“Fuori dal vaso” (etrusco)
Sarebbe stata iniziata un’inchiesta (di una procura della repubblica) per “istigazione al suicidio” di un obbligazionista (in)subordinato della Banca Etruria, il quale si sarebbe visto azzerato il valore delle obbligazioni acquistate col risparmio di una vita.
Eppure, la relazione causale fra la caduta di obbligazioni a rischio ed il suicidio dell’investitore è, statisticamente, assai meno consistente (è la prima, che si sappia, degli ultimi cinquantanni) di quella fra incarcerazioni e suicidi (settanta circa ogni anno).
Anzi, rispetto a questa, è nulla.
Eppure, non si è mai saputo di inchieste di procure della repubblica sugli incarceratori.
Sebbene, dinanzi ad una statistica così sostenuta, raffigurante quasi una “legge universale” (della relazione fra incarcerazione e suicidio), non solo, la relazione, sarebbe prevedibile, e, quindi, la morte sarebbe addebitabile per colpa. Ma sarebbe prevista (come possibile o probabile), e voluta (è tale la conseguenza che derivi, sempre o quasi sempre o con frequenza, da una azione volontariamente prodromica a, e di, essa). E quindi, sarebbe addebitabile per dolo (il modo dell’addebito “psicologico” che richiede, appunto, il delitto di istigazione al suicidio).
Avrà qualche influenza, su tale “stranezza”, il fatto che, incarceratrici ( ovviamente per ordine di giudice..), siano le stesse procure della repubblica?
E, se queste avessero il potere di essere così (smaccatamente) discriminatorie, stupirebbe che avviassero inchieste talmente caprine (anche nel senso del “capro espiatorio”) ?