29 – 07 – 2009

Il giorno 10 agosto 1944 quindici partigiani fuorono uccisi ed esposti in mucchio a piazzale Loreto, in Milano. E tuttavia ancora si domanda o si disapprova, perché o che il 29 aprile 1945, in quello stesso piazzale, siano stati esposti i cadaveri di Mussolini e della sua accompagnatrice, e quelli di quindici fascisti…
Dopo Cinà che medicava mafiosi, anche Mercadante, che faceva altrettanto, è stato condannato per “associazione di tipo mafioso“, quello a sedici anni di carcere, questo a dieci.
Chi d’altronde dubita che, nella paranoia odierna degli inquirenti, chi mantenga in vita il mafioso, manterrebbe in vita l’associazione cui appartenga?
I due piemme requisitori dell’ultima condanna hanno esultato: finalmente è sancito che le nostre convinzioni  non sono chiacchiere, e, anzi, che la mafia ha rapporti con apparati della società civile; dissimulando che chi lo ha sancito è  il loro “doppio”, travestimento del requirente in giudicante, del  verbo dell’uno in quello dell’altro, e, soprattutto,  che la medicina salvatrice è la pietra di paragone della requisizione annientatrice…

Sono pedofili e dunque vadano a processo“, esclama un ossesso, il quale nemmeno sospetta che, la parola evocherebbe, letteralmente, tutt’altro che delinquenza, bensì amante dei giovani, curatore loro. L’ossessione moraleggiante maligna, di fatti, ha origine nella ignoranza e nella superstizione, e sbocco nella bestalità…

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22 – 07 – 2009

Basta chiudere i rubinetti dei finanziamenti agli organismi produttori di arte di ogni specie e levatura per bloccare la espressione artistica della realtà sociale, per censurarla, per ridurre il paese al rigore e al clangore delle caserme in divisa o in toga, al lamento dei penitenziari, al ciarpame culturale che scende dai canali televisivi del capo dello Stato italiano, il premier presidente del consiglio, e, effettivo, dellla repubblica.
Il disastro umanitario che l’avvento suo e delle sue congreghe ha recato alla storia del paese è incalcolabile, culturalmente, forse peggiore di quello del nazifascismo storico…

L’autore della legge bossifini, della legge fini giovanardi, delle leggi più repressive e distruttive degli stranieri e dei cittadini paritariamente, colui che ha gradualmente condotto al potere “repubblicano” il neonazifascismoclerolegopiduoberlusconiano, sedicente e inopinatamente detto, presidente della camera dei deputati, vorrebbe aprire un corso di legislazione per i “piu piccoli”, ed anche “per qualcuno meno piccolo”, dice sussiegosamente, vanitosamente, senza nemmeno sospettare che la legislazione sia “roba per grandi“…

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18 – 07 – 2009

Il tar del Lazio, organo della giurisdizione amministrativa nazionale, ha respinto il ricorso di taluni scienziati avverso un bando che vietava l’uso scientifico della cellule staminali embrionali: il Tar, nato nei giuridicamente fertili “anni settanta” scorsi, a difesa degli interessi del cittadino dall’abuso normativo dei poteri amministrativi non democratici…

L’ingenuo A. Cassese paventa (o auspica?) che, diffondendosi il governo sovrannazionale “delle toghe”, si ridurrebbero quelli nazionali: non coglie che le Corti sovrannazionali sono nate dalla scoperta culturale e dalla affermazione politica e dalla normazione giuridica dei crimini statali nazionali, dei governi nazionali “delle toghe”, che le crescite quantitative rispettive, pertanto, non sono, non possono essere in alcun modo, proporzionali (salvo abbia ritenuto che la giustizia sovrannazionale reprimerebbe finalmente l’ingiustizia nazionale).

Gli omicidi Falcone e Borsellino sarebbero opera o coopera dei servizi segreti, si dice, non ci si rassegna ad ammettere che, dieci anni dopo gli eccidi della società “mafiosa” siciliana mediante l’arma di distruzione di massa della norma incriminatrice delle associazioni mafiose, di cui i due predetti furono la punta di lancia, potesse insorgere qualche sopravvvissuto..

Un ottanticinquenne spara improvvisamente su un carabiniere uccidendolo e poi tenta di ucciderne altri: vedeva banditi dappertutto, commenta enigmaticamente un tiggi delle h 14

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17 – 07 – 2009

Resta da spiegare giuridicamente, mentre è pienamente spiegabile sociologicamente, perché ai poliziotti che ammazzarono di botte il giovane Aldrovandi abbiano accreditato sei mesi per omicidio colposo, al poliziotto che uccise Sandri dirigendo a due mani ed a gambe divaricate la pistola d’ordinanza abbiano accreditato sei anni per omicidio colposo, ai due baristi che ammazzarono di botte il giovane Abba abbiano addebitato quindici anni per omicidio volonatario. Resta da spiegare, perché il sistema ove sia possibile, permesso, dato, giuridicamente (giudiziariamente) tanto privilegio a poliziotti, è dubitabile che non sia egemone la subcultura dello stato criminale….

Con la migrazione della metà dei laureati, e della metà dei lavoratori, il meridione d’Italia diviene feudo di polizia e magistratura, del potere polgiudiziario, se, conferendo, essa, al decremento della economia legale ed al propozionale incremento della economia illegale, conferisce al consolidamento (politico istituzionale) di quello, produttivo a sua volta, in sè, di economia illegale, per sistematica distruzione delle forze di lavoro e di impresa, potenziali o attuali, mediante la repressione giudiziaria: produttivo della condizione basilare della sua ascesa.
L’imprenditore, in forma individuale o collettiva, della economia “illegale”, ad esempio la fabbricazione e il commercio dell’erba marijuana, il cui grado di antisocialità dovrebbe trarsi per contrasto a quello, di socialità, della “economia legale”, ad esempio la fabbricazione e il commercio delle mine antiuomo, in cui l’Italia avrebbe una “quota di mercato” mondiale pari al 85%, l’imprenditore della prima, dicevasi, ben altrimenti che quello della seconda (gloria della nazione insieme ai seminatori di esse), nel sistema penale nostrano, potrebbe esser condannato, perfino, a pena di morte, per impiccagione, in carcere: essa è stata eseguita l’altro ieri, in un carcere algherese, ove era stato rinchiuso perché marcisse, per quindici anni, a meditare un senso di colpa per la illegalità-antisocialità, pari a zero, del suo essere piccolo trafficante di marijuana, insieme al senso di ingiustizia inemendabile per la condanna della sua innocenza, in confronto alla assoluzione sistemica dei seminatori di assassini di massa suddetti. Sensi, di colpa e di ingiustizia, che, composti, siano miscela prima o poi esplosiva, nelle celle della sepoltura di vivi apparenti, nelle camere tendenziali delle loro morti, sinistramente cospargenti il suolo nazionale, quali sedi solenni della amminsitrazione statale della giustizia sociale.
La Ferla si e impiccato, alla finestra della cella, con la federa del cuscino, i mezzi più ordinari, innocui, impensabili, affinchè comunque le condanne capitali si compiano.
Coloro che ve lo hanno spedito, questa volta si sono ritratti, dalla scena massamediatica glorificante: perchè il boia gira incappucciato…

La forza sanzionatoria, puramente amministrativa, usata nella inibizione del traffico dell’acool dalla ordinazna del sindaco milanese, infinitamente minore di quella, puramente militare, imprigionatoria, usata nella inibizione del traffico di altre droghe dal “legislatore” statale, denuncia più anzichè meno la infamia politica della disparità del trattamento del traffico delle droghe…

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16 – 07 – 2009

La guerra e sporca ma qualcuno deve pur farla“, avrebbe detto Di Lisio, il militare recentemente ucciso in Afghanistan dai guerrieri talebani.
Dunque guerriero lui, guerrieri gli uccisori, come è ovvio, guerra tra essi.
Ebbene, perché la bocca triviale della velinara Venditti sputa dal tiggitre: “assassinato” il caporal maggiore Di Lisio, del quale egli medesimo, nell’epitaffio, avrebbe scritto: morto in guerra?
Per la stessa ragione onde, ad un morto, dicesi uno non più d’uno in dieci anni, della truppa italiana menante quotidiana strage di militari e civili in terra straniera, sono riservati funerali di stato; quella ragione pretende che l’eccidio degli altri non dia nemmeno un morto tra i suoi autori..
E’ la prima volta nella storia della guerra, mai prima una “sporcizia” morale maggiore di essa…
La pistola puntata al centro del bersaglio umano, così che non avrebbe maggiore possibilità di uccidere, se impugnata da un poliziotto, ucciderebbe per colpa, da chiunque altro, per dolo, al meno “eventuale”.
La specie del dolo, peraltro, riservata a chiunque uccidesse passando col rosso, eccetto ovviamente il poliziotto che inseguendo qualcuno facesse una strage…

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14 – 07 – 2009

Il neo questore di una città del centrosardegna si fa intervistare per proclamare sprezzantemente: ” i balentes, una razza estinta…“; ha considerato con eccessiva modestia quella cui appartiene?

Un procuratore distrettuale antimafia, a commento entusiastico di un recente blitz che ha sottratto ai (soliti) “casalesi” beni per cinquanta milioni di euro (con sbrigativi, per mero sospetto di camorra, sistemi sovietici di demonizzazione ed espropriazione degli averi altrui, solo essi ovviamente), beni che, peraltro, rendevano imminente la transizione, dei predetti, dalla economia illegale a quella legale (secondo i mai derogati principi del capitalismo), tronfio proclama: all’attacco “militare” della criminalità va associato quello “economico”; attacco militare, ha denominato, il magistrato della repubblica, la propria “attività giudiziaria”, con vivo senso della storia…

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10 – 07 – 2009

“Senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani, colerosi e terremotati, con il sapone non si sono lavati”:
l’inno etnologico si sarebbe levato da un gruppo di leghisti capeggiati da tale “Matteo Salvini“, detto deputato al parlamento italiano ed a quello europeo, esponente della etnia che da venti anni circa ha conquistato il potere politico nazionale, lo esercita incontrastatamente nella sede legislativa, esecutiva, giudiziaria (da qualche tempo il direttore nazionale antimafia è consulente o mentore giuridico del ministro dell’interno tal “Maroni”, che ricambia con atti legislativi molto richiesti: confische di patrimoni per semplice sospetto di mafia, affidamento di essi a corpi di polizia ben lieti etc);
ebbene, quell’inno sia considerato summa ideologica prasseologica politica, ed anche estetica ed etica, del potere politico italiano…

Per quattro poliziotti che, ebbri della forza “istituzionale” assegnatagli senza limiti da uno Stato tronfio di militarismo, che li lusinga e li privilegia, massacrarono di botte, fino ad ucciderlo pienamente consci, un tenero ventenne colpevole di percorrere la strada ove ancheggiava la loro tracotanza, “Aldrovandi”, il piemme di quello Stato (che potrebbe chiedere dieci anni per uno scippo con pistola  giocattolo, dieci per il palpeggiamento a sopresa della spalla di una donna, dieci anni per mezzetto di cocaina, trent’anni per un chilo) ha chiesto poco più di tre anni di reclusione, per omicidio colposo, che sarebbe doloso (di “dolo eventuale”) quando fosse vilato il rosso ad un crocevia frequentato e scapasse il morto.
Ancora una volta dunque poliziotti, “uomini dello Stato”, immunizzati dal rigore che per fatti infinitamente meno gravi è riservato a qualunque altro cittadino.
Ma poiché avrebbe potuto, il piemme, perfino, chiedere assoluzione, di essi, i genitori dello sventurato ragazzo lo hanno a lungo applaudito, riconoscenti.
Sentimento, di riconoscenza, non infondato, rettamente avvertito nelle sue ragioni, dato che, il Tribunale, “per un pelo” non ha assolto, “condannando” a sei mesi di reclusione…

Nella teocrazia quale quella iraniana, il disobbediente politico,  religioso o “civile”, è “mohareb”, “nemico di dio”, e come tale potrebbe essere impiccato per processo sommario:
a ben vedere quei “nemici di dio“, disobbedienti a precetti poltici o religiosi e civili, somigliano incredibilmente ai “nemici dello stato”, perseguitati dagli apparati della oppressione e della repressione sparsi sul territorio italiano, condannati con processo sommario a reclusioni perpetue o quasi, ma anche impiccati, per pena capitale indiretta, tutti coloro, non pochi, che, intolleranti la estrema ingiustizia, si impiccano tra le mura del carcere…

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5 – 07 – 2009

Il principio politico e culturale di “non violenza” andrebbe assunto come principio antagonista di quello di “violenza di Stato“, di stato, sì, non di altri soggetti, essendo, questa altrui, quantiqualitativamente risibile rispetto a quella, costante, incessante, sistematica, strutturale, anzitutto nelle specie che perseguono fanaticamente ogni altra….

Una “cellula di terroristi internazionali” è stata colta a sparlare di Magdi Cristiano Allam, il trasfondamentalista dell’opportunismo internazionale…e l’orribile ceffo del sottosviluppato organico se ne è compiaciuto: compiacendosi inoltre della legge italiana della incriminazione dei clandestini, non appena uscito dalla clandestinità antropoligica in cui si dibatteva, non avvertendo tuttavia di insidiare la religione di approdo, il cattolicesimo, portandovi tutta  la sua meschinità…

Dei tremila morti che fece la repressione nel sangue della rivolta di Piazza Tien A Men, uno dei maggiori esponenti politici italiani del tempo disse che, tremila morti, rispetto alla popolazione cinese, corrispondevano a 0,0000
Non sarebbe stata altra, non era stata altra, se non quantitativamente, la politica italiana contro le rivolte popolari,  per ciò queste diradarono, per ciò quella divenne dispotismo…

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4 – 07 – 2009

La magistratura illuminata, nella persona di tal Borraccetti, si schiera contro la legge della incriminazione dei clandestini: intralcierebbe il lavoro dell’organismo…
Ha inteso attribuerle un merito?
Certo, non le attribuisce un solo demerito…

La nuova legge sulla incriminazione dei clandestini non porterà dolore, come teme il Vaticano, bensì legalità, nel Paese, declama il (pur ex) “giurista” “ministro degli esteri”, tal Frattini, il quale, imponendo l’interrogativo perché mai abbia avuto che fare col diritto se non si è astenuto dal promuovere tanto torto, trattiene dall’esigere che comprenda che la legalità che porterebbe è solo la sua, del suo governo, della sua congrega politica, legalità che contrasta quella, giusnaturale, costituzionale, della libertà di domicilio, di soggiorno, di circolazione, nel territorio dello stato, appartente a chiunque, e davanti la quale, la sua, è illegalità vera , profonda, criminosa (il codice penale al quale costui aggiungerebbe la sua legalità darebbe indicazioni attendibili sui reati che commette);

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3 – 07 – 2009

Quel volto da questuante che abbia intascato,  sedicente “professore di chirurgia” (letteralmente, che usa di mestiere le mani, non necessariamente la testa, negli automatismi o nei gesti riflessi, nei quali, peraltro, sono abilissimi i norcini), che, giunto dagli Stati Uniti senza svantaggi della sanità americana, che “una volta alla settimana”,  “oper”erebbe da queste parti senza vantaggio per la sanità italiana, e che propaganda in modo plebeo di essere uno scienziato (ambizione di cui è immune il norcino, popolano nobile),  popolano insomma quel volto supplichevole e ad un tempo ingordo, inconsono al vero medico, e di fatti è sceso in politica, autocandidandosi niente meno che alla guida del partito erede del picci della dicci e di altri  illustri organismi del popolo, codesto, non è colui che ha proposto la castrazione chimica dei pedofili?
In visu veritas …
Corte imparziale“, smorzare i toni”, invita taluno, per sedare la disputa della cena di due giudici “napolitani”, che tengono cena a casa loro col siciliano Alfano e il lumbard Berlusconi, tre mesi prima della decisione sul “lodo” se il secondo possa essere processato per talune sue marachelle: parla della Corte che ha destituito il processo penale dell’ultima democrazia italiana, sistematicamente ostinatamente professionalmente, per mandato tacito delle polizie e delle procure unite d’Italia, del potere polgiudiziario italiiano, e per mano degli altolocati clienti delle sinistre destre italiane unite, “giuristi” da strapazzo, ma con tanta “autorità” e competenza?
Polizie, vice polizie, polizie sostitute, sottopolizie, semipolizie, parapolizie… increscenti e ingravescenti per stravaso della società civile, proporzionalmente decrescente dunque, danno una idea di questa, quantiqualitativa, di società sempre meno civile, sempre più poliziesca.
In era berlusconiana… sedicente liberale e libertaria e liberatrice, della società civile…

Chi si oppone al “decreto sicurezza” è dalla parte della mafia, dicono i suoi promotori e sostenitori, subito mostrando che basta infiggere un marchio culturale, uno stigma, in una parte anche minima del corpo sociale, perché ne sia dilatabile l’effetto, per accostamento artificioso di qualunque altra parte..

Lo iattante ed efferato magistrato anticorruzione che vanta di essersi comprato la casa sui monti con il provento dei risarcimenti della sua reputazione stabiliti nei processi per diffamazioni a mezzo stampa da lui intentati, dato che il comune cittadino, da processi simili,  o non trae proventi, perché gli è negata la reputazione o la sua offesa e talora perfino la sua offendibilità, o gli è concesso un soldo risarcitorio, dato ciò, si domandava, quel magistrato ha effettivamente tratto dove narra, quel provento?

L’evo moderno lascerà evolvere la confessione della ordalia, da cedimento nella prova di resistenza (al fuoco etc), la confessione della tortura, da cedimento ad essa, nella confessione libera e cosciente e volontaria e assistita da difensore.
Ma resosi impotente a conseguirla in tal modo, bisognoso assolutamente di essa, nell’uso compulsivo della condanna del prescelto o scelto a caso, o nella inettitudine del rinvenimento della prova carico, impotente contemporaneamente a forzarla come in quell’evo alto e basso, questo evo, affolllato più di ogni altro  di furbi e di bari, contro la sua stessa legge ha escogitato la confessione stragiudiziale per interposta persona, per bocca di un accusatore d’accatto, uno qualunque, mercenario o vendicativo o sadico o spontaneo, così che non sia più necessario che l’accusato “parli”, basta che “sia parlato”, che si confessi in vece.
Non più violenza costrittiva della confessione, dunque, implicita, nell’ordalia, esplicita nella tortura, ma frode, della specie più impudente.
E quando si osservi che la violenza non aveva mai rinunciato alla processualità della confessione, da un lato, alla autenticità di essa, dall’altro: confessione dell’accusato, in processo, invariabilmente, lo stratagemma dell’evo moderno è infinitamente più arretrato di quello dell’evo antico.

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2 – 07 – 2009

Mentre nella capitale indiana cessa la punizione della omosessualità, nella capitale romana inzia quella della clandestinità dell’immigrante; una danza di popolo lieve aerea elegante gioiosa festeggia il progresso, una ballo di selvaggi dagli addomi e dai glutei grevi e deformi, pestanti mani e piedi, tra gutturalità priimitive, inneggia, in parlamento, al regresso
Lì un atroce marchio mollava la carne umana, qui inziava a sbranarla…

La Corte Suprema onduregna proclama che la invasione militare del palazzo presidenziale e la deportazione del presidente è stata ordinata dai suoi giudici, ad impedire che fosse indetto un referendum popolare sulla possibilità della ricandidatura alla presidenza: Corte Suprema direttamente golpista, dunque, in quel contesto.
Perché non potrebbe esserlo, o divenirlo, identicamente o similmente, direttamente o indirettamente, la Corte Suprema italiana, già per averne e portarne lo stesso nome ( i nomi riflettono la natura delle cose, sia quella naturali che quelle sociali).
D’altronde, e al meno, il potere di cattura di segregazione di annientamento dei sudditi che quotidianamente essa esercita mediante forza militare in forma giudiziaria, rigettando con un solo, paranoico, tratto di penna, qualunque invocazione perorazione argomentazione dimostrazione di innocenza, anzi, ancor prima, senza nemmeno ascoltarle, dichiarandole inammissibili, siffatto micidiale potere non attua ognora golpe sociale?

Quindici pakistani clandestini dormienti in una stanza lunga sedici metri e larga due metri senza finestra sono stati sgomberati, e deportati, dalla gloriosa Arma dei Carabinieri italiani “nei secoli fedele” , “a tutela della loro salute”, minacciata da quella fossa.
Il cui proprietario è stato incriminato per “favoreggiamrnto della immigrazione clandestina“, un “reato” fantasticato dall’Arma e dai suoi giudici, antecipatore della legge incrimnatrice odierna, evidentemente turbata da quella fantasia…

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21 – 06 – 2009

Hanno  violato “villa certosa”, con le riprese visive, lamenta l’inventore del più impudente riprenditore visivo, il “grande fratello”  (da queste parti si è immancabilmente aggirata la sua meschina regia televisiva), il violatore innato e sistematico e professionale del patrimonio, dell’estetica, dell’etica, della politica, della civiltà,  pubblici…

La mia televisione non parlerà  mai di questa immondizia“, esce da una delle condotte di  scarico (retequattro) della propaganda piu sfacciata del premier; ma perché immondizia propria, tace da perfetto falsario il suo “direttore”, non altrui..

Al suo consigliere giuridico pare sul serio che possa escludere la prostituzione far dire, a Berlusconi che, all’uscita dalla camera da letto, mosso a pietà dalla ragazza, dette 10000 euro in una busta (chissà perché) chiusa, e far dire a chi ve la indusse, che, per farlo, le dette duemila euro…molto meglio l’autoconsiglio…anche per rinunziare alla consigliata legge autoincriminante, vera e propria nemesi, che da tre anni (per la prima volta negli ultimi secoli del diritto penale europeo), incrimina anche l’ “utilizzatore finale” (declamerà vanaglorioso quel “consigliere”), il “cliente” ( dirà la legge), se stesso, “per un pelo”, se avesse tenuto a letto un minorenne…

Parlate diella politica, non del privato, del premier, intimano i tutori dell’ordine berlusconiano, come se la sua politica non fosse stata esclusivamente privata, benchè in mendace spoglia pubbllica…

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17 – 06 – 2009

Il furbo primordiale Ahmadinejad ha, malgrado tutto, intuito al volo, che tenendo il numero elettorale 44 e lasciando, allo sciocco Moussavy, il numero 4, avrebbe ottenuto un successo elettorale totalitario, facendo aggiungere dalle sue bande un 4.
Furbizia semplice, ma assai più agibile di quella, complessa, del bipartitigolpimaggioritarista Segni, e del suo degno rifinitore penultimo, il porcataro Calderoli, ultimo il borgataro accademico Guzzetta.

Nell’anno “della libertà” berlusconiana, massima è la illibertà sociale, individuale, dagli imprigionamenti generali per pseudoreati di droga, sesso, pedofilia, pornografia, prostituzione.., si e passati a quelli degli pseudorei, rei senza reato, in quanto tali, rei per ceti, per classi, per culture, per etnie, per “contiguità”, i rei delle “associazioni criminali”.
La maggiore risorsa degli stati morenti di infamia, d’altronde.

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15 – 06 – 2009

La recente osservazione di M Pannella per cui la lotta Radicale sarebbe stata “lotta di classe”, poichè riducibile a classe la parte del popolo affrancata dalla clandestinità dell’aborto, o dalle relazionalità extramatrimoniali per insolubilità dei matrimoni, avrebbe maggiore forza didascalica e teorica se riducesse a classe anche la parte del popolo privata pretestuosamente dell’innocenza, angariata, annichilita, ognora, dall’assolutismo politicomilitare in forma giudiziaria; o la parte del popolo degli stolti presunti, defraudati delle facoltà di discernere e di comprendere il reale, dagli agenti del potere clericale, ovunque invalente: le parti di popolo sottomesse ai due maggiori assolutismi del presente.
Se riducesse a classe, cioè, l’osservazione di Pannella, ogni parte di popolo che sia sottoposta ad ogni assolutismo.
Classi, le suddette, che nessuna forza politica, eccetto quella Radicale, ha intuito e colto, nessun’altra, eccetto essa, imprende a combattere…

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14 – 06 – 2009

Le calunnie al presidente del consiglio, con le false (dice lui) incolpazioni su noemi, mills, i turismi aerei di stato, poiché tendenti a destituirlo, benchè eletto dal popolo,  e a sostituirlo con un non eletto (chissà perché…), sarebbero politicamente eversive.
Gli “antifascisti” che gelosamente custodirono, in età repubblicana, il codice penale monarchico, puntato micidialmente contro ogni opposizione, quale “eversiva”, alla conquista o conservazione del potere fascista, che lo custodirono sentendosi addirittura (dissociativamente) tali, antifascisti, non immaginarono che sarebbe andato al potere un esemplare completo di “piduolegoneonazifascista“, e che si sarebbe affaccendato a conservarlo ricorrendo ad esso, alla sua potenza politica e militare, marciante in divisa giudiziaria, contro la opposizione “eversiva”.
Non lo immaginarono da incoscienti incompetenti irrispondenti politici.
Così, sono in preparazione gli antefatti: dopo una pur chiara intervista televisiva, ove l’intervistatore prevede dissesto del governo per taluni avvenimenti economicopolitici, e ove l’intervistato attenua prevedendo non più che “scosse”, scissa la risposta dalla domanda, dal contesto dialogico, postala in circolazione mediatica da sola, si è iniziato a farla risonare come minaccia di golpe, di golpe finanche parabrigatista, sfruttando meschinamente la coincidenza temporale della divulgazione con la pronuncia di una sentenza di condanna di un gruppo di brigatisti.
Un solo comandante militare dell’esercito monarcofascista, autenticamente antifascista, per un solo omicidio più o meno giustificabile, fu condannato a morte come “criiminale di guerra”, durante la epurazione antifascista, non Badoglio, non Graziani,  non Roatta, non altri, i comandanti militari che sterminarono gli etiopi e gli jugolslavi.
Così come di una massa enorme di accademici fascisti, solo dodici negli trenta rifiutarono di giurare per il fascismo, furono epurati, solatanto, Pende e Visco, che tutta via dopo qualche anno tornarono alle cattedre…

“Gioacchino (Murat) fece ‘a legge Gioacchino fu impiso”: il decreto urgente di Berlusconi contro gli “utilizzatori finali” di prostituzione, evocati, dal suo inquietante difensore, insieme ai “grandi quantitativi di donne disponibili senza denaro” (ma per quello stesso decreto e per norme limitrofe, il concetto di  prostituzione non richiede denaro…), come il decreto di Murat, potrebbe appenderlo, il suddetto…

Il potere polgiudiziario, nella sua incessante persecuzione degli individui, dei gruppi, della comunità, è necrofilo o necromane…

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