SREBRENICA

SONO PASSATI VENTIQUATTRANNI DACCHE’ UNA TIFOSERIA ULTRAS MILITARIZZATA IRRUPPE NELLA CITTA’ PER MASSACRARVI I “BOSGNACCHI” (bosniaci musulmani sunniti).

MENTRE DALL’ITALIA TIFAVA BOSSI, SOTTOBRACCIO A G.L. SAVOINI

Antefatto

L’anno 1991, Stella Rossa Belgrado sprizza gloria calcistica mondiale. Anche Partizan Belgrado, in minor misura.
Le due squadre hanno base in tifoserie oltranziste. 
Anche Slobodan Milosevic sprizza gloria, politica, sedendo arrogantemente a Belgrado.
Stella Rossa ha un “Consiglio”. Milosevic ha una “Sicurezza di Stato”. 
Un membro del primo è a capo della seconda. 
Dunque l’Intelligence, potenza transcontinentale legibus soluta (extralegale) ovunque infilata per il massimo profitto, congiunge i due organismi. 
Di Stella Rossa, particolarmente, la tifoseria.
Di fatti il suddetto Consigliere e capo di Sicurezza, ha qui arruolato Arkan, al secolo Zejko Raznatovic, il leader degli ultras della squadra, destinato a divenire un criminale politico tra i più esiziali.

Prodromo

Nel 1991 la Croazia dichiara unilateralmente la indipendenza dalla Jugoslavia. Lo fa anche la Slovenia.
Milosevic, presidente di Serbia, non se ne dà per inteso. 
Invade la Slovenia, la contunde per dieci giorni, quindi desiste, anche per “intermediazione” di alcuni Stati CE. 
Invade la Croazia stavolta con la bava alla bocca e, raggiunta Vukovar, per ottantasette giorni la bombarda finchè divenga un cumulo di macerie, stermina o mette in fuga la popolazione militare e civile, la occupa. 
Lo ha fatto con un esercito regolare. Ma anche con un esercito irregolare, Costituito, appunto, dalla tifoseria oltranzista di Stella Rossa, organizzata paramilitarmente da Arkan, a capo della propria milizia, la “Guardia volontaria serba” (la più devastatrice, saccheggiatrice, micidiale).

Movente

Milosevic e Arkan, a capo di forze di stato e di stadio dirette al medesimo scopo, sovraintesi da Intelligence, sono serbi che non gradiscono i “non serbi”. 
Per essi, serbi – non serbi, più che una differenza etnica, è una incompatibilità esistenziale. 
Di qui la vocazione alla pulizia etnica, sulla penisola balcanica.Vocazione che, peraltro, è allora spuntata anche sulla (parallela) penisola italica. 
Dentro un partito politico sorto a settentrione, etnista perché credente “fideisticamente” nella etnia “padana” della sua gente. La cui “purezza”, oltre che con violenze sporadiche. persegue cercando separazione, “secessione” , da ogni altra “etnia”, centrale e meridionale (“purezza”, ben inteso, non altro che astruso mito ferinamente rabbioso, che si nutre e si avvera, esclusivamente, nella supposizione e l’offesa dell’ altrui “impurità”).
Vocazione, dunque, corrispondente alla serba. 
Tanto che il capo di quel partito, U. Bossi, sosterrà anche in parlamento i motivi di Milosevic e soci, eruttando (dalla propria intrinseca sgangherata scurrilità), in risposta a M. Pannella che glie lo rimprovera: “Meglio Milosevic che Culosevic..”. 
E perchè accomuna l’etnonazionalismo “padano” al serbo (come ad ogni altro simile). Ovviamente accomunando politicamente i loro agenti. .

Fatto

3. Così, sulla spinta del serbismo pulitore etnico di una parte della penisola balcanica (e ovviamente promotore del dominio politico su essa), erompe la guerra in Bosnia (1992-1995), accesa dalla neorepubblica serba di Bosnia Erzegovina presieduta da Radovan Karadzic (uno psichiatra).
Addì 11 luglio 1995, Srebrenica è una città enclave dei “bosgnacchi” ed è custodita dalla Forza di protezione delle Nazioni Unite: UNPROFOR. 
Ratko Mladic è il comandante in capo dell’esercito regolare di quella repubblica. Con lui c’è il comandante in capo dell’esercito irregolare Arkan. E altri. 
Ivi giunto, concupitane la distruzione materiale e personale, enumeratane la popolazione, preceduto dalla forza paramilitare di Arkan, vi irrompe. 
Indi, tremendo, ordina che i maschi da dodici a settantasette anni siano separati dagli altri e dalle femmine. 
Che siano allontanati dalla città e trucidati. Oltre ottomila. 
Frattanto farà seviziare e stuprare le femmine.
Va nondimeno notato che i caschi blu olandesi lì presenti, pur potendo, non impedirono l’eccidio .

Espiazione

4. Slobodan Milosevic è morto a marzo 2006 mentre è detenuto a L’Aia da quattro anni in attesa di giudizio della Corte penale internazionale, poiché accusato di genocidio (pulizia etnica) crimini di guerra e crimini contro l’umanità (commessi nella guerra in Croazia, in Bosnia Erzegovina, in Kosovo ( 1998-1999). E’ opportuno segnalare (con chi lo ha già fatto), che la notizia di stampa italiana (data da PMieli ad esempio), per la quale Milosevic sarebbe stato assolto dalle accuse, non è corretta. Fu prosciolto per morte del reo (tutt’altra cosa). 
Ratko Mladic è stato condannato all’ergastolo dal Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, poiché colpevole di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità nella guerra di Bosnia Erzegovina. 
Radovan Karadzic è stato condannato a quarant’anni di carcere (ma in appello all’ergastolo), dal suddetto Tribunale, poichè colpevole di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, nella suddetta guerra. 
Arkan, che ancor prima a Visegrad (1992) aveva trucidato centinaia di musulmani, gettati dal ponte Drina o arsi vivi , ha scontato pena di morte impartitagli in contesto exstragiudiziario. 
I caschi blu olandesi, che avevano avuto la medaglia d’onore per eroismo a Srebrenica, recentemente, da una Corte olandese sono stati ritenuti corresponsabili dell’eccidio e condannati ai risarcimenti delle famiglie delle vittime.
La Corte penale internazionale de l’Aia, e il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, hanno stabilito, concordi, che, a Srebrenica, fu pulizia etnica mediante “genocidio”.

Resipiscenza

In quattro anni di guerra etnonazionalista, di pulizia etnica, i Bosniaci perseguitati furono orbati di tutti i diritti. 
Pertanto: 
A dicembre 2004, il presidente serbo Boris Tadic si é scusato in nome del popolo serbo.
Ad aprile 2010 il presidente della Croazia Ivo Iosipovic si è scusato di fronte al Parlamento bosniaco.
A marzo 2010, il parlamento serbo ha deliberato di “condannare nel modo più assoluto il crimine commesso nel luglio del 1995 contro la popolazione bosniaca di Srebrenica”.

Ritorni (lugubri)

A proposito di Visegrad martoriata da Arkan, oggi echeggiante per i facinorosi assembramenti antieuropeisti dei “sovranisti” (che paiono averla scelta per celebrarsi spavaldamente insieme al massacro etnico dei musulmani), particolarmente dei salvinisti, vogliosi di “etnonazionalismo” ( che Salvini, un “derivato” di Bossi, ha oggi esteso all’intera penisola), un tempo e altrove detto “nazionalsocialismo” (breve: nazismo): 
secondo un report di C. Gatti, al fianco di Bossi schierato sulle “ragioni” di Milosevic (vd sopra) vi sarebbe stato Savoini G.L.. 
Si, proprio lui, il “nazista come pochi”, per definizione degli stessi “padani”. Colui che, oggi, pare avere cospirato con Salvini e con l’etnonazionalismo russo, per la promozione di questo in Europa, passando per l’Italia.

Virologia degli elementi (sopra) apparsi

Posto che Salvini non ha trascurato (nemmeno) l’apporto delle tifoserie ultras, se, vestito delle loro divise, si è esibito, tempo addietro, in deferenti ( e complici) omaggi col capo della tifoseria milanista L. Lucci:
etnismo, fanatismo ultras, intelligence, sovranismo, militarismo, pulizismo etnico, (e ovviamente) armamentismo, potrebbero essere elementi tipici ( e costanti) dell’etnonazionalismo, alias nazionalsocialismo alias nazismo? 
Come tali bastanti alla fabbricazione e ubicazione di materia esplodente umana, cui manca solo l’innesco per imperversare?
Pietro Diaz

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