Italicum Italicus?
L’attentato, con morti, al “rapido 904”, di agosto 1974, gravitò processualmente intorno al delinquente politico Licio Gelli ed alla sua associazione segreta, stanziata ad Arezzo.
Ad Arezzo fu di stanza anche l’inquirente sull’attentato, tale Marsili, meglio noto come genero del predetto Gelli.
Il processo, stracarico di indizi diretti e indiretti verso la associazione, ed il suo capo, tuttavia abortì…
nessun colpevole…d’altronde secondo lo stabile stile “assolutorio”, in materia (e solo in essa), della magistratura italiana…
Ad Arezzo fu di stanza anche la Banca Etruria, e, attorno ad essa, gravitarono le famiglie di un terzetto (Renzi, Boschi, Lotti) oggi politicante fino alla occupazione del Governo della Repubblica.
Il terzetto, inoltre, ha avuto a consulente giuridico governativo un altro magistrato stanziato ad Arezzo, inquirente sulla delinquenza economica di quella Banca.
D’altro canto, fra i disegni politici dell’aretino Gelli e della sua associazione segreta, vi fu una legge elettorale tanto somigliante a quella a cui, con cura di governo pressoché esclusiva, si è dedicato il terzetto ( fra quei disegni, vi fu anche una legge costituzionale di abolizione del bicameralismo antifascista repubblicano, dell’organo del senato, alla cui esecuzione, il terzetto, si è contemporaneamente dedicato).
Ebbene, alla legge elettorale il terzetto ha dato il nome di Italicu(m)…
Ha rimandato echi di un passato aretino impregnato della storia dell’attentato all’Italicus (e di molti altri simili)?
Ha avuto un “lapsus” (una disattenzione della coscienza contenitiva delle rivelazioni dell’inconscio, delle sue acquisizioni, ideazioni…) ?