Fantasmagoria penalistica preelettorale

1. per art. 72.4 cost., in “materia….elettorale” (nazionale) deliberano “diretta”mente le Camere (cd: riserva di legge statale e di “assemblea”);
1.1 usurperebbe quel(la “esclusiva” di) potere legislativo, sovvertirebbe la legge costituzionale inerente, la deliberazione del Governo nella forma del “decreto legge” ex art. 77 cost;
2. per art. 122.1 cost, il “sistema di elezione” degli “organi della Regione (art. 121.1 cost) è deliberato “con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica…”;
2.1. quando, per tale accento, la deliberazione (in materia) fosse “ripartita” tra Stato e Regione, usurperebbe il potere legislativo di questa, sovvertirebbe la legge costituzionale inerente, la deliberazione esclusiva statale (tanto più, per quanto detto, se “governativa”);

3. è “legge di interpretazione autentica” quella che interpreti giuridicamente (cioè con forza normativa generale), non giudiziariamente (cioè con forza normativa particolare), una legge (o una o più disposizioni di essa);
3.1 è (legge di) “interpretazione” perchè agisce (con la forza suddetta) nella “interpretazione giudiziaria” (cioè “dei giudici”, che ritenga scorretta, nella, o in taluna, espressione di essa);
3.2 è (legge di interpretazione) “autentica”, perché ne (può essere ed) è autore (esclusivamente) chi sia stato (impersonalmente) autore della legge interpretanda;
3.3. soltanto per tali condizioni (di funzione e di autore) essa, diversamente da ogni altra legge, (può essere ed ) è retroattiva (può regolare i fatti e gli atti precedenti essa);
3.4 il “decreto legge” governativo in materia elettorale, se fosse stato “interpretativo” (in realtà fu creativo, già per le “sanatorie”, mai ricavabili per “intepretazione” della legge antecedente), non sarebbe stato “autentico” (tanto più rispetto alla legislazione regionale…);
3.4.1 usurpava dunque il potere (legislativo) di “interpretazione autentica”, sovvertiva la legge costituzionale (implicita, inerente: era esplicita, all’art. 73, nello Statuto del Regno d’Italia );
4. il “decreto legge” in questione, peraltro, se formalmente (atto) legislativo, era sostanzialmente (atto) giudiziario, perché puntava palesemente a regolare un caso concreto (non prima ma) dopo di esso e mentre era sotto giudizio, a modificane lo stato procedurale, nelle premesse di fatto e di diritto, nelle conclusioni (virtuali) da esse;
4.1 usurpando la funzione giudiziaria, mediante simulazione di funzione legislativa, mescolando l’una e l’altra contro la legge costituzionale della separazione di esse;
5. con le usurpazioni sopra esposte il Governo (nei suoi membri):
5.1 commetteva reato di “abuso d’ufficio”, secondo la descrizione che ne dà l’art. 323 cp, sia per la “violazione di… legge” (sulle “competenze”, sulle “funzioni” normative, proprie e altrui) che per il fatto di avvantaggiamento (di una parte elettorale) e di danneggiamento (della controparte);
5.2 commetteva reato di “concussione”, secondo la descrizione che ne dà l’art. 317 cp, perché induceva (infondendo timore della sua potestà:  c.d. metus publicae potestatis ) a “dare.. utilità”  elettorali ad una parte;
5.3 commetteva reato di “peculato”, secondo la descrizione che ne dà l’art. 314 cp, perché “allungava le mani” indebitamente sui “fondi” dei rimborsi elettorali;
5.4 li commetteva, congiuntamente o alternativamente, insieme a tutti color che fossero concorsi, nella formazione approvazione emanazione del “decreto legge”, secondo la descrizione che ne danno quelle disposizioni penali, accoppiate all’art. 110 cp;
6. con le sovversioni di leggi costituzionali sopra esposte il Governo (nei suoi membri):
6.1 commetteva reato di “attentato contro la Costituzione dello Stato”, secondo la descrizione che ne dà l’art. 283 cp (in verità esigente, oggi, nella condotta “diretta a mutare la Costituzione dello Stato, “atti violenti”, secondo la previdente, nell’anno 2006, interpolazione giuridica della precedente disposizione, dalla oramai solita “maggioranza parlamentare” );
6.2 commetteva (comunque, alternativamente) reato di “attentato alla Costituzione”, secondo la (a)descrizione che ne fà l’art. 90 cost. quando sia commesso (dal o) con il Presidente della Repubblica (l’attentato si avrebbe, secondo le voci dei Padri costituenti, nella semplice “violazione” delle leggi costituzionali, anche a tenore, in art. 91, del giuramento di investitura del Presidente della Repubblica: “ …di osservanza della Costituzione”; la questione, ulteriore, della pena di questo illecito, non prevista direttamente dall’art. 90 cit., e della sua distinguibilità da quello di “alto tradimento”, ugualmente lì previsto, può essere, qui tralasciata);
7. Persona che, d’altronde, seppure non avesse avvertito di commettere i reati sub 5, non parrebbe avere inavvertito di commettere l’illecito sub 6.2, se, come ha divulgato, escludendo “evidenti” incostituzionalità del decreto, ne ha incluso (ovviamente) “inevidenti”;
7.1 benchè, non inavvertito, sarebbe stato “costretto” (da minaccia del Capo del Governo) alla sua commissione (mediante “emanazione” del decreto): sarebbe, per ciò, non punibile (ove quell’illecito fosse reato), secondo la previsione che ne fa l’art. 46 cp;
7.1.1 ferma, ovviamente, la “punibilità” degli altri commettenti, poiché rispondono del “reato proprio” (che solo e da solo il Presidente della Repubblica potrebbe commettere, per art. 90 cost) i “partecipi” anche se l’autore non sia punibile (per qualunque causa), secondo la indicazione che ne dà il (sotto)sistema della responsabilità dei singoli concorrenti nel reato “collettivo” , posto negli artt. 110 ss cp. .

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Arrestare il popolo…

arrestare_.jpgStonata dal naso più bugiardo, la voce più bugiarda, tra quelle cupamente salienti dalla trincea della associazione “antimafia”, ricordando con orgoglio l’esperienza giudiziaria vicina, benchè breve, traboccante di “sepolti vivi” nelle carceri italiane, disinibita, cadenzava, al microfono di una radio nazionale ossequiosamente diffonditrice, che la legge parlamentare del reato di associazione di tipo mafioso aveva compiuto una “rivoluzione copernicana”, nella strategia persecutoria delle mafie.
Implicando sibillinamente, per l’ignaro diffusore e l’incolto ascoltatore, che, mentre nell’antico “sistema tolemaico” il persecutore doveva comunque vedersela con reati (di omicidi, ferimenti, rapine, estorsioni, incendi, “attentati”), con le loro impervie fattualità, giuridico penali, le non meno impervie ascrivibilità (attribuzioni personali), giuridico processuali, impervietà rifiutanti facili e petulanti vaniloqui sostitutivi, reità “parlate”, non inverate; al contrario, nel “sistema copernicano”, che aveva scoperto la riducibilità del reato al reo, la sufficienza giuridica, penale e processuale, di questo, al persecutore bastava reperire uno stile di vita, individuale o collettivo, “di tipo mafioso”, un reo di ciò solo (di sè solo cioè), per avere il “reato”, e per seppellirlo, per seppellirne moltitudini.

Il “sistema”, d’altro canto, dava l’agio, ulteriore, di semplificare l’ascrizione “personale” dei vetusti reati fattuali ( di omicidio, di rapina….), avendo scoperto, ad un tempo, il “teorema” per cui, poiché in terra di mafia, nulla, tanto meno un reato dei suddetti, potrebbe avvenire senza che la mafia voglia, esso sarebbe divenuto “automaticamente” ascrivibile all’insieme, e a ciascuno, dei suoi membri.
Perfida e gaudente, invertiva perfino, la bugiarda, la direzione della storia penale, nel trapasso dei due sistemi, e la simbologia stessa dei loro nomi, giacchè il secondo di essi, il copernicano, in realtà, aveva accompagnato e comportato, con altri fattori culturali ovviamente, l’aggiunta, del reato al reo, il reo, esclusivamente quale e in quanto, autore di reato, all’inverso esatto del primo, il tolemaico, che in ciò, quindi, era stato rivoluzionato; a contenimento, se non ad espulsione, dei suoi orrori e anzi dell’orrore in sé, che esso era, Moloch sempiternamente ingurgitante creature umane (il peccatore l’eretico la strega l’oppositore il dissidente lo straniero), ree non d’altro che di sè stesse.
Vagheggiava Moloch, evidentemente, la bugiarda, la sua smodata potenza, per sè e per l’associazione, smaniosa di sottomettere, oltre gli individui, le moltitudini, vagheggiava di regnare, dal trono giudiziario.
Quella legge parlamentare (in art. 416 bis cp), tolemaica, anticopernicana, controriformatrice, divoratrice di umanità, d’altronde, cominciava a montare alle tonificanti brezze di taluni corollari, prontamente elargiti da un parlamento ignaro o succube, (comunque) giuridicamente incolto (e funzionalmente indegno per ciò):
l’accentramento, nazionale, degli uffici di procura (della sua applicazione), benché diramanti in distretti, volti tuttavia, essenzialmente, alla (sotto)produzione del giudice proprio, distrettuale ma al postutto nazionale anchesso, sfacciatamente simile ad un tribunale speciale, quello per (e de) gli assolutismi politici di ogni risma, contro il “giudice naturale” (cioè territorialmente diffuso, e solo per ciò popolare, democratico), della Carta antimonarconazifascista del 48;
la istituzione, nazionale, di un ufficio della prova d’accusa, precostituita, ai fatti e ai processi, anzi intesa a suscitarli, al (facile) servizio di leggi contro rei senza reati, sopra visti, reità provabili perché semplicemente parlabili, “reità parlate”, scagliabili come dardi da prove orali, “testimoniali”, fornibili all’impronta, da “collaboratori (di giustizia) in pianta stabile, dietro mercede di ogni specie (la remissione di un debito penale, il lucroso compenso pecuniario, la reincarnazione: acquisizione di nuova identità sociale, per carte false tosto coniate all’uopo).
Corollarii della legge, or visti, apprestanti nondimeno, nella loro semplicità, un efficiente impianto bellico, una macchina da guerra civile, atta a marciare su qualunque fronte (perfino quello, recente, golpistico, della destituzione di un capo di governo). 

E così, la potenza politica riuscente dall’apparato, era tale da convertire in lecito ogni illecito, quale il moto stesso della macchina, inusitatamente sovvertitore del diritto e del processo storicamente conquistati dalla civiltà giuridica, e tuttavia ricondotti ad un’infamia ripudiata finanche dalle pur tremende ordinanze dell’antico regime (quindisedicesimo secolo d.c.);
era tale, quella potenza, da legiferare sfacciatamente accanto od oltre o contro la legge vigente, per norme giudiziarie, del giudice, puntate sull’obbiettivo senza alcuna intermediazione legale, di diritto sostanziale o processuale, verso la soluzione finale (compresa quella dell’incremento assolutistico della maestà regnante).
Alle brezze delle promesse dell’apparato, e delle loro conferme, la avanzata della associazione antimafia sarà trionfale, in un quindicennio asporterà chirurgicamente dalla umanità generale una quantità impressionante di umanità particolare, murandola viva a vita, in afflizione e umiliazione indicibili, che la più efferata animalità mai riprodurrebbe; mentre, al di qua, gli aggregati famigliari, traumaticamente mutilati, si perderanno: homo homini lupus è mito demonico che si reincarnerà dopo tremila anni di conquiste civili occidentali, e, immane ironia della storia evolutiva, per mano de “la giustizia”.
Intorno all’anno 1995, dopo tredici anni di rivoluzione copernicana, il più era fatto, le associazioni mafiose erano state asportate dal tessuto sociale.
Moloch, tuttavia, cibandosene, era ingigantito, famelico e insaziabile come mai…
Una voce, cavernosa e lestofante (nel senso letterale, che parlava lesta a celare brogli concettuali, dei quali anzi precipuamente constava), iattante e querula, lanciava un’idea, ad un tempo, verso l’associazione antimafia, dalla quale saliva, e verso l’associazione politica, dei partiti, che primariamente attraevano la sua vanità: oltre i rei senza reato, stavano, ben visibili e concepibili, similrei, nella moltitudine inesauribile di coloro che avessero contatto pur effimero con quelli e che, pur se esterni alle reità loro, ben avrebbero potuto parerne concorrenti; certo, concorrenti “esterni”, non interni, e tuttavia riunibili nella superiore categoria del concorso di persone nel reato, e, per ciò, allo stesso modo perseguibili.
L’idea, esposta a taluno “dell’antimafia” non immemore dei principi (scolastici) del diritto penale, susciterà l’obiezione, ovvia invero, che, chi concorra alla esecuzione di un reato sarebbe reo come chi lo esegua, “allo stesso titolo di reato”, ma, per ciò, immancabilmente, concorrente interno, concorrente, e basta, inconcepibile quale esterno, impensabile, perchè finanche contraddittorio in termini; il concorrente è correo del reo, non similreo. E se, nella follia concettuale, fosse tale, similreo, esterno alla reità, egli sarebbe innocente.
Ma esposta alla associazione politica in via di approccio, l’idea, non solleverà obiezioni, anzi avrà lodi e plausi ed entusiasmi, sia perché totalmente ignara, quella, benché munita di funzione legislativa, della sua immane stoltezza, sia perché sperante di conseguire, grazie ad una militante (in fieri), il merito della sua attuazione; mai disconosciuto o lesinato, elettoralmente, a chi contribuisse alla persecuzione delle reità, siccome alfiere del bene sul male, indicatore delle parti sociali in cui stare e non stare, in cui porre giusto e ingiusto, anche perché insospettabile, per abissali ignoranza o disonestà, di crearle appositamente, le reità, a guadagnare il lucro etico di perseguirle.
E sia perché non immaginava, quella associazione, che, la approvazione dell’idea, le si potesse sgradevolmente ritorcere contro, che similrei potessero essere colti al suo interno, per contatti anche effimeri con i rei, particolarmente, contatti elettorali, come se, ai primi, fosse vietato d’avere elettorato nei secondi, se, ai secondi, fosse vietato d’essere elettorato dei primi, come se il rapporto elettorale, nella sua completa interazione, fosse reato, se la democrazia rappresentativa, elettorale, fosse reità.
E tanto meno avrebbe immaginato, che, quella voce, cavernosa e lestofante, potesse guidare la sua associazione alla conquista del potere sulle organizzazioni politiche esistenti, iniziando dal meccanismo produttivo, l’elettorato attivo-passivo ( elettori ed eleggibili regolabili a piacere con la incarcerazione o la sola incriminazione), passando poi alle cariche di partito, ai partiti stessi, su per l’occupazione di essi, fino alle cariche istituzionali: alla confusione ultimale della associazione politica e di quella “antimafia”.

La “lestofante” applicherà alla prima occasione l’idea, che inizierà il cammino, ne farà tanto, subito accreditata dalle sentenze “di merito”, subito collaudata da quelle “di legittimità”, che perverranno a dichiararla legittima, id est conforme a legge, in assenza di una legge cui riferirla, per loro stessa ammissione, a dichiararla legittima contro i principi della legge; così pervenendo, oltre la persecuzione dei rei e quella dei similrei, al genocidio, un olocausto di umanità data (ora sempre meno particolare, sempre più generale).
Poi, finalmente pavoneggiandosi nei luoghi istituzionali e massmediatici, “direttrice esecutiva”, per qualche tempo, delle più tombali sepolture dei vivi, al colmo della carriera, sarà messaggera della associazione politica in materia giuridicopenale, essa, affossatrice dei più elementari principii, evertitrice dell’ordinamento giuridico costituito.
Fino che si defilerà, “collaboratrice di giustizia”, “pentita”, non certo d’aver potuto, pur nel suo piccolo, anch’essa per ciò grande, un olocausto, quanto, forse, del suo eccezionale squallore estrinseco.

Oggi, più d’uno, propone la riforma legislativa di una pura invenzione giudiziaria, di un fantasma giuridico, cui solo la volontà di potenza, mista a smania persecutrice, avrebbe potuto dar corpo; propone al parlamento di legiferare la riforma del nulla giuridico.
Mentre nessuno propone di legiferare la riforma di tutte le condizioni attive, materiali immateriali oggettive soggettive, l’ humus, dell’ olocausto.
Nel compleanno di Associazione Giustizia Repubblicana: per un partito della critica della politica penale.

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Escludere ogni misura cautelare personale, poichè contraria alla presunzione costituzionale di non colpevolezza fino a condanna definitiva;
riaffermando e riattivando così il principio costituzionale, che nella prassi istituzionale vigente, quella che fa capo a tutta la magistratura, ed al legislatore ausiliario (un legislatore costituzionale almeno a stare alla fonte da cui esso trarrebbe il suo potere…!), opera esattamente al contrario, come presunzione di colpevolezza…

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Esordio

Art. 112 della Costituzione:
“il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”
L’ unica “azione” (sociopolitica) “obbligatoria”, per Costituzione, in Italia, è l’”azione penale”. Essa, d’altronde, dalla Costituzione medesima (ampiamente “integrata”, tuttavia, da legge inferiore) è organizzata (artt. 101 ss), in un insieme di “uffici giudiziari”, che la esercitano nel territorio, per insiemi di “poliziottoprocuratoregiudicecarceriere”, e inservienti vari1, indistinguibili funzionalmente e culturalmente, in comunione piena di mezzi e di fini, che dalla contestazione, nel presupposto più occasionale o artificiale, di una qualunque reità2, di un qualunque reo, menano questo, tra indicibili sofferenze, a distruzione.

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1 – 04 – 2011

Colpevoli e prescritti per sempre dicono quelli parlano di cio’ che legittimamente non sanno e non sanno quel che vorebbero e vanterebbero che la costiutuzione esclude che siano colpevoli senza condanna definitiva.

La intrusione del bubbonico Saviano nella aneddotica della Famiglia Croce (di cui sarebbe incredibilmente “concittadino”), Quella, non la tollera…
e non tanto per la contaminazione, etica ed estetica, che ne riporta…
quanto per la estensione della paranoia, del camorrismo pizzottaro (del quale il suddetto, peraltro, “scrivendo”ne, vive), perfino ad un pericolo, che corse la incolumità del diciottenne Benedetto, per sottrarla al quale, il genitore, avrebbe offerto cento lire, a taluni soccorritori…

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31 – 03 – 2011

Colpo mortale alla giustizia“, stride la “magistratura organizzata” contro il disegno di legge governativo sua “prescrizione breve“…
Giustizia che, quindi, vivrebbe solo se e non “prescrivesse” reati, se colpisse mortalmmente gli accusati….
Intorno quella “magistratura“, sventolano i “fazzoletti viola“, quelli del “popolo viola“, quelli “viola”, dal colore (tradizionale) della Passione, quella del Palestinese colpito a morte sulla croce…
dimettiamoci tutti“, incita “senatore Marino” (dal volto invariabilmente supplice, che ha dovuto “chiedere sempre” dalla nascita, e che per ciò può dare mai qualcosa), anche lui, eppure (sedicente) “medico“, voglioso di colpire a morte, gli accusati…

Le navi galera (le galee, dunque, donde quella parola, che designava i condannati ai remi, deriva), cariche di migranti respinti dalle coste siciliane, prendono il largo…
ma per destinazioni ignote (ai più), tra le quali, telepilotate dai ministri della infamia politica berlusconiana (la più estesa, dalla unità d’Italia), potrebbe essere perfino l’affondamento in pieno oceano

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30 – 03 – 2011

L’artefice politico, profondo e reale, del potere cleronazirazzifascipiduista berlusconiano, l’ultima delle turpitudini politiche che abbia invaso l’Italia e la calpesti da ventanni, Bossiugo, finalmente precisa la relazione sostanziale tra quel potere ed il Paese, il suo popolo, le sue volontà:
dei migranti verso esso, che egli vorrebbe “fuori delle balle“, li’, nel luogo simbolo della putrefazione culturale donde quel potere sorse, egli riduce, impunemente, il Paese …

Mentre avanza meccanicamente, contorto claudicante incespicante ebete vacuo assente, fatiscente, contornato di armati anzichè di badanti, investito di funzioni di ministro del Governo anzichè interdetto per sentenza, in tale stato, così minaccioso per le sorti della repubblica, atterrisce….

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29 – 03 – 2011

E’ Carofiglio il paperone delle Puglie“. Riferisce, il radiogiornale, di chi cumula il bottino che fa da magistrato a quello che fa da senatore a quello che fa da “letterato” (per agevolarne la digestione sociale, iniziando dal nome, imbonitore, sopra le sue ipocrisie “narrative”)…

Tra i più neanderthaliani (la specie antropica distinta, ma contemporanea, da quella dei “sapiens” ) dei postafascisti, scassinatori delle istituzioni parlamentari e governative, il grugniente Larussa, sciorina due categorie di stranieri immigranti, quella dei “profughi” (dalla Libia in fiamme, non anche, chissà perchè, dalla Tunisia o dall’Egitto, ove comunque le fiamme non sono ancora spenle) e quella dei “clandestini“…
ma è clandestino chi si veda si senta si tocchi, si “identifichi“, e si espella? e perchè non lo sarebbe il profugo, parimenti “sensibile“, o, quello, non sarebbe questo? clandestina in effetti è la distinzione, quindi il distintore, in ogni stadio culturale da uomo appena sapiens
pur tuttavia è palese l’uso della parola, quello di classificare stigmaticamente le quote di popolazioni da destinare al razzicidio…

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27 – 03 – 2011

Scagliava come una lancia, in parlamento, il radicale Mecacci, che le rivolte popolari nordafricane avessero ad oggetto, anche, la politica, estera, berlusconiana…
E se, di questa, fosse stato colto l’uso, di Gheddafi, quale carceriere (torturatore) dei migranti respinti dai natanti militari italiani?

Io sono ipercritico molto ipercritico“, arrota maniacalmente (in cerca di essere) il parolaio incoagulabile di (ex) “rifondazione comunista” (colui che, invero, rifondò il berlusconismo, sfiduciando in parlamento il prodismo), riapparendo per vaporizzare l’aria, insieme alla grammatica del (l’ingraduabile) superlativo iper….

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26 – 03 – 2011

Formigoni capisce politicamente più di Vendola, ritorcendogli l’accusa di “Lombardia mafiosa” con quella di “drogato”?
Se tale sarebbe chi abbia smarrito la realtà ( politica), l’ “allucinato”, rettamente pare a Formigoni che lo sia chi, da un lato, accrediti voci di “antimafia” che più improvate, “poliziesche”, non potrebbero essere, da altro abiliti, il lugubre organismo, ad iniziare a devastare anche la Lombardia, sequestrando confiscando incarcerando ammazzando rovinando, nella terra di Pietro Verri…

Un disegno di legge, che preveda la responsabilità giuridica della magistratura, quando compia “manifesta violazione del diritto”, sarebbe punitivo, secondo essa…
cioè, quanto, nella attuale irresponsabilità giuridica, vedesse la condizione sociopolitica dell’autocratismo, non sarebbe democratico, ma “punitivo”…
In questo attributo potrebbe annidarsi più autocratismo, ademocratismo?

“Confuso è il mondo, non la maggioranza politica di cui faccio parte”, proclama sicuro Cicchitto, arringando ad una assemblea parlamentare..
dando prova del rovescio, tuttavia, lui e la maggioranza politica di cui fa parte, giacchè il mondo mai è confuso nelle sue leggi, lo è per chi le ignori, o non le intenda.

“Noi abbiamo compiuto un’autobiografia” dice il regista di Silvio Forever ( il film subdolamente ammettente al contesto civile il precivile Berlusconi), anche a nome, precisa, degli sceneggiatori (tra i quali sarebbe l'”anticaste” Gianantonio Stella…)…
mancandogli il significato del prefisso “auto”, al regista, come potrebbe avere quella reale, di Berlusconi?…

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22 – 03 – 2011

Putin denuncia il neocrociatismo ed il neocolonialismo, della Campagna di Libia attuata su deliberazione Onu..
sul secondo attributo assentisce la Lega…
e Berlusconi tituba.. nessuno d’essi neppure intravvede che, la Campagna, sostiene insorti contro un potere iniquo…
eccetto, “del giro“, inaspettatamente, Medvedev

La vanità delle vanità, il ministro degli esteri Frattini, la cui unica coerenza e’ nello stare allo specchio (attento, se “inquadrato“, a togliere gli occhiali che gli alterano il profilo, benche’ gli ravvivino lo sguardo), appare in televisione in tenuta da sci (fornitagli per l’occasione dallo sponsor), per cantilenare qualcosuccia delle sue, sulla campagna di Libia

Il “trattato di amicizia” con un Paese democratico non sarebbe inadempiuto dai comportamenti antidemocratici dell’altro contraente, e, per ciò, non darebbe facoltà di inadempienza, a sua volta, al primo?

Chi si domandi, timoroso e ansioso, che cosa, dopo Gheddafi, verrà portato dagli insorti, non sa che dovrebbe, in vece, domandarsi, che cosa sia e implichi, politicamente, la insurrezione

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19 – 03 – 2011

Il crollo del sistema sanitario universale, seguito a quello dell’ordinamento della Unione Sovietica, in pochi lustri ha abbassato di sette otto anni la “speranza di vita” della popolazione…

Il “prematuro” che politica cinguettando (compensatosi da magistrato penale neo fascistaberlusconiano), il “sottosegretario all’Interno” dell’oramai viceministro del “direttore nazionale antimafia” (oggi ministro effettivo dell’Interno e della Giustizia), non esita ad addurre a vanto, anzichè a disdoro, stimolato dalla similverginale televisiva Ilaria D’Amico, e guardato a vista dal procuratore generale “della Sicilia” (la parrucca giudiziaria più temibile), che l’italia sarebbe l’unico paese “civile” ad avere una legge penale, sulla associazione mafiosa, che colpisce “l’appartenenza“, di qualcuno, ad un sottosistema sociale, piuttosto che, come in ogni altro Paese, attendere che commetta delitti…
unica, in effetti, l’Italia, ad essere regredita a prima del Codice (babilonese) di Hammurabi, a 3500 anni …

Autocrazie
e burocrazie sono interdipendenti, il rovesciamento od il contenimento delle une e’ proporzionale a quello delle altre, la lotta alle autocrazie e’ lotta alle burocrazie

Quando un governo uccide i propri concittadini bisogna fare qualcosa“, comincerebbero a capire, a quanto dicono, i dirigenti cinesi e russi, dalle rivolte nordafricane…, cominciano a capirlo non dopo gli altri paesi del mondo, tutti d’altronde ben lungin dal cominciare a capire, che i governi uccidono i cittadini anche, o anzitutto, con i loro sistemi penali, e loro vettori, le “magistrature” e le polizie..

Pane e acqua ma Ben Ali fuori“, sarebbe stato il motto dei tunisini insorti…
dove la fame pare meglio della autocrazie, ciò che è impensabile in taluni sistemi politici a settentrione, sazi e anti ademocratici

Siamo poveri e per cio’ abbiamo problemi sui diritti umani“, denuncia, a gennaio scorso, il premier cinese Tao, prima volta dell’era contemporanea, e cio’ segnerebbe un progresso, per gli osservatori…
nemmeno sospettando che, le politiche penali universali, vessatrici dei “diritti umani“, di poveri si alimentano…

Se la spesa per la pubblica sicurezza supera quella per l‘esercito, come oggi in Cina, l’autocrazia ha forma essenzialmente polgiudiziaria

Per “santalfonso“, non si era dispersa la giustizia, perche’ Adamo era stato punito, ne’ si era dispersa la misericordia, perche’ l’uomo era stato perdonato…
ma dove, oltre le pagine del Vecchio e del Nuovo Testamento..?

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17 – 03 – 2011

Noi poliziotti e magistrati arrestiamo ingegneri architetti, ma la società non li esclude“..lascia scarpinare, in uno show televisivo antimafia imposto alla sua ingenua conduttrice, il procuratore generale di Palermo, che non ha alcun potere di arresto, in quella “carica“, nè ha alcuna facoltà di sindacare la reazione sociale agli atti giudiziari, e che quindi, svela, nel “noi“, la esistenza di un organismo unico, fatto di polizia e di magistratura unifunzionale e unifinale, montato sulla popolazione inerme, che in siffatto modo farebbe giustizia…

La prova certa che, oramai, la magistratura penale, ha assunto il potere ulteriore della decisione politica, anche istituzionale, è nella recente vicenda della nomina a ministro di (tal) Saverio Romano, che verrebbe preclusa dalla sua incriminazione per “concorso esterno in associazione mafiosa“…, un reato inesistente giuridicamente, solo e programmaticamente, dunque, espansivo di quel potere, la prova provata che, la magistratura, impera oltre o contro la legge..
peraltro, se, a quanto e’ detto, nella vicenda avrebbero agito anche “segnalazioni di servizi segreti“, di quel potere farebbe parte anche la “polizia segreta“, il “segreto” della tirannie..

Il “cardinale Bertone” ha pregato tanto, prima dell’incontro, perchè il presidente Napolitano, se non gli baciasse la mano, al meno si chinasse appena, a “riconoscerlo“…
Invano…

Mi sono consultato con un avvocato” dice un promettente informatore ad un pubblicoministero che lo interroga, e che lo apostrofa: “ma perchè consultate gli avvocati, siamo noi la giustizia, consultate noi..
acquisito funzionalmente il giudice, ora il pubblico ministero dirige verso l’avvocato…
la sua riforma della giustizia

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16 – 03 – 2011

Venti divini” (kamikaze), certi di non sopravvivere alle contaminazioni radioattive, si affannano intorno ai reattori nucleari prossimi alla capitale, per “raffreddarli“, e porre in salvo così la popolazione giapponese… sono agenti della “sicurezza pubblica“, ben altri, e di ben altra sicurezza, da quelli che si aggirano per l’Italia, a stendere la coltre della (loro) mortale “legalità“, sulla popolazione italiana inerme…

I “leghisti” che si sottraggono ostentamente alle celebrazioni del centocinquantenario della unificazione istituzionale d’Italia, uscendo così dal corso della storia, sono orgogliosi di essere preistorici… d’altronde si lasciano guidare da un (povero) demente, dichiarato ufficialmente, quale pubblico ufficiale ministro della repubblica, sano…

Il deputato Coscioni presenta una “interrogazione parlamentare” per ogni morte sul lavoro..
centosessanta nei primi tre mesi dell’anno…
a nessuna il “ministrosacconi “, che si inchina indecentemente davanti la salma (non più di una all’anno) di combattenti popolazioni civili di terre straniere, che torni in Italia, ha risposto (pur sapendo che gli sono state condonate cinquemila interrogazioni per altrettanti lavoratori menomati a vita, nello stesso tempo)…

Un gruppo guidato da renzo bossi abbandona l’aula del consiglio regionale lombardo al risuonare dell’inno nazionale“…,
di cui colpisce non tanto l’abbandono dell’aula, a disdoro dell’inno nazionale, di una “Regione” dello Stato nazionale, quanto che, esso, possa farsi guidare da “renzobossi“, nella suo condizione..

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15 – 03 – 2011

Io come Borsellino” lamenta (para comunitario all’aspetto, invero), rimproverato di troppo zelante (in quanto “giudice“) predicazione per la “magistratura organizzata” (nella ribellione a qualunque riforma, benchè democratica, del proprio ordinamento fascista), al raduno della “sinistra” a sostegno della scuola pubblica (extratematica, invero, rispetto a quanto egli predica)…..
(lo lamenta) tanto umilmente verso quel “santogiustiziario” (peraltro, vicino alla scuola tanto quanto lo fu “san padrepio”), quanto superbamente, verso chi, comunque, ebbe la grandezza di perire…

Perfino l’indubitabile Massimo Bordin indica, nei trentacinque arresti per ‘ndrangheta di Milano, la prova della veridicità degli monologhi di “saviano“, peraltro confutati da Maroni..
nemmeno lui coglie che, l’ “antimafia“, mentre stermina popolazioni innocenti, al contempo simula che non lo siano, e lo fa (paradossalmente) sterminandole, conferendo cioè, falsariamente, a questo atto, il senso della punizione e dunque della incolpazione, d’esse…

Se porta al potere politico partitico la carriera in magistratura penale (dipietro demagistris violante casson d’ambrosio carofiglio tenaglia centaro scalfaro etceteri ceteri ceteri…), perchè non potrebbe portare al para potere politico partitico la carriera in paramagistratura penale? Con dedizione da macrocefalo risponde affermativamente al quesito, ogni giorno, “saviano“…

Ingroia cita il prete (in florida carriera antimafia) “donciotti“, per parlare di giustizia “a due binari“, anzi (si corregge confuso) “a doppio binario“, cioè, spiega, “forte coi deboli debole con i forti“…
che parrebbe un solo binario, in vero, che scarta il forte e investe il debole, uno solo, con tante incurvature…
I due esponenti di Stato e di Chiesa, ciascuno nel proprio ordine, paiono sragionare…
mentre ben ragionano, in effetti, nell’evitare accuratamente di domandarsi se, essi, siano tra i forti o tra i deboli…
o tra i fortissimi, e per ciò tra gli ipocriti…

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