72 Cost), e anche da fonti minori o inferiori (regolamenti, prassi o usi), sono stati  sistematicamente insidiati od offesi, nel Paese, i “diritti..dei cittadini” e delle persone in genere ( “civili… etico-sociali, economici, politici”: Cost, Parte I).

E, lucidamente, dava  numerosi esempi:

le intercettazioni telefoniche (lesive della libertà e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione: art 15 cost.); la custodia preventiva (lesiva della presunzione di non colpevolezza: art 27.2 cost); e altri, meno giudiziari e più socioeconomici, come la lesione della tutela del lavoratore (artt. 35, 36 cost) da talune recenti normative.

Ebbene, quei rilievi implicano assai più di quanto (pur riccamente) esplichino.

Giacchè, se, i  suddetti, sono “diritti costituzionali”, stabiliti da una  Costituzione “rigida”, avrebbero potuto disattenderli  non altro che leggi (di  forma e valore) pari a quelle portanti, cioè, solo “leggi costituzionali” (uscenti dai particolari procedimenti di  art 138 cost.).

Non leggi ordinarie; tanto meno, fonti minori o inferiori.

Leggi che, invece,  avrebbero potuto  disattendere  i “diritti statutari” della (anteriore)   costituzione, “albertina”, (non “rigida” ma) “elastica”.

Essi,  disattesi  in fatti  ad ogni passo al tempo mussoliniano, lo  furono  “legittimamente” (benché del tutto illecitamente  dal lato sociopolitico).

E dunque esse, nella narrazione pienamente realistica che ne fa Il Dubbio, come se ancora  potessero, subdolamente o apertamente, nella indifferenza o inconsapevolezza o nell’assenso ignaro della  comunità, per volontà delle istituzioni politicogiuridiche, hanno continuato a farlo, a disattendere  “diritti costituzionali”,  insubordinandosi  all’ordine verticale delle “fonti di produzione normativa”,  eludendo i particolari procedimenti di art 138 cost.; cioè,  perpetuando la tecnica legislativa, di attacco ai diritti personali, fascista, in tempo “antifascista”. E cagionando un disastro sociopoliticogiuridico, umanitario, manifesto, e ben lontano dalla fine.

Ma, ciò posto:

potrebbe, su (e per) essi, adeguatamente legiferare il senato boschirenzino (anelettivo, fatto di consiglieri regionali e di sindaci e de “… gli uomini del presidente”), che  ne conserverebbe il potere (di fatti, sono state tolte, al senato, le leggi ordinarie non quelle costituzionali)?

Un senato vocato ad essere (dalla vigente Parte II della Carta) custode e manutentore d’essi; vocato,  cioè, a compiti tanto  ardui ed alti (andrebbero inoltre sanate le innumerevoli insidie ed offese già  inferte) che perfino  il “tricameralismo perfetto”… sarebbe inadeguato?Singolarmente, la risposta del direttore Sansonetti, è aporetica (incerta)…

Pubblicato in Scrivi sul tema "Boschi Etruria in Renzi alla Revisione della Costituzione?!?" | Lascia un commento

15.06.16

Renzi il bullo

“Non ho alcuna intenzione di modificare l’italicum, se lo mettano in testa… ”
Così tracotantemente si esprime in pubblico il capo del potere esecutivo, non del potere legislativo, vantando il dominio sulla legge elettorale da lui imposta al Parlamento senza che potesse discuterne;  cioè, vantando il dominio sul Parlamento….
e sulla Costituzione, dato che, quella legge, replicava, polemicamente, un’altra, appena dichiarata incostituzionale della Corte preposta…
Così eversivamente, si esprime costui…

Boschi la bulla

Minaccia di non finanziare il “parco della salute”, benché promesso a suo tempo dal Governo, la Boschi in Renzi, se vinceranno i grillini a Torino… dove è palese l’intento di avvantaggiare il candidato a sindaco non grillino, il candidato del partito del quale il capo del Governo è segretario, l’intento di avvantaggiare il partito del capo del Governo…
Tanto quanto è palese la commistione fra potere pubblico e potere privato, fra interesse pubblico e interesse privato, l’uso (anche minatorio) del potere pubblico a fine privato, la corruzione del potere pubblico da quello privato…
Ciò, sicuramente, quale deriva del cumulo delle due cariche, di segretario di partito e di capo del Governo, avventurescamente voluto dal loro titolare…
Quale deriva tuttavia non immancabile, se, in precedente cumulo nel democristiano De Mita, mancò…
immancabile in concreto, quindi, nella meschinità socioetica, nella volgarità stilistica, dell’attuale capo del Governo e della sua cricca…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

9.06.16

La sovranità boschirenzina

Eppure, il composto revisionale boschirenzi,  e’ riconducibile ad un criterio e ad un fine, la riduzione della sovranità del popolo:
quanto, di popolo, possa emanare leggi dal  parlamento nazionale; quanta legge, rispetto a quella statale, possano emanare i  parlamenti regionali; quanti parlamentini (non legislativi ma) amministrativi locali, in specie provinciali, possano mediare fra Stato e Popolo;
quanta competenza sociale possa esercitarsi in materia di economia e di lavoro nazionali.
E, quindi‎, quante scuole di democrazia elettiva, di  esercizio di sovranità del popolo mediante  essa, possano operare sul territorio nazionale.
Ma, individuati il criterio ed  il fine, della revisione boschirenzi, chiaramente  intesi, e protesi, alla riduzione della sovranità del popolo, di essi stessi potrebbe avvalersi il giudizio sociopolitico su essa.
Che, quindi, risulta assai agevole, discendendo, piano, da quanta sovranità (legislativa,  amministrativa, centrale locale…), il popolo voglia tenere o abbandonare …

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

2.06.16

Salvini  “l’antiprete”.

“I preti sono complici degli scafisti”, urla “Salvini”,  il leader del neorazzismo italiano, contro l’antirazzismo dei “preti” che predicano, con mirabile fermezza, l’accoglienza degli immigranti.
La tecnica disputatoria consiste nella assimilazione dei preti agli scafisti, e la definizione,  implicita, di questi, criminali.
Ma, inargomentata  la assimilazione (i “preti” potrebbero essere mossi da ragioni distinte o diverse da quelle degli scafisti) è inargomentata la definizione (gli scafisti potrebbero essere soccorritori di fuggitivi  da miseria da guerra  da morte, e restare  tali pur se speculassero).
Peraltro, è piuttosto consueto, nella comunicazione sociale, che, alla predetta qualità del primo enunciato, di un sillogismo tacito strumentale, si accompagni quella del secondo enunciato: “inargomentato”.
E, purtroppo, e’ consueto anche che, quando si tema detta obiezione, al sillogismo, intervenga un potere che lo difenda militarmente, quello di polizia e di magistratura al seguito della prima maggioranza parlamentare: che incrimina gli “scafisti” per “traffico d’esseri umani”, e li punisce  con trent’anni di reclusione.
Allora, l’obiezione e vietata, anzi, talora, e’ incriminata di riflesso, da quel potere, “per concorso esterno”. E il sillogismo è salvo.
Sorgono anche così crimini e criminali, nella Europa meridionale peninsulare, quando si voglia legalizzare il neorazzismo, o altri simili regressi della storia.

Di Matteo il Terribile

“Il pm più temuto dalla mafia”, si  intitola così il libro scritto da Di Matteo, procuratore antimafia siciliano.
Dunque è questa l’ambizione di un funzionario di giustizia italiana, fra i più guardati e protetti dalla forza militare dello Stato italiano, fra i più applauditi  dal popolo  italiano?
E’ quindi questa l”ambizione della Giustizia italiana?

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

18.05.16

“Davigo”

“I politici fanno cose orribili, e non si dimettono”. Ma poiché, con la associazione che capeggia, potrebbe dimetterli, avendone i poteri, è da supporre (ma con i misodemi costituzionali  anche l’insupponibile è supponibile) che dia fiato ad altri poteri, di castigatore morale, non giuridico.
Sarebbe dunque questa, oggi,  la posizione sociopolitica  della “magistratura associata”?

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

14.05.16

Anti”famiglie” antifamiglia

L’imprigionamento carcerario, la dissoluzione materiale e civile delle popolazioni (prevalentemente) centro meridionali, perché “di tipo mafioso”, in esecuzione del mandato parlamentare avuto dalla polmagistratura nazionale con il 416 bis acuito perversamente dal 41 bis; il massacro, cioè, delle popolazioni organizzate familisticamente, in famiglie, in effetti ha ad oggetto queste, perché nucleo della “associazione di tipo mafioso”, che in esso d’altronde si esaurisce.
A nessuno dei familisti, tanto meno a quelli inneggianti alla “antimafia”, il fatto appare; ma non appare nemmeno ai sociologhi, ben lungi dallo spiegare in conseguenza l’evoluzione del sistema sociale italiano; e tanto meno appare ai politici, che quel mandato conferirono in parlamento, ben lungi dal prendere atto del disastro sociale.
Quindi, il tanto celebrato e celebrante familismo è illuso, ‎avulso, ignaro del reale, suppone vivente un tessuto sociale in gran parte necrotico, e, follemente, lo  ostenta .

La massa costituzionalmente illegittima

La massa intravvedibile nella diffusione massmediatica del colpevolismo, enorme, incontenibile, integra incostituzionalità di massa, davanti alla Costituzione drasticamente incolpevolista ( fino che si sia avuta la condanna irrevocabile dell’accusato).
E’ massa costituzionalmente eversiva. Insieme all’apparato massmediatico che la suppone.
Ed insieme all’apparato di polmagistratura che li origina, e li fomenta.
Ed è massa di tale estensione da assorbire o sopraffare culturalmente ‎ogni altra. Da occupare dispoticamente la scena sociale e dettare un solo criterio, di cognizione valutazione scelta, di approvazione disapprovazione inclusione esclusione promozione destituzione, perfino di intrattenimento ricreazione sociali: accusato, non accusato, dalla polmagistratura.
E la mente collettiva è completamente inebetita, e generatrice incessante di crimine di genocidio e contro l’umanità…

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento

13.05.16

Presidenza del CSM all’inquisitore siculo

Ogni discorso, privato e pubblico, del, nel, per il, giudiziario, è, immancabilmente, discorso di “lotta”, di “combattimento”, a rei o reati, contro rei o reati.
E’ discorso, quindi, completamente inquisitorio accusatorio incolpatorio prosecutorio persecutorio….
Altrettale, anzi, prima e più d’ogni altro, quello della Magistratura, inquisitoria accusatoria incolpatoria prosecutoria persecutoria…. Magistratura “inquirente e requirente”, cioè, non “giudicante”.
E fatto, quel discorso, da Mattarella (dei regnicoli di Sicilia, esportatori ufficiali, e applicatori indefessi nella versione giudiziaria, d’esso) Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, alla Scuola di formazione della magistratura, esso è, definitivamente, attribuibile all’intera  magistratura.
Ma, questa, non aveva un giudice (se non nelle storie e nel tradizioni italiche, anzitutte quelle del Sant’Uffizio, che nemmeno fisicamente distingueva l’inquisitore dal giudice), nella Costituzione della Repubblica (“antifascista….” “resistenziale….”)? E, qui, un giudice ben  distinto dal Pubblico Ministero, per giunta, dopo cinquant’anni (L. cost 1999 n2) scultoreamente rappresentato “terzo e imparziale” (tale, rispetto alle parti del processo, e all’oggetto del processo, ai reati ed ai rei, che, quindi, non combatte, ma, esclusivamente, verifica o falsifica, materialmente e giuridicamente) ?
Che fine ha fatto, costui, il  fulcro e l’emblema di ogni magistratura democratica di ogni sistema democratico, di ogni civiltà giuridica e giudiziaria?
È divenuto Pubblico Ministero, nel discorso giudiziario, non meno che nel discorso sociale ed  in quello istituzionale,  mostruosamente metamorfizzanti?
In altre parole (e parafrasi): non c’è un giudice in Italia?
Quando ciò fosse, e ciò è, la “lotta”, il “combattimento” (postmattarelliani) socialmente, politicamente, più urgenti, sarebbero quelli per la costituzione edificazione istituzione d’esso (a cagione della sua strutturale assenza, nella cultura penale, l’Italia è il Paese più mediorientale dell’ Unione Europea…).

Pubblicato in frammenti | Lascia un commento